Ecco perché l’oro giallo è così ricercato: nonostante le estrazioni durino ormai da secoli, il quantitativo totale ricavato dal lavoro di migliaia di operai è pari ad un cubo di 21 metri per lato, meno del volume di acqua contenuto in 4 piscine olimpionic

Roma
08:27 del 23/05/2014
Scritto da Albertone

Immaginatevi quattro piscine olimpioniche. Sì, proprio quelle in cui siete abituati a tuffarvi per un po’ di refrigerio o per trascorrere qualche ora in compagnia. Immaginatevi anche che, al posto di essere colme d’acqua, trabocchino d’oro colato. Uno spasso? Vero. Ma, soprattutto, un dato di fatto: tutto l’oro che esiste al mondo potrebbe starci in quattro piscine olimpioniche. O, ancora, potrebbe essere rinchiuso in un cubo con meno di 21 metri per lato. In pratica, potrebbe starci tutto in un palazzone di Milano. Vi sembra poco? È esattamente così.
E non è un caso che la “febbre dell’oro” che si è sviluppata nei secoli scorsi non abbia prodotti risultati eccezionali complice la difficoltà nel riuscire ad individuare la pietra preziosa. Delle 171mila tonnellate di oro che si stima siano state estratte fino ad oggi in tutto il mondo, il 65% di esse sono state lavorate dal 1950 ad oggi. Sottoterra, per la verità, di oro ce n’è.
Ma un’inezia in rapporto alla domanda. Le riserve non superano le 25mila tonnellate, ovvero circa il 15% dell’oro già esistente. Insomma, oltre a quello che già c’è, non se ne aggiungerà molto altro. Tanto più che estrarlo si fa sempre più complicato. E siccome il mercato ha più domanda che offerta, ecco che il prezzo al grammo è schizzato alle stelle.
Qualche comune mortale ha persino provato a farci un business, iniziando a ricercare le pagliuzze fra l’Adda, il Po e il Ticino. Ma l’oro, come è facile immaginare, non salta fuori per caso. Nel 2011, tanto per dare un parametro, sono state estratte 2.800 tonnellate in tutto il mondo. Nei primi 9 mesi del 2012, il quantitativo non ha superato le 2.100 tonnellate. È evidente che, ormai, il ritmo di estrazione è sempre lo stesso.
Laddove viene individuata una riserva, gli operai hanno buon gioco nel prosciugarla rapidamente. La stima è che nel 2023 la produzione di oro possa terminare. In sostanza, che non ve ne sia di nuovo immesso sul mercato. E se è vero che la caccia a nuovi giacimenti sta esplorando territori finora dimenticati (zone impervie dell’Asia e dell’Africa, Sud America), è pur vero che i prezzi impazziti e la crisi globale hanno abbassato e di molto la richiesta.
Un modo, anche questo, per frenare il mercato in attesa di maggiori disponibilità di materia prima da immettere. Le compagnie minerarie, sfruttando gli enormi margini sulla vendita dell’oro, hanno deciso di investire quasi 20 miliardi di dollari per andare alla ricerca di nuovi giacimenti. Una cifra enorme dalla quale non stanno rientrando.
L’estrazione di oro, nonostante le tecnologie e gli sforzi finanziari, non aumenta. Anzi, continua imperterrita a diminuire col passare degli anni. Nel 2009 le tonnellate di oro estratte erano precipitate a 1.000. poi raddoppiate grazie agli sforzi delle Compagnie. La dimostrazione, tuttavia, che di oro sulla terra non ce n’è più molto. E il “poco” che c’è, verrà fatto pagare a prezzi stellari.


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Categorie: Ambiente, Curiosità, Finanza


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