Secondo gli ultimi rumors, contro la Spagna Insigne dovrebbe andare in panchina. Sì, avete letto bene. Il calciatore più forte e più in forma dell’intero movimento italiano potrebbe (anzi, dovrebbe) non giocare la partita più importante dell’anno per scelta tecnica.

Torino
07:00 del 31/08/2017
Scritto da Samuele

Secondo gli ultimi rumors, contro la Spagna Insigne dovrebbe andare in panchina. Sì, avete letto bene. Il calciatore più forte e più in forma dell’intero movimento italiano potrebbe (anzi, dovrebbe) non giocare la partita più importante dell’anno per scelta tecnica.

C’è un problema di cultura calcistica, di riconoscenza cieca e immotivata verso una generazione immarcescibile, che non ci permette di andare oltre. Di pescare in un gruppo fortissimo di giovani, che Insigne è anche già avanti con gli anni. Bernardeschi, di nuovo; e poi Berardi, Chiesa, Bonaventura e Florenzi (oggi infortunati).


Tutti questi calciatori, a turno, hanno dovuto e devono fare i conti con scelte che non cambiano. Che sono difensive, rispettano una tradizione italiana che nel frattempo si è estinta, bruciata dai tecnici dello stesso campionato italiano. Ognuno a modo suo: Allegri, Spalletti, Montella, Sarri, Di Francesco. Le cinque big giocano un calcio che prova ad essere offensivo, propositivo, moderno. L’Italia no. L’Italia tiene fuori Insigne, il suo miglior giocatore del momento, per far spazio a un difensore in più. E trasforma Verratti, probabilmente il suo miglior giocatore in assoluto, in trequartista. Per proteggere il centrocampo. È la castrazione di quello che siamo in memoria di quello che siamo stati. E che cerchiamo pedissequamente di essere, secondo una narrativa che non ci vede vincenti né belli da undici anni – a livello di nazionali.

Solo a Euro 2012 c’è stata una timida ripresa. Si giocava con due terzini veri, con i migliori giocatori d’attacco schierati titolari, erano Balotelli e Cassano. Scelte logiche, anche perché Bonucci andava per i 25 e Chiellini per i 28. Erano il futuro. Sono ancora il presente, anche se in realtà sono il passato.

Il Napolista


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Categorie: , Calcio


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