E se invece i cittadini onesti, che devono sopportare tutta quest'invasione di "CLANDESTINI" voluti dalla sx, chiedessero di definire questi pseudo intellettuali "DIVERSAMENTE IPOCRITI" dal momento che si sa bene dove bazzicano e come si foraggino alla greppia dello stato da noi mantenuto?

Napoli
06:00 del 10/02/2017
Scritto da Carmine

E se invece i cittadini onesti, che devono sopportare tutta quest'invasione di "CLANDESTINI" voluti dalla sx, chiedessero di definire questi pseudo intellettuali "DIVERSAMENTE IPOCRITI" dal momento che si sa bene dove bazzicano e come si foraggino alla greppia dello stato da noi mantenuto?

Occorre adeguarsi. Nel Mondo Nuovo dell'utopia negativa sono i vocaboli che cambiano la società, non la società che usa i vocaboli.


Da questa mattina è vietato usare il termine «clandestino». Lo richiede, anzi lo impone, una lettera aperta pubblicata ieri su Repubblica - organo ufficiale del pensiero unico egualitario - da un gruppo di vigilantes della psicopolizia linguistica, un Politburo interdisciplinare composto da politici, intellettuali, uomini di spettacolo (tra cui Luigi Manconi, Nicola Lagioia, Alessandro Bergonzoni), che denuncia come nel «Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo del contrasto all'immigrazione illegale» sottoscritto dall'Italia e dal governo di riconciliazione libico compaia più volte «come sinonimo di migrante non regolare», il termine «clandestino». La parola - come strilla il titolo della lettera aperta - va cancellata. Perché? Perché il termine è «giuridicamente infondato»; perché «contiene un giudizio negativo aprioristico, insinuando l'idea che il migrante agisca al buio, come un malfattore» (che invece è solo una inevitabile conseguenza dell'etimologia, derivando «clandestino» dall'avverbio latino «clam», «di nascosto», indipendentemente da qualsiasi giudizio di valore, ndr); perché «suggerisce un'immagine dell'immigrato come nemico». Ecco l'utopia al negativo. Convincersi che la sostanza di un pericolo, o di una diseguaglianza, o di una ingiustizia, possa migliorare sostituendo semplicemente la parola che la indica. È noto: cambiare un termine del dizionario di uso comune è molto più facile che educare il cittadino a mutare un habitus mentale.


Articolo letto: 443 volte
Categorie: , Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Silvestro

11/02/2017 13:21:57
Non a caso Nicola Lagioia è stato chiamato dalla Sindaca (sob) Appendino a dirigere la versione torinese del salone de libro. Cambiano i musici, ma lo spartito è sempre lo stesso.
6

Paolo

10/02/2017 11:24:26
E' diventata una cosa veramente pesante per noi ma tutte queste persone migranti chi li deve mantenere noi lavoratori italiani o la camera di Roma toglietevi i vostri soldi dai vostri stipendi "politici"
6

Cosima

10/02/2017 10:52:00
Vuol dire che non abbiamo nessun problema serio da risolvere. Alla fine del mese si arriva senza tema, c'è il festival di sanremo, belen ha la farfallina, si assumono donne incinte, tutto va bene. Quindi si possono affrontare anche questi ostacoli al vivere civile
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