Livorno città della nascita del pci e quindi è naturale che abbia sviluppato il germe dell'antifascismo che come scrive questa sostanza "E' già nel dna dei livornesi" però a volte questo dna si è rivelato infettato da un virus altamente tossico.

Pisa
08:00 del 05/12/2017
Scritto da Gregorio

Livorno città della nascita del pci e quindi è naturale che abbia sviluppato il germe dell'antifascismo che come scrive questa sostanza "E' già nel dna dei livornesi" però a volte questo dna si è rivelato infettato da un virus altamente tossico. Come quando, al largo delle Melorie, persero la vita 46 militari italiani e 6 militari inglesi e qualche imbecille livornese scrisse all'esterno dello stadio "46 paracadutisti morti uguale 46 fascisti in meno, niente lacrime." Una frase oltraggiosa,spregevole ed infame che rimase in vista per molto, troppo tempo senza che i cittadini livornesi ritenuti normali e probi facessero cancellare una scritta vergognosa per una città che si reputava civile. Una scritta indelebile nel cuore di chi come me, ventenne, non capiva niente di politica ed aveva appena perduto compagni d'arme ma soprattutto amici spensierati come tutti giovani. Ora questi toscani vorrebbero dare delle patenti di italianità chiedendo dichiarazioni di antifascismo? Lavino prima le loro rosse vesti grondanti e permettano di esprimere le ragioni a chi non nel rispetto delle leggi non fa come loro: il pericolo sono coloro che negano la democrazia del libero pensiero.


Il fascismo ed il nazismo sono morti e sepolti e questa campagna pubblicitaria che segue regolarmente le bravate dello pseudofascista di turno non ha altro senso che distrarci dai problemi reali per parlare di problemi immaginari. Il ritorno del fascismo in italia è una fake news

Pistoia, Massa, Marzabotto. Anche in Toscana, come nel resto d’Italia, negli ultimi mesi si sono moltiplicate le manifestazioni neo-fasciste e di estrema destra e la roccaforte rossa per eccellenza non ci sta e reagisce. Diversi comuni, infatti, nelle ultime settimane hanno proposto e approvato dei regolamenti per proibire le manifestazioni pubbliche apertamente neo-fasciste, xenofobe o razziste. E come? La soluzione è un certificato antifascista che ogni associazione o organizzazione politica dovrà sottoscrivere se vorrà disporre di uno spazio pubblico.


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Categorie: , Denunce, Nuove Leggi


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