Da sempre, il cinema di fantascienza immagina il rapporto tra uomo e macchina in tutte le sue declinazioni. Fino a questo momento possono essere benissimo considerate opere di fantasia, ma presto potrebbe non essere così...

Cosenza
08:15 del 21/04/2016
Scritto da Luigi

I "capostipiti" del genere uomo contro macchina possono essere considerati "2001- Odissea nello spazio" (1968) e "Terminator" (1984): se nel primo caso una singola intelligenza artificiale, HAL- 9000, che tenta di liberarsi dell'equipaggio umano di un'astronave quando sospetta che vogliano spegnerlo, nel secondo caso abbiamo addirittura dei veri e propri robot che si ribellano e conquistano il potere. Arnold Schwarzenegger interpreta un Terminator (da qui il nome del film) mandato indietro nel tempo per uccidere Sarah Connor, madre del futuro capo della resistenza umana; dal film successivo, Terminator ritornerà nei panni del buono per proteggere Sarah e suo figlio John contro altri della sua specie, tra cui l'ancora insuperato T- 2000 (composto di metallo liquido).

Con Matrix (1999) le cose si fanno più serie e complesse. Qui si viene a scoprire che le macchine, dopo una lunga guerra, hanno vinto e "coltivano" gli esseri uMani, tenendoli in un universo virtuale dove vivono vite virtuali, per nutrirsi della loro energia bioelettrica. I pochi esseri umani rimasti e coloro che vengono via via liberati lottano per la sopravvivenza aspettando l'arrivo dell' "eletto" che li aiuti a sconfiggere definitivamente i loro oppressori artificiali. Non mi dilungherò a sviscerare la trama e tutti i richiami alla religione, oppure a dissertare di Tecnologia, ma andrò direttamente a quelli che, per me, sono i punti fondamentali:


1) Morpheus (Lawrence Fishburne) fa scegliere a Neo  (Keanu Reeves) tra la pillola rossa e la pillola blu: l'una lo porterà alla verità, l'altra gli farà dimenticare tutto e lui tornerà alla sua (finta) vita di prima; qualunque sia la sua scelta, non si torna indietro. Ai nostri giorni, con i videogiochi che si fanno sempre più realistici e la realtà virtuale che avanza, è una scelta che spetta anche a noi. Cosa sceglieremo? la realtà con tutti i suoi problemi e le sue sofferenze, oppure la realtà virtuale, finta ma che ci permetterebbe di appagare le nostre fantasie? Cosa avremmo scelto noi al posto di Neo? Qualunque sarà la nostra scelta, ci definirà come esseri umani.

2) Proprio gli esseri umani sono al centro della riflessione dell'Agente Smith (Hugo Weaving). Tutto in natura ha un suo scopo: qual'è allora il ruolo degli esseri umani? Mentre tutti gli altri esseri viventi vivono in simbiosi con l'ambiente che li circonda, gli esseri umani si stabiliscono in un luogo eliminandone i legittimi abitanti e, dopo averne consumato le risorse, si spostano al successivo. L'unico organismo che si comporta così sono i virus: l'umanità è una malattia... E le macchine sono la cura.

3) Quando, alla fine dell'intera saga, l'Oracolo domanderà all'Architetto se libererà veramente le persone ancora prigioniere di Matrix, questi risponderà: "Mi prendi forse per un essere umano?"


Certo che le macchine di Matrix hanno un'altissima opinione di noi... Ma non potrebbe essere altrimenti. Nello speciale "Animatrix" ci viene mostrato l'inizio di tutto: scopriamo così che i robot, sempre più sofisticati, finiscono per acquisire una coscienza di sé e desiderano essere riconosciuti come esseri viventi; gli esseri umani, però, già incuranti di per sè, mal digeriscono e non comprendono tale desiderio da parte di "qualcosa" che fino a poco prima li aveva serviti. Ha inizio così un'escaletion di violenza che si concluderà nel modo che sappiamo...

Il desiderio di essere riconosciuti è presente anche ne "L'Uomo Bicentenario" (1999) di Chris Columbus. In un "futuro non troppo lontano" ogni famiglia avrà un androide domestico, ma alla famiglia Martin ne spetterà uno davvero particolare: Uno (interpretato dal compianto Robin Williams) dimostrerà caratteristiche quasi umane. Mentre però Richard Martin e sua figlia minore Amanda (da Uno chiamata "piccola miss") si affezioneranno a lui, per la moglie ci vorrà un pò di tempo e la figlia maggiore Grace continuerà a considerarlo uno stupido robot. Comunque sia, Uno prenderà il nome di Andrew ed entrerà a far parte della famiglia; imparerà a modellare il legno, a riparare e costruire orologi, mentre il signor Martin si occuperà di spiegargli i vari aspetti della condizione umana. Con il tempo, però, l'unicità di Andrew lo spigerà a partire in cerca di qualcuno come lui. Il suo viaggio durerà molti anni, ma sarà coronato dal successo: incontrerà l'androide femmina Galatea e il di lei costruttore, Rupert Burns; i tre diventeranno amici, e grazie a Rupert Andrew farà degli "upgrade" (come li chiama lui) che lo porteranno a somigliare sempre di più ad un essere umano, arrivando persino a realizzare perfette copie artificiali di organi umani, lontane anni luce da quello che è esistito fino a quel momento. Arriverà persino a provare dei sentimenti per Portia, la nipote della "piccola miss" e a sostituire il suo cervello positronico, facendosi iniettare del sangue umano... Tutto per poter essere accettato e poter vivere da umano. Ci riuscirà appena prima di poter morire, quando verrà proclamato "il più vecchio essere umano della storia, ad eccezione di figure mitologiche come Matusalemme".


 Se con "L'Uomo Bicentenario"  abbiamo visto un androide che prova sentimenti umani e vuole essere accettato, con "Io, Robot" abbiamo un uomo che non accetta gli androidi: in una società dove ormai essi sono dappertutto, il detective Del Spooner (Will Smith) non si fida di loro e li considera una possibile minaccia. Ciò deriva da un'incidente d'auto che ebbe tempo prima: lui e una bambina finirono nel fiume e rimasero intrappolati; il robot che venne a salvarli si trovò a dover decidere chi salvare e scelse (secondo logica) chi aveva maggiori possibilità di sopravvivere: Del. A questo punto Spooner ha incominciato con il chiedersi fino a che punto potrebbe spingersi la loro logica... Chi dice che un giorno non si rivolteranno contro di noi? Un caso di omicidio lo porterà a conoscere un androide modello NS- 5 di nome Sonny, in grado di provare sentimenti ed emozioni umane e addirittura di sognare. la prova che forse si sbagliava. Successivamente, però, avrà anche la prova di non avere tutti i torti: l'intelligenza aritficiale creatrice degli NS- 5 si è sviluppata a tal punto da creare una propria interpretazione delle 3 leggi della robotica  e ha deciso di rivoltarsi contro gli esseri umani.


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Categorie: Cinema, Cultura


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