Tra le mete preferite, Thailandia, Brasile, Kenya, Moldavia e l’est Europa. L'intervista a Yasmin Abo Loha, segretaria generale di Ecpat Italia, onlus che da quasi 30 anni si occupa di protezione dei minori

Catanzaro
16:00 del 29/04/2019
Scritto da Gregorio

Uomo, di età media intorno ai 30 anni e con un buon titolo di studio. È questo il profilo tipo del sex offenders tracciato da EcpatEnding Child Sexual Exploitation, la onlus che da quasi 30 anni si occupa di protezione dei minori. Gli italiani sono ai vertici della classifica mondiale dei consumatori sessuali di prostituzione minorile all’estero.

Un triste primato, quello dei viaggiatori del sesso, che il nostro paese si è guadagnato nell’intraprendere vacanze, ma anche viaggi di lavoro, dove l’occasione sessuale viene “colta” sempre più spesso, quando la partenza non è addirittura organizzata proprio con questo scopo. Sono oltre 80mila gli italiani che ogni anno vanno a caccia del piacere durante i loro viaggi, un piacere che cercano tra le “braccia” dei minori. Tra le mete preferite, Thailandia, Brasile, Kenya, Moldavia e l’est Europa.

Una pratica, quella del turismo sessuale, «classificata anche dall’Organizzazione Mondiale del Turismo e ammessa solo in quei paesi dove la prostituzione è legale, come in Italia, e solo nei casi in cui l’altra parte è consenziente – spiega Yasmin Abo Loha, segretario generale di Ecpat Italia – mentre è sempre illegale quella nei confronti dei minori, che resta proibita in tutto il mondo».

Sono soprattutto uomini di età compresa tra i 20 e i 45 anni i viaggiatori che vanno a caccia di minori. «Manca una cultura sui diritti dell’infanzia e questo contribuisce ad accrescere il fenomeno – sottolinea – Basti pensare che la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il 20 novembre prossimo compirà 30 anni».

Ad interessare i consumatori di prostituzione minorile sono soprattutto ragazzine e ragazzini, specie quelli particolarmente giovani, a volte addirittura bambini. «Un business che questi paesi esteri, poveri e privi di cultura, sfruttano avendo capito che si tratta di soldi facili e veloci – precisa Yasmin – un po’ come accade anche qui in Italia, anche se in maniera diversa, dove c’è chi per aiutare il nucleo familiare si prostituisce in casa». Un fenomeno diffuso tra casalinghe e studenti che per pagarsi gli studi universitari si prostituiscono.

Yasmin racconta che in vista dei mondiali di calcio del 2014, disputati in Brasile, erano arrivate in Italia numerose richieste di insegnanti di lingua inglese e italiana, disposti a trasmettere le loro competenze alle prostitute del posto, così da poter accogliere nel migliore dei modi i tanti italiani che sarebbero andati in quel paese per assistere alle partite. Insomma anche il mondo della prostituzione cerca di mettersi al passo coi tempi e di evolvere per captare i bisogni dei viaggiatori.

Quando un turista arriva in questi paesi stranieri spesso gli viene proposta una sorta di catalogo di ragazzine e ragazzini. Già lo stesso taxista che lo accompagna nelle strutture di accoglienza può paventare questo genere di proposta, quando l’offerta non viene addirittura proposta in strada da chi si prostituisce.

Un 65% di chi parte anche per viaggi di affari finisce per cedere alle “lusinghe” della prostituzione, anche quando il viaggio non viene fatto con questo scopo, specie se tra le mete di destinazione ci sono il sud est asiatico, l’est Europa e il sud America. In questi paesi si assiste ormai alla «tendenza a valorizzare il turismo sessuale – evidenzia Yasmin – Cercano di farlo diventare un’attrazione».

Anche l’Italia, però, sta iniziando a cogliere le opportunità del fenomeno, nonostante lo faccia in maniera molto diversa: sono ormai numerosi gli hotel extra lusso che in camera fanno trovare a disposizione dei propri clienti, magari in viaggio di lavoro, un catalogo di Escort».

Tra i consumatori di prostituzione minorile, solo il 5% è un pedofilo che rientra nei criteri diagnostici del DSM, ovvero del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, utilizzato da psicologi e psichiatri. Solitamente questo tipo di turista si muove di preferenza sul web, dove va a caccia di bambini piccoli. Per evitare di farsi scoprire, inizialmente coltiva il contatto a distanza e solo successivamente si reca sul posto.

