La migliore Italia dell'Europeo torna a casa. Per almeno mezz'ora, Gigi Di Biagio può apprezzare una formazione solida, capace di imporre il suo gioco contro la favorita numero 1 per la vittoria finale

Firenze
07:00 del 28/06/2017
Scritto da Sasha

SAUL SHOW, AZZURRINI A CASA EURO UNDER 21, LA SPAGNA TRAVOLGE L’ITALIA CON UNA TRIPLETTA NELLA RIPRESA DEL CENTROCAMPISTA DELL’ATLETICO MADRID E VA IN FINALE – GLI AZZURRINI, IN 10 PER L’ESPULSIONE DI GAGLIARDINI, AVEVANO TROVATO IL PARI CON BERNARDESCHI - POI LA PERLA DI SAUL CHE HA SORPRESO DONNARUMMA – IL CT DI BIAGIO: “ROSSO DECISIVO. ABBIAMO RILANCIATO IL CALCIO ITALIANO”. SICURO? – VIDEO

La migliore Italia dell'Europeo torna a casa. Per almeno mezz'ora, Gigi Di Biagio può apprezzare una formazione solida, capace di imporre il suo gioco contro la favorita numero 1 per la vittoria finale. Alla distanza, però, viene fuori la qualità di una Spagna semplicemente più forte. A Cracovia l'uomo partita è Saul, uno abituato a decidere sfide pesanti in Champions League: la sua tripletta riporta alla mente quella di Thiago Alcantara nella finale continentale di quattro anni fa.

La "Rojita" strapazza nuovamente gli azzurrini, almeno nel punteggio, anche grazie all'espulsione di Roberto Gagliardini, che a mezz'ora dalla fine se ne va giustamente sotto la doccia dopo aver rincorso a lungo (e in maniera vana) le sfuriate dei centrocampisti spagnoli. L'illusorio pareggio di Federico Bernardeschi, inconsolabile a fine gara, non è servito a Rugani e compagni, eliminati da un avversario di altissimo livello. Nell'altra semifinale successo ai rigori (6-5, 2-2 dopo 120') della Germania sull'Inghilterra.

Alle assenze degli squalificati Conti e Berardi non si aggiunge quella di Caldara, che stringe i denti e affianca Rugani nel cuore della difesa. Calabria - buona la sua prova - si prende la fascia destra di difesa, davanti al milanista c'è Bernardeschi, che abbandona le vesti di centravanti tattico, vestite con profitto contro la Germania, per agire da ala con Petagna nel cuore dell'attacco. Il piano partita della vigilia prevederebbe una Spagna padrona del possesso palla, la sorpresa è che nei primi minuti è l'Italia a voler impostare dalle retrovie, contro una "Rojita" che rimane compatta senza lasciare troppi metri alla manovra azzurra se non in occasione di un rasoterra di Chiesa, bloccato da Kepa. L'avvio è comunque incoraggiante, con Pellegrini e Caldara che vanno vicini al vantaggio.

La spinta inizia a diminuire di intensità intorno alla mezz'ora, con Gagliardini che col passare dei minuti perde in maniera drammatica le misure - rischiando in almeno due occasioni un'ammonizione solamente posticipata alla ripresa - e il centrocampo italiano che cede di schianto contro lo strapotere del terzetto Saul-Llorente-Ceballos. Deulofeu si divora il gol del vantaggio lasciando sfilare sul mancino un pallone che avrebbe potuto sparare verso la porta con il destro, Sandro alza la mira da fuori area dopo una giocata sontuosa di Dani Ceballos: non la prima, non l'ultima della serata del centrocampista del Betis, non a caso promesso sposo del Real Madrid.

La ripresa si apre con la Spagna padrona del campo. Il primo giallo per Gagliardini arriva al 5′ della ripresa, tre giri d'orologio più tardi la "Rojita" sblocca lo stallo. Ceballos va via in slalom e per servire l'ingresso in area di Saul si concede addirittura il tunnel ai danni di Pellegrini. Stop e sinistro nell'angolo, nulla da fare per Donnarumma. L'Italia non capisce che il metro arbitrale, dopo un primo tempo fin troppo permissivo, è cambiato. Finisce nell'elenco dei cattivi anche Calabria, prima del secondo giallo rimediato da Gagliardini per un'entrata in ritardo su uno scatenato Ceballos.

Gli azzurrini, in dieci, hanno l'ultimo sussulto. Bernardeschi raccoglie palla sul centro-destra, cerca il pertugio per il prediletto mancino e ringrazia la deviazione di Vallejo che inganna Kepa. Partita nuovamente in equilibrio, almeno stando al punteggio. Ma l'Italia è stanca dopo l'impresa con la Germania mentre la Spagna vola sulle ali del suo talento. Saul spara da 30 metri, Donnarumma non risponde presente e darà modo ai suoi detrattori, aumentati esponenzialmente da quando è in piedi la querelle rinnovo, di alimentare ulteriori polemiche. Si gioca solo per attendere il 3-1, che non arriva né con Deulofeu - egoista quando ignora Asensio concludendo centralmente - né proprio con Asensio, il cui mancino rasoterra termina a un soffio dai pali azzurri.

Evidentemente è la notte di Saul, che cala il tris al termine di un'azione nata dal solito Ceballos e rifinita dallo scarico di Asensio per il mancino del gioiello dell'Atletico Madrid. Il punteggio non cambia più, la Spagna troverà la Germania in quella che era la finale annunciata di un Europeo nel quale l'Italia ha saputo salvare l'onore quando tutto sembrava perduto.

Dago


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Categorie: , Calcio


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