UN CIALTRONE CON I CONTROFIOCCHI, CHE SI MUOVE CON L'ASTUZIA E L'UNTUOSITÀ DI UN PROSSENETA.

Napoli
09:00 del 16/01/2017
Scritto da Sasha

UN CIALTRONE CON I CONTROFIOCCHI, CHE SI MUOVE CON L'ASTUZIA E L'UNTUOSITÀ DI UN PROSSENETA. UN VERO PERSONAGGIO DA "COMMEDIA ALL'ITALIANA". CHE COSA CI FACCIA IN PARLAMENTO NON SI CAPISCE; SE SI HA UNA CONCETTO "ALTO" DEL PARLAMENTO. IN REALTÀ, CI STA BENISSIMO, COME UN TOPO IN UN CASEIFICIO.

Al processo sul crac dell’ex Ccf di cui fu presidente Denis Verdini la presidenza del Consiglio ha chiesto il risarcimento dei danni per la presunta truffa sui fondi all’editoria: il conteggio risulta dai quasi 23 milioni percepiti tra 2005 e 2009 dai giornali dal senatore di Ala, rivalutati con gli interessi a 28 milioni, più un risarcimento danni pari al 50% in più di questa somma

La Presidenza del Consiglio, al processo sul crac dell’ex Ccf di cui fu presidente Denis Verdini, ha chiesto il risarcimento dei danni per la presunta truffa sui fondi all’editoria pari a circa 42 milioni di euro: il conteggio risulta dai quasi 23 milioni percepiti tra 2005 e 2009 dai giornali dal senatore di Ala, rivalutati con gli interessi a 28 milioni, più un risarcimento danni pari al 50% in più di questa somma. L’Avvocatura dello Stato ha chiesto il sequestro conservativo di 23 milioni di beni equivalenti già sotto sequestro penale.

Richiesta di risarcimento anche da parte della Banca Mps, nelle sue divisioni Capital Service ed ex Banca Antonveneta, pari a circa oltre 48 milioni di euro ai costruttori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, più altri coimputati. Bankitalia ha chiesto di condannare l’intera governance dell’ex Ccf anche al risarcimento dei danni non patrimoniali – come quelli di immagine – per 176.854 euro.


Per Verdini l’accusa ha chiesto 11 anni: perché secondo i pm di Firenze il Credito Cooperativo Fiorentino fu trasformato dal parlamentare “nel suo bancomat privato” e in un suo riconosciuto centro di “potere e comando”. Il Ccf nel 2010 fallì dopo venti anni di sua incontrastata presidenza e a seguito di dettagliate ispezioni di Bankitalia. Associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, sono le accuse per il senatore Verdini a cui va aggiunta quella della presunta truffa allo Stato sull’ampio capitolo processuale per i fondi per l’editoria tramite società e cooperative a Firenze la cui istituzione e operatività sono ritenute dai pm fittizie e solo strumentali a prendere quei contributi. Le due vicende, banca e giornali, negli anni si sono intrecciate, infatti il processo è uno solo. Ed è per quest’ultimo filone che vengono chiesti i 42 milioni.


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Categorie: , Denunce, Editoria, Politica


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Risposte - Commenti

Indro

16/01/2017 14:02:29
Verdini ha fatto danni dall'epoca di Berlusconi e sta facendo casini tutt'ora , ma perche non lo mandare a casa ,ha la faccia da scemo però scemo non è.
6

Gerry

16/01/2017 11:17:54
È pensare che sta in parlamento e sostiene il governo affianco al pd e soci. Mi vengono solo coniati di Vomito
5

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