Vanessa e Greta. Le cooperanti italiane sopravvissute ad un sequestro in Siria.

Catania
00:08 del 08/11/2015
Scritto da marco

Estate 2014. Le cooperanti  Vanessa Marzullo  e Greta Ramelli sono state sequestrate in Siria mentre perpetravano la loro opera uManitaria all’indirizzo dei più bisognosi. A seguito di un periodo di detenzione la coppia di ragazze è stata liberata dai rapitori dietro pagamento di un riscatto, dagli stessi rapitori richiesto ed elargito dallo Stato italiano. Il rimpatrio delle fanciulle si è rivelato per loro quasi più sgradevole della prigiona alla quale forse hanno creduto di non poter scampare. Difatti, tramite qualsiasi mezzo di informazione, condivisione e propaganda, Vanessa e Greta sono state colpevolizzate ed apostrofate ripetutamente  in modo inaccettabile dai loro connazionali. Quale sarà mai la ragione di tale inalberamento? Forse si è scoperto che le giovani donne in questione  non fossero delle benefattrici  ma delle terroriste? Forse non erano le sequestrate, ma le sequestratrici? Forse perché dopo aver abbandonato il velivolo che le ha ricondotte in Italia hanno imbracciato delle armi per fare fuoco sulla folla? Ovviamente no. Nessuna delle corbellerie da voi appena lette è verità. L’indignazione degli italiani riguarda semplicemente il pagamento del riscatto che ha permesso a codeste eroine di ottenere la sopravvivenza. Le lamentele sono fioccate perché lo Stato ha adoperato soldi pubblici per restituire la libertà a Vanessa e Greta. L’accanimento all’indirizzo delle fanciulle ha avuto infinite declinazioni. Taluni hanno ridicolizzato l’incidenza del loro operato, altri le hanno oltraggiate umanamente, alcuni le hanno tacciate di essere ladre ed infine , non pochi, le hanno etichettate come ragazzine vogliose di un’ esperienza all’estero che i contribuenti italiani, pagando indirettamente  il riscatto, avrebbero permesso loro di fare. Chiedo un secondo, anzi un minuto immaginario di pazienza al lettore che avesse posato gli occhi su questo articolo  affinché io possa  raccogliere forze e fiato per poter rimbrottare, educare e sensibilizzare  ogni  detrattore delle due persone alle quali è dedicato  questo lavoro filo-giornalistico.

Riepiloghiamo lentamente e chiaramente. Due ragazze si recano in una zona terrestre traviata da conflitti bellici al fine di ausiliare la popolazione civile,  vittima della violenza e della furia del conflitto,  sfamando  i bambini e giocando con loro nel tentativo di  far dimenticare alle creature  le atrocità della guerra, forniscono sostegno ed approvvigionamenti  alle famiglie per sopperire alle mancanze dovute all’indigenza ed alle razzie, offrono amore, civiltà, ascolto, rispetto e  speranza  affrontando un inferno permanentemente tormentato da fiamme, detonazioni, morte e disperazione e nonostante tutto, il loro medesimo popolo le sottopone  ad   una gogna  inaudita  come se fossero delle lestofanti. Permettetemi di affermare che Vanessa e Greta sono meritevoli di essere definite impavide, giudiziose ed altruiste. Due persone dalle quali si dovrebbe trarre ispirazione al fine di migliorare, di evolversi. Giovanissime si, ma dotate di moralità tale da poter essere maestre in un mondo arido come il nostro. Insegnanti di interventismo umanitario e di solidarietà , due materie fin troppo  snobbate dal mondo contemporaneo che loro     potrebbero illustrare  con maestria ad ognuno di noi, cominciando con  colui che ha realizzato l’articolo che state leggendo e finendo con i ciarloni che  le hanno aggredite sin dal giorno del rilascio. Chiariamo subito una cosa. Loro , Vanessa e Greta, erano lì per soccorrere, risollevare  e  riabilitare vite umane. In altre parole si erano recate in Siria per salvare  esseri  viventi in grande difficoltà  . Loro non si limitano a programmare piani di recupero, soccorso e cambiamento come noi, persone qualunque, che vorremmo stare in cabina di regia mentre i nostri ambasciatori si sporcano le mani mettendo in pratica i passaggi del nostro  progetto, noi che sappiamo come aiutare il mondo ma non muoviamo mai un dito per compiere un gesto altruistico che sia uno. Loro sono ragazze speciali che non hanno esitato a mettere a repentaglio la propria incolumità per il prossimo. A proposito, mentre loro rischiavano la vita, venivano sequestrate e tornavano finalmente a casa dopo la disgrazia, gli individui che le hanno criticate e giudicate, dov’erano? Erano accomodati sulle loro medesime natiche prima a farsi i fatti propri e dopo a sentenziare e ad accanirsi sulle cooperanti. Messaggio per i detrattori. Se non ti è andato bene che lo Stato abbia pagato il riscatto, prenditela con lo Stato e non con Greta e Vanessa, perché loro sono anime  innocenti che non meritano né lo svilimento della loro missione (la quale è molto preziosa),  né  tanto meno una berlina pubblica come se avessero commesso delle nefandezze. Chiunque si sia scagliato contro di loro ha solo dimostrato superficialità e stoltezza ed ha perso l’occasione per omaggiare la loro grandezza spirituale , dimostrandosi piccolo, ridicolo e disumano nel lanciarsi  contro persone travolte  da una disgrazia  che ha segnato sia le loro vite che le vite delle loro famiglie.


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Categorie: Cronaca


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