Si puntano il dito contro a vicenda. Ma Pd e 5 Stelle rischiano di finire entrambi coinvolti nell’inchiesta sui bilanci del settore della mobilità e dei trasporti torinese

Torino
07:00 del 22/10/2016
Scritto da Luca

Si puntano il dito contro a vicenda. Ma Pd e 5 Stelle rischiano di finire entrambi coinvolti nell’inchiesta sui bilanci del settore della mobilità e dei trasporti torinese. Ci sono crediti e debiti che compaiono e scompaiono a seconda del bilancio 2015 preso in esame: comparando i rendiconti di Gtt, del Comune, dell’Agenzia Mobilità Piemonte e di Infra. To — tutte società partecipate dalla Città — emergono discrepanze per 80 milioni di euro. E proprio su questi conti che non tornano ora si concentra l’attenzione sia della procura ordinaria che della Corte dei Conti.

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Gli accertamenti sono partiti dall’esposto del consigliere comunale Alberto Morano, ex candidato sindaco di una lista civica di centrodestra, che per primo si è accorto dei “disallineamenti” creati durante la gestione del sindaco Piero Fassino, ma “avallati” in epoca Appendino, con le firme apposte dai suoi assessori sui bilanci approvati quest’estate. Ieri mattina la Finanza ha acquisito in Comune i primi documenti. Trattandosi di bilanci di società pubbliche, gli investigatori sono orientati a ipotizzare il reato di «falso in atto pubblico » per ora a carico di ignoti. Le discrepanze tra i crediti e i debiti vantati da Gtt con il Comune e le sue partecipate non sono un tema nuovo per la giunta pentastellata. Il 22 settembre i consiglieri dell’opposizione Morano (Lista Civica Morano), Osvaldo Napoli (Forza Italia), Fabrizio Ricca (Lega Nord) e Roberto Rosso, avevano chiesto chiarimenti sull’approvazione dei bilanci di Gtt e di Infra.To., innescando le prime polemiche, e chiedendo, tra le altre cose, chi avesse firmato la delega agli assessori Rolando e La Pietra per intervenire nell’assemblea della Gtt il 20 luglio.

Sono due i punti su cui si concentra ora l’attenzione degli inquirenti: da un lato ricostruire la contabilità delle società pubbliche, dall’altro chiarire come sia stato possibile approvare il bilancio del Comune senza inserire le voci dei debiti con le sue controllate. A pagina 49 della relazione di gestione del rendiconto 2015 del Comune i dati relativi a Gtt e Infra. To risultano infatti “non disponibili”. Gtt ha chiuso il suo bilancio vantando crediti milionari. Il primo disallineamento fra saldi contabili riguarda il Comune, per quasi 40 milioni di euro: 23 milioni 992 mila euro relativi alla gestione della metropolitana per il periodo 2006-2012, a cui si aggiungono 14 milioni 296 mila euro per mutui, credito però non coperto da apposito stanziamento nei conti della Città. Gli amministratori di Gtt, ritenendoli «certi, liquidi ed esigibili » non stanziavano alcuna posta per far fronte al disallineamento.



Ci sono poi i crediti vantati con l’Agenzia Mobilità Piemonte: questa voce ammonta per Gtt a 84 milioni 674mila 860 euro. Tuttavia nel 2015, l’ente partecipato dal Comune di Torino gli ha respinto fatture per 39 milioni 954mila 909 euro. Secondo il bilancio di Gtt, tuttavia, il credito sarebbe verificato. Anche per questo la voce era stata inserita senza ritenere di dover stanziare un fondo svalutazione. E ancora, altre discrepanze emergerebbero confrontando il dare e avere tra Gtt e Infra.To srl: proprio per via dei dati che non corrispondono fra le due società, qui Gtt precisa scrivendo a pagina 66 del bilancio che relativamente a questi dati intende procedere, ma solo dopo l’approvazione del rendiconto, a «una verifica congiunta per giungere a una comune ricostruzione delle partite contabili». Nel bilancio di Infra.to chiuso il 31 dicembre 2015 si segnala un credito verso Gtt di 22 milioni 338mila euro per fatture da emettere, mentre nella contabilità di Gtt il credito ammonta a 20 milioni 255mila euro.

"Mancano 5 milioni di euro al bilancio del Comune di Torino e i protagonisti del gioco di prestigio sono Piero Fassino e la sua giunta, ma si apprende dagli organi di stampa che il buco potrebbe essere addirittura più grande". Così i deputati torinesi del M5S Laura Castelli e Ivan Della Valle, con una nota che ricalca quasi parola per parola un analogo intervento di Beppe Grillo sul suo blog, commentano l'indagine della procura di Torino sui conti del capoluogo sabaudo. "Ci stupiremmo - affermano - se il consigliere Fassino, avendo firmato il bilancio 2015, non venisse iscritto nel registro degli indagati per falso in atto pubblico. Nel mirino ci sono le partecipate Gtt (Tpl) e InfraTo (infrastrutture per la mobilità). Lo diciamo da sempre: le partecipate sono uno degli strumenti maggiormente usati dai partiti per drenare soldi dei cittadini. In Italia le perdite delle società di tutte le amministrazioni pubbliche superano gli 84 miliardi. Qui la puzza di bruciato si sentiva lontano un miglio e oggi siamo fiduciosi nelle indagini che Procura e Corte dei Conti stanno conducendo". "Incredibile - concludono i due parlamentari - come oggi il Pd stia zitto e non si preoccupi di attaccarci in modo strumentale. Ecco come hanno lavorato i 'professionisti della politica' che per decenni sono stati parte attiva del sistema Torino: un giro di potere tra amministratori, finanza e grandi imprese che è stato travolto dai torinesi stessi, quelli che solo qualche mese fa hanno voluto parole diverse per la loro città: onestà, competenza, trasparenza".

Il senatore Pd Stefano Esposito reagisce con durezza: "Caro Beppe torna a scuola e fatti spiegare le basi della matematica, #cialtrone". Esposito replica a Grillo su Facebook: "La Guardia di finanza è andata in Comune - scrive Esposito - per verificare un presunto buco nel bilancio, gestione Fassino, che sarebbe di 5 milioni di euro. Bene, attendiamo gli sviluppi. Naturalmente poteva mancare su questa vicenda l'opinione del comico Beppe Grillo? Ovviamente no. Cosa scrive? Fassino ha lasciato un buco, una voragine nei bilancio. Ora secondo voi Grillo lo sa a quanto ammonta il bilancio del Comune di Torino? Provo ad aiutarlo: 1,3 miliardi. Quindi, ammesso e non concesso che ci sia questo disavanzo di 5 milioni, possiamo chiamarlo voragine?"

http://torino.repubblica.it/


Articolo letto: 414 volte
Categorie: Cronaca, Denunce


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Risposte - Commenti

Natale

23/10/2016 22:33:45
I trasporti in Italia si giudicano da se. Basta vedere i tram, i treni e le strade in che condizioni stanno. Ma purtroppo non ci sono soldi per l'ammodernamento.
4

Virgilio

22/10/2016 09:37:17
Non attacchiamo l'Appendino, è appena stata eletta DEMOCRATICAMENTE. Diamole del tempo e vediamo cosa il M5S riesce a fare a Torino
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