Esiste qualche segreto per distinguere il senso reale di fame dal più mero desiderio di mangiare per compensare carenze o alleviare lo stress?

Aosta
13:30 del 13/06/2018
Scritto da Gerardo

Voglia di spiluccare vade retro! Se vi è chiaro che quello che sentite ad altezza stomaco non è fame ma è qualcosa di decisamente diverso come stress, nervosismo o semplicemente voglia di svuotare una ciotola di pop corn, fermatevi e meditate. Non c’è un modo per non smangiucchiare oltremisura e tenere lontana la ciccia in agguato?

 

Quel senso di fame che fame non è, in realtà, è quello che in gergo si chiama “food craving”, per dirla con gli inglesi, ossia letteralmente quel “desiderio ardente di cibo” che il più delle volte sfocia nel prosciugamento completo di ogni tipo di roba commestibile. Quella voglia incontrollabile di cibo per lo più zuccherato, salato o grasso.

Si tratta, in effetti, spesso di alimenti che hanno il potere di creare dipendenza, perché in grado di stimolare nel cervello gli stessi centri che portano all’abuso di sostanze stupefacenti.

Esiste allora qualche segreto per distinguere il senso reale di fame dal più mero desiderio di mangiare per compensare carenze o alleviare lo stress? Nutrizionisti ed esperti ne consigliano almeno cinque, vediamo quali:

1. Il test dei broccoli

E se quella tavoletta di cioccolato che avete appena sgraffignato dalla dispensa fossero broccoli belli e buoni? Li mangereste lo stesso? Ecco, se il vostro alter ego razionale vi risponde un secco “no”, allora la vostra non è fame ma più “voglia di qualcosa di buono”.

Se la voglia di cibo invece resta intatta, o siete cocciuti o davvero la fame c’è. Nel primo caso, gli esperti dicono di indagare su ciò che vi porta a cercare nel cibo una sorta di ricompensa o di svago.

2. Il trucco del braccialetto

Un po’ autolesionista, ma c’è chi considera questo un metodo efficace. Se siete fuori casa e siete tentati dal cedere a una briosce fuori orario, stringete quanto possibile una fascetta elastica che avrete indossato al polso. Se la tirate, e sentite un po’ di dolore, questo dovrebbe scuotere i vostri sensi e a farvi concentrare di nuovo su un altro obiettivo. Se l’obiettivo fallisce, mangiatevi la briosce, gettate la fascetta e stasera magari brodino.

3. Lettura all’incontrario

Se già siete sicuri che la vostra è solo voglia di masticare, c’è un metodo che può sembrare incredibile: provare a leggere all’indietro un paragrafo di una rivista o di un libro. C’è chi giura che in poco il desiderio di mangiucchiare passerà (ma forse verrà una bella nausea).

4. Il principio dei 66 giorni

Pare che, per fare in modo che una nuova abitudine diventi un vero e proprio stile di vita, ci vogliano 66 giorni precisi. In questo lasso di tempo il corpo e la mente avrebbe tutto il tempo per allenarsi alla nuova condizione quotidiana. Per cercare, quindi, di seguire uno stile alimentare più sano e ascoltare la propria fame e la reale necessità di nutrirsi, date al vostro corpo il giusto tempo ma nel frattempo fate pratica con serietà!

5. Movimento!

Tanto per cambiare c’è sempre lui: il movimento! Una qualsiasi attività fisica, purché sia costante, tiene impegnato il corpo ma soprattutto la mente, conferendo quella dose di endorfine necessarie perché si abbia la giusta carica e la giusta grinta per affrontare ogni decisione.

Detto ciò, è ovvio che non basterà un braccialetto o un libro al contrario per scongiurare una finta fame che potrebbe presentarsi per alcuni in modo regolare e quindi piuttosto pericoloso. Per molti ci vuole costanza e impegno per cambiare uno stile alimentare che a lungo andare può portare anche a disturbi di salute. È per questo che i nutrizionisti spesso richiedono, come ulteriore “segreto” per riappropriarsi del proprio corpo, anche un concreto appoggio di amici e parenti che sostengano il reale cambiamento che ci si accinge a fare.

Da: QUI


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Categorie: , Salute


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