Questa è l'ennesima conferma della superficialità del governo sulla gestione dei migranti. C'è da chiedersi perché arrivano tutti giovani. Sembrano "militari" senza divisa. C'è da preoccuparsi! Poi questa gente sembra arrivare dal nulla; da quale paese arrivano? Non si sono fatti accordi con questi paesi per limitare il loro numero? E possibile che non si parla di rimpatri? Siamo preoccupati per la piega che può pendere nel nostro paese visto l'indifferenza del governo a ricercare soluzioni.

Bologna
10:00 del 23/11/2016
Scritto da Luca

Questa è l'ennesima conferma della superficialità del governo sulla gestione dei migranti. C'è da chiedersi perché arrivano tutti giovani. Sembrano "militari" senza divisa. C'è da preoccuparsi! Poi questa gente sembra arrivare dal nulla; da quale paese arrivano? Non si sono fatti accordi con questi paesi per limitare il loro numero? E possibile che non si parla di rimpatri? Siamo preoccupati per la piega che può pendere nel nostro paese visto l'indifferenza del governo a ricercare soluzioni.

La protezione umanitaria è una vergogna, siamo gli unici fessi che la concediamo, sarebbe da abolire domani mattina. Per quanto mi riguarda dovremmo accettare una piccolissima percentuale di donne e bambini, che possano accertare tramite documento di identità di provenire da zone di guerra e che siano solamente cristiani. I giovani maschi dovrebbero essere rispediti indietro a combattere per il proprio paese e conquistarsi la loro libertà con il sangue, come fecero i nostri nonni.

Sugli ultimi tre anni di immigrazione si contrappongono due narrazioni: quella di chi predica accoglienza contro chi chiede respingimenti.

Normale sia così: ponti contro muri. Questi ultimi però da tempo denunciano alcune anomalie nel flusso migratorio, affermando che i profughi sono tutti uomini, che non fuggono dalle guerre, che si fingono minorenni e che anche se clandestini non vengono mai espulsi. Hanno ragione? Difficile dirlo per principio. Bisogna far parlare i numeri


Dal 2014 a ottobre 2016 sono entrati in Italia 455.660 immigrati. I dati più aggiornati (Commissione parlamentare d'inchiesta) dicono che nel biennio 2015-2016 su 300.414 ingressi ben 219.301 sono maschi e appena 41.478 le donne. E anche tra i minorenni c'è prevalenza di sesso maschile: dei 14.225 minori censiti nel 2016, il 94,1% sono ragazzi contro soltanto 835 bambine.

Bene. Sugli under 18 sorge peraltro un altro dilemma. A ottobre un'inchiesta dell'Antimafia di Bologna ha dimostrato che molti dei migranti "minorenni" in realtà sono ben più maturi. Non è un caso se il 54,3% (7.723) di loro ha 17 anni e il 27,1% (3.860) ne ha 16. Possibile siano tutti a un passo dalla maggiore età? Possibile.

Infatti, come scrive l'Unhcr, in Italia non c'è una "procedura unica per determinare l'età" e sovente ci si basa sull'esame auxologico (controllo sulla crescita delle ossa). Purtroppo il margine d'errore è alto e viene quasi sempre passato a favore del profugo. Cosa significa? Che se un immigrato afferma di avere 16 anni e l'esame dice che ne ha più di 18, le autorità dichiarano 17 anni in base ai principi di "presunzione della minore età" e "beneficio del dubbio". Cioè "qualora non sia possibile stabilire con certezza l’età di un individuo" viene comunque considerarlo minorenne.

"Nessuno scappa dalla Siria"

Fuori da ogni ideologia, i numeri dimostrano che chi arriva in Italia non fugge dalle guerre. Da gennaio a ottobre 2016 sono stati rilevati 159.496 ingressi e di questi solo 953 scappavano dalla Siria. La maggioranza viene da Nigeria (33.807), Gambia (10.489) e Guinea (11.131). E le nazionalità più rappresentate sono peraltro quelle che ottengono la più alta percentuale di respingimenti delle richieste d'asilo: nel 2016 i siriani sono lo 0,6% e il 98% ha ottenuto lo status di rifugiato; i nigeriani invece sono il 21.2% e addirittura il 71% si è visto respingere l'asilo. Non va meglio a Gambia e Guinea, la cui percentuale di accoglimenti crolla al 4%.

Anche il dato aggregato racconta la stessa storia. Nei primi 10 mesi del 2016, delle 76.448 domande esaminate, solo il 19% (14.562) ha ottenuto una forma di protezione internazionale (status di rifugiato, 5%; protezione sussidiaria, 14%). Poi c'è un 20% che riceve la "protezione umanitaria", un tipo di permesso di soggiorno tutto italiano e che negli altri Paesi è usato solo in via residuale. Infine, al 57% (43.898) è riservato netto diniego. A conti fatti, quindi, il 77% non è tecnicamente un "rifugiato".

Che fine fanno i migranti?

Viene da chiedersi allora che fine facciano quelli che non ottengono il permesso di soggiorno. Semplice: scompaiono. Negli ultimi due anni ben 5.086 persone sono risultate irreperibili dalle Commissioni. A questi vanno aggiunte le mancate espulsioni, ovvero migranti che non vengono rimpatriati perché costa troppo: il ministero parla di 33.422individui nel biennio 2015-2016. Infine ci sono i cosiddetti "migranti fantasma", cioè coloro che dopo il rigetto della domanda d'asilo presentano ricorso in tribunale e lo perdono. In tre anni 99.618 richiedenti si sono visti negare la protezione internazionale e secondo la magistratura il 56% perde il ricorso. Dovrebbero abbandonare il Paese, ma non lo fanno. A conti fatti si tratta di 55mila persone cui viene dato un foglio di via nella speranza (vana) che si allontanino autonomamente. Sommando le tre voci (irreperibili, mancate espulsioni e migranti fantasma) si arriva così a 93mila clandestini. Liberi di girare nel Belpaese.

Nessun siriano, molti clandestini e pochi (veri) rifugiati. Ecco. I numeri dicono tutto questo. E i numeri, è evidente, non possono sbagliare.


Articolo letto: 307 volte
Categorie: Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Antonello

23/11/2016 11:21:55
Se ci sono 41.478 donne allora non sono tutti uomini; se 953 venivano dalla Siria allora probabilmente ci sono anche Siriani
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