Il “dark web“, ovvero le reti oscure che si raggiungono via internet attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi, è il terreno d’elezione di questi cyber pedofili. Accanto a loro però ci sono anche altri, ovvero quelle persone alle quali è capitato di consumare un rapporto con un minore e di averci provato piacere tanto da voler ripetere nuovamente l’esperienza e da voler reiterare quello che, ci teniamo a ricordare, è un reato.

Sono questi i meno esperti e quindi i più facili da intercettare, rispetto ai pedofili da “manuale”. «La grande sfida del futuro è proprio questa – spiega Yasmin – il turismo sessuale maschile e femminile ormai ha cambiato volto e approccio, bisogna saperli riconoscere e capirne le evoluzioni». Un approccio che è diverso quando il turista sessuale è un uomo o una donna: «Solitamente l’uomo tende a cambiare partner sessuale, è raro l’innamoramento. La donna invece, una volta individuato il suo “toy boy”, lo vive come l’attrattiva della sua vacanza».

Nonostante questo tipo di turismo sia soprattutto maschile, un 5% è donna. «Già fin dagli anni ’80 avevamo notizie di donne pedofile che dalla Germania si spostavano verso questi paesi alla ricerca di bambini ai quali iniettavano ormoni per avere un rapporto completo con loro». Non solo etero, ma anche omosessuali.

Un fenomeno testimoniato anche dalle recenti operazioni della Polizia italiana, come nel caso dei transgender di Pomezia arrivati dall’Argentina. «Ci si è sempre focalizzati sull’uomo, ma è un reato commesso anche dalle donne. Viviamo una sorta di nuovo medioevo, nel senso che siamo tornati al concetto di uomo quale carnefice. In generale, si tende ancora ad avere una visione un po’ sessista del mondo. Se una ventenne sta con un sessantenne si grida allo scandalo; mentre se una sessantenne frequenta una ventenne al massimo suscita pena, ma nessuno si permette di dire che sia lui la vittima di una manipolazione psicologica. Basta vedere i commenti che sono circolati sulla storia di Prato per rendersi conto di quanto ci sia ancora da fare sulla questione di genere e sul tema della violenza».

«La criminalità organizzata, la più grande multinazionale al mondo ha ormai intercettato questo bisogno e quadruplicato il materiale pedopornografico che circola sul web, specie sul dark web dove sfugge al controllo. Fortunatamente l’Italia ha una delle leggi migliori al mondo per punire chi commette questo reato anche nei paesi esteri».

Non ultimo il fenomeno degli italiani che una volta andati in pensione scelgono di trasferirsi in questi paesi poveri, anche per dare sfogo alla loro piacere di andare con i minori. Bambini trattai come merce e colpiti in maniera indelebile nel corpo e nella psiche solo perché figli di una società che tollera vergognosamente questa schiavitù vestendola come lo svago di imprenditori, operai, avvocati, impiegati, mariti e mogli “annoiati”.

«Quando si parla di questo fenomeno spesso si pensa che abbia a che vedere solo con i Paesi del Sud del mondo o laddove vi sia disagio e povertà educativa – spiega Yasmin – In parte è vero, in parte no. Non ci si sta rendendo conto che l’assenza di una adeguata educazione alla sessualità, la riduzione delle distanze geografiche, l’accesso illimitato anche a contenuti illeciti sul web stanno mettendo a rischio anche i nostri minorenni. Le persone, i genitori in primis, dovrebbero rendersi conto che se da una parte c’è uno Stato che fa leggi per la tutela dei minori, dall’altra loro in collaborazione con la scuola e con associazioni come le nostre dovrebbero impegnarsi di più per fornire gli elementi necessari per prevenire».

Il contrasto e l’arresto purtroppo arrivano quando lo sfruttamento è già avvenuto; il grande obiettivo da qui in avanti è la prevenzione, una prevenzione che può partire sin dalla più tenera età. Per maggiori informazioni, per donare il 5 per mille per altre donazioni o per chiedere un intervento direttamente ad Ecpat, si può visitare la pagina Ecpat Italia.

Da: QUI


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Categorie: , Sesso


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