Vent'anni contro: dall'eredità di Falcone e Borsellino alla trattativa, recensione del libro scritto da Ingroia e Caselli.

Roma
19:09 del 30/12/2013
Scritto da Samuele

Entrambi gli autori si raccontano nella scelta di andare a Palermo. Caselli dice quando si stava per decidere di fare domanda per andarci nel 1992 subito dopo le stragi di Falcone e Borsellino mentre Ingroia racconta di quando all'inizio della sua cariera di magistrato, venne affidato come uditore a Giovanni Falcone. Descrive nei dettagli i primi giorni, di come osserva Falcone fino a quando il giudice gli chiede se vuole occuparsi di mafia e gli da un libro zeppo di pagine di verbali istruttori. Il libro di Ingroia e Caselli è crudo e netto.

Con questo libro i due magistrati ripecorrono parte della loro straordinaria esperienza professionale. Tornano agli anni vissuti insieme a Palermo. Al primo giorno di Caselli in procura perche deflagra come un fulmine nei nostri telefonini la notizia che Riina è stato catturato... Tutti si precipitano là dove dove Riina è stato catturato, il Capo della Cupola, latitante da più di vent'anni. Ingroia quel giorno lo ricorda a falsh: l'aver capito che il nuovo procuratore era determinato a fare sul serio, la corsa verso la caserma e l'apertura di una nuova stagione. Incredibili aver catturato Riina proprio nello stesso giorno in cui sono arrivati Caselli e Ingroia. Da quel giorno memorabile i due magistrati prendono le mosse per raccontare e analizzare.

Viene raccontata così la sconfitta dei corleonesei e l'eccezionale stagione dei pentiti che hanno permesso di entrare nei meccanismi vitali di Cosa Nostra. Analizzare tutto quello che si è opposto e si oppone a un efficace contrasto della criminalit.

I due hanno due diversi percorsi professionali alle spalle. Caselli prima della mafia aveva combattuto il terrorismo brigatista, Ingroia invece fu fondatore e leader di Rivoluzione civile dopo essersi dimesso dalla magistratura.

Nel libro una buona parte è dedicata al processo di Giulio Andreotti per associazione e delinquere a Cosa Nostra.

Caselli e Ingroia per dare vita al libro si sono seduti sulle stesse poltrone che videro nascere un altro libro importante come L'eredità scomoda. Sono le poltrone di Maurizio De Luca, giornalista che segue da sempre le vicende della mafia e la lotta per la legalità.


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Categorie: Editoria


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