Le regole introdotte contro la violenza negli stadi hanno ormai superato il limite del ridicolo: vietati gli ombrelli, persino i biberon per i più piccoli. E, naturalmente, il pubblico cala…

Milano
18:47 del 13/03/2014
Scritto da Albertone

Se andate a vedere una partita di calcio, indipendentemente che si tratti di serie A o Lega Pro, auguratevi che faccia bel tempo. Che ci sia un sole splendente, che la temperatura sia gradevole e che il cielo non prometta nessun acquazzone. Altrimenti, preparatevi al peggio.
Perché il pallone nostrano, ormai ha sconfinato il limite del ridicolo. Le nuove leggi contro la violenza hanno avuto un duplice effetto: la drastica riduzione degli scontri fra tifoserie e un crollo dei paganti. Non proprio un risultato di cui andare fieri per la Lega di serie A, che si ritrova con gradinate mezze vuote e con autentici palcoscenici del calcio con quattro gatti rintanati nei posti più economici. L’effetto è anche delle norme che regolano l’accesso allo stadio.
Innanzitutto: senza biglietto nominale, non si entra. E il biglietto nominale, in serie A e B, non lo si può fare al botteghino il giorno stesso della partita. Occorre acquistarlo nei giorni precedenti, in banca o nei punti vendita accreditati, o negli Store della società di casa. E se uno ha problemi con gli orari di lavoro? Naturalmente… peggio per lui. Il giorno stesso, poi, vien l’epopea.
Si inizia con la prima fila di steward che verifica la congruità fra il nome scritto sul biglietto e la carta d’identità dell’individuo. Quindi è la volta del tornello, uno strumento pensato per far entrare una persona alla volta anche nei momenti di massima ressa, in cui immancabilmente il biglietto elettronico non viene riconosciuto dal lettore. Ed è qui che scatta l’ispezione. Una volta era riservata solo agli ultras, accusati di portare all’interno dello stadio praticamente di tutto. Oggi invece vengono controllate le borse delle donne, le tasche dei padri di famiglia, le tracolle dei nonni. E, naturalmente, spuntano oggetti vietati dalle normative. Quali? Prima di tutto gli accendini: requisiti e gettati nella spazzatura.
Poi è la volta delle bottiglie, siano esse di plastica o di vetro, e delle lattine: all’interno non si possono portare. Requisiti e buttati via. E se una persona ha sete? Naturalmente non ha che da rifornirsi al bar interno allo stadio, dove una Coca Cola costa la bellezza di 5 euro… Attenzione ai biberon: i più scrupolosi arrivano a svuotarne il contenuto o svitarli e riconsegnarli al legittimo proprietario in vari pezzi.
E, nelle giornate di pioggia, attenzione a Giove pluvio e agli scherzetti del cielo. Non è per nulla scontato che all’interno possano essere portati ombrelli, soprattutto se con la punta in ferro. Il rischio, agli occhi degli steward, è che possano essere lanciati in campo. Alla luce di tutto questo, perché mai stupirsi del crollo di spettatori negli stadi e di una progressiva perdita di interessa a favore delle pay-tv, che le partite le offrono in hd lasciando i tifosi tranquillamente sul divano di casa…


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Categorie: Calcio, Cronaca, Curiosità


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