TICKET SANITARIO COSA CAMBIA - La legge di Bilancio prevede lo stanziamento di due miliardi in più nella sanità rispetto all’anno precedente.

Rieti
15:30 del 02/10/2019
Scritto da Luca

TICKET SANITARIO COSA CAMBIA - La legge di Bilancio prevede lo stanziamento di due miliardi in più nella sanità rispetto all’anno precedente. “Abbiamo due miliardi in più nel Fondo sanitario nazionale nel 2020 rispetto all’anno precedente. Basta tagli e più risorse per il Sistema sanitario nazionale. Ora ci dobbiamo sedere al tavolo con le Regioni per sottoscrivere il patto per la salute nel minor tempo possibile”.

Ad annunciarlo su Facebook è il ministro della Salute, Roberto Speranza, che in un video annuncia le novità: lo stanziamento di due miliardi in più nel 2020 appunto, l’abolizione del superticket e la rimodulazione del ticket che tenga conto del reddito di chi usufruisce del sistema sanitario nazionale.


TICKET SANITARIO COSA CAMBIA - Un cambiamento che, secondo Speranza, guarda allo stesso l'articolo 32 della Costituzione, che dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività: «È l'idea - sottolinea - di un Sistema sanitario universale in cui non conta quanti soldi hai, in che Regione vivi o il colore della tua pelle, perché hai un diritto sacrosanto ad essere curato, e su questo ci impegneremo nei prossimi mesi». Quanto al super-ticket, è «un balzello di 10 euro che purtroppo non consente a troppi cittadini di accedere al Servizio sanitario: ieri al Consiglio dei ministri abbiamo scritto per la prima volta che il super-ticket è sbagliato, produce diseguaglianze e quindi ci impegniamo a superarlo», ha assicurato Speranza, affermando che si batterà «nei prossimi mesi perché questo avvenga nel più breve tempo possibile».

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TICKET SANITARIO COSA CAMBIA - Attualmente, come emerge dal recente Rapporto Gimbe 2019, in Italia si delinea una vera e propria «giungla dei ticket»: infatti, le differenze regionali riguardano sia le prestazioni su cui vengono applicati (farmaci, prestazioni specialistiche, pronto soccorso, etc.) sia gli importi che i cittadini devono corrispondere, sia le regole per le esenzioni. Complessivamente, la compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini nel 2018 sfiora i 3 miliardi di euro: le Regioni hanno cioè incassato per i ticket 2.968 mln (49,1 euro pro-capite), di cui 1.608 mln (26,6 euro pro-capite) relativi ai farmaci e 1.359 mln (22,5 euro pro-capite) per le prestazioni ambulatoriali, incluse quelle di Pronto soccorso. Notevoli le differenze regionali: se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da 88 euro in Valle d'Aosta a 33,7 euro in Sardegna, per i farmaci l'importo varia da 36,2 euro in Campania a 16 euro in Piemonte, mentre per le prestazioni specialistiche si passa da 64,2 euro in Valle d'Aosta a 8,5 euro in Sicilia. Ma nell'agenda ci sono anche altre priorità: «il primo problema è sicuramente quello della carenza del personale. Ci siederemo subito con le Regioni - ha concluso Speranza - per provare a sottoscrivere nel più breve tempo possibile il nuovo Patto per la salute, in cui affronteremo la questione del personale ma anche liste d'attesa e assistenza sul territorio».

 


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Categorie: , Economia, Guide, Nuove Leggi


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