RITIRO PATENTE PER USO CELLULARE ALLA GUIDA - Se siete abituati a guidare con il cellulare in mano, d’ora in avanti tale infrazione potrebbe costarvi la patente!

Genova
08:30 del 12/07/2019
Scritto da Samuele

RITIRO PATENTE PER USO CELLULARE ALLA GUIDA - Se siete abituati a guidare con il cellulare in mano, d’ora in avanti tale infrazione potrebbe costarvi la patente! Lo ha stabilito il nuovo Codice della strada, il cui testo era in attesa di accettazione, è stato finalmente approvato in Commissione. La patente, fin dalla prima violazione, verrà sospesa per un minimo di 7 giorni e fino a 2 mesi

Le sanzioni, che oscillano dai 161-647 euro a 422-1.697, riguardano non solo l’utilizzo di smartphone ma di qualunque dispositivo che distragga il conducente dalla guida. Consentito invece l’uso di apparecchi a viva voce o con auricolari, purché il conducente non utilizzi le mani.

In caso di recidività della condotta entro i 24 mesi successivi, le multe aumentano fino a 2.588 euro e la patente può venire sospesa da uno a tre mesi, con decurtazione di punti, da 5 a 10.

RITIRO PATENTE PER USO CELLULARE ALLA GUIDA - Finora l’attuale Codice della strada ha sempre previsto che chi presenta un ricorso al prefetto e se lo vede respingere si veda raddoppiare la sanzione (rispetto all’importo minimo che normalmente si ha diritto a pagare quando si versa entro 60 giorni dalla notifica). Dunque, un aggravio del 100%, che scatta in automatico. E che, con l’emendamento approvato ieri, scenderebbe al 50%, cioè una volta e mezza l’importo della sanzione base.

Sarebbe un incentivo a presentare ricorsi, con un’importante conseguenza: le Prefetture più grandi rischierebbero di tornare a intasarsi e a sforare i 120 giorni (dalla data di ricezione delle controdeduzioni dell’organo di polizia) entro cui devono emettere la loro decisione. Trascorsi i 120 giorni, il ricorso si intende accolto, perché il termine è definito perentorio dallo stesso Codice.

Pedoni, ciclisti, bambini e disabili


RITIRO PATENTE PER USO CELLULARE ALLA GUIDA - Molte novità per chi va in bici: la possibilità di prevedere agli incroci con semaforo strisce di arresto avanzate rispetto a quelle degli altri veicoli (cosa che però crea rischi in fase di ripartenza, dato che i ciclisti scattano meno dei veicoli a motore), distanza laterale minima di 1,5 metri dalle bici in fase di sorpasso da parte di veicoli a motore (disposizione difficilmente applicabile che sarà fonte di contestazioni in caso di incidente grave), possibilità (sulle strade eventualmente individuate dal Comune), di circolare nelle corsie riservate ai trasporto pubblico e in contromano. Inoltre, liberalizzazione dell’uso di bici elettriche, se hanno un comando che consente di limitare la velocità a 6 km/h. Più chiarezza sulla sistemazione delle bici sul portabici a sbalzo degli autobus.

Scooter in autostrada, stop patente per smartphone: il Codice della strada cambia. Forse

Prevista una nuova categoria di vie: le strade scolastiche, cioè zone a traffico o velocità limitati o aree pedonali nei pressi degli edifici scolastici, almeno negli orari di ingresso e di uscita degli alunni. Norma impossibile da applicare per le non poche scuole che sorgono sui viali più importanti e trafficati.

Obbligo di montare le cinture di sicurezza sugli scuolabus, colmando un buco delle norme attuali. Sarà interessante vedere se poi qualcuno si preoccuperà davvero che le cinture vengano indossate: sui bus normalmente l’obbligo è disatteso praticamente da tutti.

Casco obbligatorio in bici per i bambini fino ai 12 anni. Saranno da verificare i requisiti che i caschi dovranno avere.


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Categorie: , Nuove Leggi, Politica


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