Secondo il massimo esperto sui tumori in Italia sostituento la classica sigaretta con quella elettronica si potrebbero avere 30 mila decessi all'anno in meno

Milano
10:30 del 07/11/2013
Scritto da Alberto

Umberto Veronesi torna a parlare della sigaretta elettronica a margine di un incontro all'Istituto Europeo di Oncologia tenuto a Milano in cui sono stati evidenziati i risultati di uno studio pilota sulla sigaretta elettronica. Secondo l'oncologo, per fare cassa la Stato aumenta la tassazione delle sigarette elettroniche, dimenticando i costi altissimi provocati dal tabacco tradizionale in termine di spesa sanitaria e di vite umane.

Lo Stato rema dunque contro la sigaretta elettronica, un prodotto che secondo Veronesi rappresenta per moltissime persone una possibilità di ridurre il numero delle sigarette con tabacco e di smettere di fumare, diminuendo così i casi di carcinomi polmonari causati principalmente dall'uso eccessivo di tabacco. Veronesi ci tiene a precisare che la e-cig non è cancerogena e che sarebbe bene se venisse chiamata 'sigaretta senza tabacco'. A differenza della sigaretta tradizionale non c'è combustione di carta e tabacco che libera 13 composti cancerogeni che fanno molto male all'organismo. Con una sigaretta controllata nei parametri principali si potrebbe ipotizzare anche alla creazione di distributori automatici del tabacco-free-cigarette.

Umberto Veronesi ha parlato anche dei benefici in termini di vita delle sigarette elettroniche. Se infatti tutti i fumatori di tabacco tradizionali cominciassero a fumare sigarette senza tabacco, si potrebbero salvare almeno 30 mila vita umane in Italia e addirittura 500 milioni nel mondo. Il tabacco è diventato il più grave problema sanitario del secolo, per tale motivo l'oncologo parla di 'dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta e all'Istituto europero abbiamo deciso di farlo'.

Purtroppo lo Stato sembra sordo alla richiesta di attenzione posta dall'ex ministro della Salute, introducendo una tassazione del 58% che ha prodotto la chiusura di molti negozi ed il fallimento di tantissimi produttori. Il motivo è che lo Stato ci guadagna molto di più vendendo le tradizionali, ma non pensa che poi dovrà spendere 3 miliardi di euro all'anno per curare 50 mila tumori causati dall'uso di sigarette con tabacco. Sul mercato delle e-cig ci sono stati molti dibattiti: chi li deve vendere, quali interessi ci sono dietro, se lo Stato ci deve o può guadagnare, ma effettivamente pochi hanno posto l'attenzione sul tema principale che è quello della salute. Vengono infatti ignorati  le centinaia di morti quotidiane dovute al tabacco e al dolore e alla disperazione che provoca nelle persone che si vedono portati via persone care ed amici.

Parlando con  uno dei principali distributori su Milano di prodotti per sigarette elettroniche, e proprietario del famoso sito svapoforniture.com, dove è possibile acquistare prodotti al 100% garantiti e che non fanno male all'organismo, ci rendiamo conto che a causa delle errate informazioni sulla nocività, il mercato delle sigarette elettroniche è quasi fermo. False informazioni circolate sui media di ricerche e pareri di esperti scientifici fanno il gioco di coloro che vogliono vedere scomparire il mercato delle sigarette elettroniche. Quello che ci chiediamo è che se anche un autorevole studioso come Veronesi ci fa capire che lo Stato sbaglia a penalizzare le sigarette elettroniche e che la sostituzione della sigaretta tradizionale con una senza tabacco salva più di 30 mila vita umane, quali interessi ci sono dietro? Perchè si diventa ciechi davanti all'evidenza? Confidiamo che prima o poi i nostri lungimiranti politici comprendano che il tabacco fa male, la sigaretta elettronica no!


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Categorie: Denunce, Medicina, Salute, Sociale


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