Prima dell'impero degli uomini, quando le popolazioni del Vecchio Mondo erano ancora delle tribù barbariche in costante lotta, nei deserti delle Southlands si sviluppava il fulgido Regno di Nehekara.

Milano
12:30 del 20/01/2018
Scritto da Gerardo

Prima dell'impero degli uomini, quando le popolazioni del Vecchio Mondo erano ancora delle tribù barbariche in costante lotta, nei deserti delle Southlands si sviluppava il fulgido Regno di Nehekara. I nehekariani eccellevano in tutte le arti: avevano costruito imponenti città di pietra, con tanto di templi ed enormi statue dedicate agli dei, erano abili a coltivare le fertili terre e avevano trasformato parte dei territori in distese verdeggianti. Il loro impero era vasto e solido, tenuto insieme da Settra, il più grande sovrano di Nehekara. Settra fu in grado di sottomettere tutti i regnanti, li costrinse a servirlo e a pagare tributi a Khemri, la capitale del regno: egli era però un tiranno crudele ed arrogante, incapace di guardare oltre al suo enorme ego. Era avido di potere, di terre e ricchezze, ma era tormentato da un terrore che non riusciva a scacciare: la morte.
Nel corso del suo lungo regno istituì il Culto della Morte, una setta di sacerdoti che cercavano un modo per render possibile l'immortalità. L'impresa era alquanto ardua, non bastavano antichi libri e conoscenze magiche per aprire la strada alla vita eterna e Settra, dopo una lunghissima esistenza, morì. Il suo corpo fu imbalsamato, mummificato e sepolto in un'enorme piramide nell'attesa di esser riportato in vita. Nel frattempo il regno di Nehekara, orfano del suo più grande sovrano, si lasciò alle spalle il suo apogeo: i numerosi regnanti, dapprima riuniti dalla fermezza di Settra, si divisero ed iniziarono a combattere tra loro. Nehekara visse quindi un'epoca buia, macchiata dal sangue, dalla distruzione e da faide intestine sempre più violente, ma intanto il Culto Mortuario cresceva e continuava a sviluppare degli elisir di immortalità che cominciavano a dare i propri frutti. 
Nei suoi anni più oscuri l'antico impero nehekariano cominciò ad essere ossessionato dall'idea della morte. Si svilupparono necropoli sempre più vaste e ogni regnante esigeva la costruzione di una tomba maestosa dove seppellire anche le sue armate. L'arrivo di Nagash, uno dei più potenti negromanti della storia, segno però il decisivo declino di questa civiltà. Nagash, supportato dal fedele braccio destro Arkhan, trovò un modo per ingannare la morte ed innalzò un'immensa piramide nera per canalizzare i Venti della Magia e così ottenere potere illimitato. Le sue mire, tuttavia, furono ostacolate dagli altri re, che unirono le proprie armate e marciarono verso il suo palazzo. Per ostacolare i nemici, Nagash richiamò numerose schiere di scheletri guerrieri, che gli permisero di dare il via ad un lungo e terribile conflitto. Accecato dal potere, il negromante decise di evocare un potente incantesimo che gli avrebbe permesso di ottenere il controllo di ogni creatura morta, ma fu ucciso poco prima che la magia venisse effettivamente lanciata. Il potere, tuttavia, si diffuse tra le necropoli e risvegliò gli antichi regnanti e i loro imponenti eserciti. Anche Settra si rialzò dal suo giaciglio, ma vide con orrore che l'impero florido che aveva lasciato era ormai solo una reliquia del passato: Nehekara era un ammasso infecondo di sabbia e rovine, popolata solo da ossuti guerrieri. Rabbioso, ma ancora determinato, Settra l'Imperituro divenne l'imperatore non morto di quelli che d'ora in poi sarebbero stati chiamati Re dei Sepolcri.


Rise of the Tomb Kings sa proprio di contenuto aggiuntivo puro, un progetto chiaramente nato dopo l'idea della guerra tra le quattro fazioni originali e inserito a margine della battaglia per il controllo del centro di Ulthuan. I Re dei Sepolcri avranno così una zona di partenza separata dalle regioni precedenti e, cosa ancora più importante, non concorreranno attivamente alla conquista del vortice, avendo ben altri obiettivi in mente. Le sabbie rivelano una nuova porzione desertificata a sud di Ulthuan, in una regione inospitale popolata da non morti e un clima nefasto per tutti quelli che cercano di colonizzarle. Dai deserti di Nehekhara si sollevano così orde di scheletri guidate da Lich e Lord rianimati, mossi dal desiderio di riprendere il potere sul mondo. Il grande vortice non ha utilità per i vecchi re che invece vengono spinti dall'insaziabile voglia di rientrare in possesso dei Libri di Nagash: nove tomi sparsi per le varie regioni in grado di garantire a chi li controlla un potere assoluto. La cometa a due code che attraversa il cielo lancia però un monito benevolo e solo cinque di questi libri ora sono necessari per compiere tutti i rituali richiesti per entrare nella Piramide Nera, obiettivo finale della missione. I Re dei Sepolcri come avrete ben capito, potranno banchettare dei cadaveri dei nemici e assaltare tutte le città avversarie senza mai entrare nel vivo dello scontro, una tattica che permette loro di ritagliarsi facilmente regioni ben difendibili e ricche di materie prime. Il ferro è infatti uno degli elementi più importanti per questa nuova razza dato che, insieme ai vasi canopi, vi permetterà di ottenere oggetti, armature e persino truppe con poca fatica.


È una delle meccaniche nuove pensate per la razza, un'idea originale che garantisce un continuo afflusso di nuove forze agli eserciti esistenti. I Re dei Sepolcri hanno anche la peculiarità di non dover pagare i costi di mantenimento degli scheletri normali (che siano arcieri, spadaccini o lancieri) un bonus enorme che vi garantirà il controllo di eserciti davvero immensi. Benché la loro forza singola non sia nulla se paragonata a quella delle prime compagini che incontrerete, il grande numero e la possibilità di accerchiare le truppe avversarie faranno la differenza in combattimento permettendovi in agilità di vincere gli scontri solo grazie al quantitativo di soldati schierati, e questo nonostante le abilità iniziali dei quattro lord disponibili non siano nulla di particolarmente forte o distruttivo. Non quanto quelli di uomini lucertola ed elfi scuri per lo meno. A potenziare ulteriormente il vostro esercito di non morti ci penserà anche l'abilità base della razza, una cura automatica che si attiverà non appena raggiunte un numero sufficiente di perdite, un boost considerevole durante i match più tesi che può addirittura giungere al suo culmine permettendovi di evocare unità di enormi Ushabti in qualsiasi punto del campo di battaglia, anche in corpo a corpo, con le armi da assedio o gli arcieri nemici. Al termine degli scontri otterrete poi la possibilità di rifocillare i vostri non morti e rimpolparne le fila o saccheggiare gli organi dei caduti nemici acquisendo i vasi canopi di cui parlavamo prima. Viene da sé che una tattica aggressiva vi permetterà velocemente di arrivare a sviluppare le creature più pericolose, magari affiancate dai potenti rituali di cui già dovreste conoscerne il funzionamento. Per ciò che concerne la tecnologia i Re dei Sepolcri non si affidano alla classica crescita e potenziamento degli edifici ma si affidano a glorificare le vecchie dinastie, scegliendone una alla volta e attivandola in 15 turni, un tempo lungo per sbloccare poi i vari potenziamenti più canonici alle unità.


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Categorie: , Videogames


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