Con la collaborazione di utenti e map editor, mappe e traffico sono aggiornati in tempo reale: e ora l'azienda di Google apre al car pooling.

Campobasso
22:00 del 10/12/2018
Scritto da Gerardo

Il fatto di avere un navigatore satellitare preciso, facile da usare e, cosa non da poco, gratis, mi è sempre piaciuta. Così come ho potuto apprezzare la cartografia sempre aggiornata, comprese strade momentaneamente interrotte, e le segnalazioni sul traffico, punta di diamante dell’app. C’è un lato negativo? Certo: se non si è connessi non funziona. Tutte le volte che mi sono trovato in zone non coperte dal segnale 3g, oppure all’estero in paesi dove il roaming è proibitivo, ho dovuto utilizzare altre app dove le mappe sono scaricate preventivamente.

Waze funziona grazie alla collaborazione degli utenti che tramite i propri dati, o vere e proprie segnalazioni, permettono al sistema di conoscere quali sono i tratti più trafficati. In questo modo l’app può verificare i tempi di percorrenza più brevi ma anche modificare la rotta durante il tragitto stesso. Chi c’è dietro a Waze? Google, che ha acquisito nel 2013 il progetto nato come FreeMap Israel nel 2006. Ma soprattutto ci sono i Map Editor, alcuni dei quali ho conosciuto presso la sede ACI di Corso Venezia a Milano, durante la presentazione di una partnership con Volkswagen. Da oggi se avete una Volkswagen dotata di App-Connect per l’integrazione Android Auto ed Apple Car Play potete personalizzazione il puntatore del navigatore con un Maggiolino, il furgoncino Bulli oppure la Golf GTI. Non è una rivoluzione ma pur sempre una cosa carina, per chi sa apprezzarla.


Chi sono i Map Editor, e soprattutto cosa fanno? Sono le persone che ricevono le segnalazioni degli utenti e le pubblicano sull’app dopo averle verificate. Sono in migliaia in tutto il mondo, e sono organizzati a livello gerarchico secondo il proprio livello di partecipazione, ovvero tra chi si accontenta ad esempio di curare l’area attorno alla propria abitazione e chi, dedicando più tempo, verifica territori più ampi, anche oltre i confini nazionali.

Non so perché, ma mi aspettavo una banda di ragazzi un po’ hippy e un po’ hipster, invece i map editor sono normalissime persone, e neanche troppo ragazzini. Come Silvio, il più noto e da quello che ho capito anche uno dei più importanti a livello internazionale. È un gentile signore che non mi vuole dire il suo cognome ma solo il nickname che usa su Waze, Asterix06. È stato amministratore delegato di alcune multinazionali, ed è la tipica persona che non si ferma mai. Silvio è un fiume in piena che può raccontare qualsiasi particolare, perché collabora con Waze fin dall'inizio: confrontando i nostri account ci accorgiamo che ci siamo iscritti nello stesso periodo.

È chiaro perché i map editor si impegnano, ed è qualcosa di poco razionale quanto semplice. Indagare a fondo porta sempre allo stesso risultato: lo fanno perché gli piace. I map editor sono in contatto tra loro, si confrontano, risolvono problemi e fanno amicizia. Silvio, oltre a controllare le segnalazioni, verifica i percorsi stradali. In questo momento lavora sulla Cina, ed è sinceramente compiaciuto del lavoro fatto dai cinesi nell’organizzare la viabilità in autostrada, svincoli compresi.

Ma quello che lo inorgoglisce di più è come abbiano saputo reagire alle segnalazioni dovute al maltempo delle scorse settimane. Per dare l’idea, solo in Veneto hanno ricevuto il 385% di segnalazioni in più rispetto al solito, e in pochissimo tempo sono state segnalate strade interrotte o impraticabili. Un aiuto non da poco sia per la popolazione locale sia per chi doveva portare i soccorsi in tempi rapidi.

C’è da aggiungere che un sistema più avanzato è già attivo negli Stati Uniti, dove un accordo tra Waze ed il 911 ha portato un risparmio di tempo per gli interventi delle ambulanze fino a 5 minuti, che possono rappresentare il confine tra un intervento riuscito o meno. Me lo conferma Dario Mancini, Country Manager Waze Italia, uno che lavora in Google da 12 anni in giro per il mondo e che non è tornato in Italia per caso.

Waze sta diventando una “transportation company”, grazie anche a progetti come il Connected Citizen Program con il quale i dati vengono scambiati in modo bidirezionale. In Italia ad esempio è già attivo un accordo con Autostrade che segnala apertura e chiusura di cantieri. Ma anche in senso opposto, con dati forniti all’Agenzia per la Mobilità di Roma ed a AREU Lombardia per la misurazione del traffico, velocità media e snodi critici per la mobilità, in modo da poter fornire soluzione sempre più mirate.

Negli Stati Uniti, Israele e Brasile, Waze si è lanciata nel carpooling, in modo da offrire e ricevere passaggi auto. L’allargamento del servizio ad altri Paesi potrebbe essere quel passo in più per scrollarsi di dosso l’appellativo di “navigatore satellitare”, che oggi obiettivamente è riduttivo.

Da: QUI


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Categorie: , Tecnologia


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