Considerando che Telltale ha ormai in cantiere più serie della HBO (veramente, qualcuno ha fatto il calcolo di quante "seconde stagioni" ci devono?)

Firenze
11:00 del 27/12/2016
Scritto da Samuele

The Walking Dead A New Frontier Ep I Parte I, recensione

Considerando che Telltale ha ormai in cantiere più serie della HBO (veramente, qualcuno ha fatto il calcolo di quante "seconde stagioni" ci devono?), l'arrivo di questo The Walking Dead: A New Frontier è stato accompagnato da una buona dose di preoccupazioni, ragionevolmente in linea con la qualità altalenante delle ultime produzioni dello studio.
Dopo una seconda stagione di tutto rispetto ma nettamente al di sotto dello standard di "presa a male" fissato dall'indimenticabile avventura di Lee e Clementine, Telltale Games torna a picchiare duro con un esordio in due parti che riprende tutto ciò che abbiamo amato nella serie e lo infila in un pacchetto confezionato ad arte e strapieno di lacrime e sangue. Un'ouverture altamente drammatica che ribadisce l'approccio narrativo alla George RR Martin (quel maledetto) che Telltale applica alla sua serie di punta. Preparatevi a soffrire.

Che fine ha fatto, dunque, la nostra Clementine? La coraggiosa bambina che ha dovuto sopravvivere all’apocalisse zombie firmata da Telltale rappresenta uno dei personaggi più iconici delle ultime stagioni videoludiche, e anche grazie a questo motivo l’attesa per l'arrivo della nuova stagione di The Walking Dead era alta. Consci di ciò, abbiamo deciso di analizzare in profondità i primi due segmenti narrativi disponibili, dedicando una recensione a ognuna delle due parti che compongono il primo episodio di di The Walking Dead: A new Frontier, chiamato Ties that Bind.
Fear the muertos
Abbiamo approcciato il titolo con due dubbi principali: uno riguardante il gameplay (di cui parleremo brevemente dopo), l’altro la narrativa. I primi istanti di gioco hanno fatto luce proprio quest’ultimo aspetto, peraltro spiazzandoci un po’. Quello che l’episodio ci metterà davanti, infatti, non è un survivor ben allenato, ma bensì un ragazzo che deve fare i conti con i primi episodi di epidemia zombi riguardanti la sua famiglia. Parliamo infatti di Javier Garcìa, il quale scoprirà suo malgrado quale sorta tocca alle persone che, invece di morire, diventano quelli che lo stesso personaggio chiama “muertos”. Dobbiamo dire che i minuti iniziali posseggono una certa carica drammatica che, a esser sinceri, sarebbe stata molto più forte se le stesse sequenze non fossero già state mostrate in uno degli ultimi trailer di annuncio del gioco. In ogni caso, dopo una lunga introduzione il titolo compirà il primo di numerosi salti temporali riportandoci al presente, che nell’universo narrativo Telltale corrisponde a un periodo discretamente distante dalla fine della seconda stagione. In questo contesto, uno Javier più maturo e dotato di barba incolta si ritrova a dover fare i conti con un’orda di zombi, ma soprattutto con due nipoti e la giovane e spigliata compagna del fratello. In qualche modo, la nuova direzione presa dalla narrativa ci ha ricordato un po’ lo spin-off televisivo Fear the Walking Dead; anche nella serie AMC, infatti, i protagonisti appartengono a etnie differenti da quelle viste nel filone narrativo principale, e devono subire in prima persona i cambiamenti dovuti all’insorgere dell’epidemia. La prima parte dell’episodio, dunque, ha il compito di introdurre figure che riescono tutto sommato a farsi ben volere, pur rimanendo ben ancorate a stereotipi fissi. A partire dalla metà del capitolo, trascorsi circa una cinquantina di minuti, arriva però il personaggio più atteso. 



La ragazzina e l’uomo duro
Non crediamo di operare uno spoiler clamoroso nel momento in cui diciamo che anche in questa serie Clementine avrà una parte abbastanza importante nella storia. Così come nella prima stagione, però, i giocatori non potranno controllare direttamente la coraggiosa ragazzina, e questo è forse un ulteriore elemento che all’inizio lascia un po’ straniti. Questa impostazione narrativa, però, ha permesso a Telltale di togliersi in maniera evidente dagli impicci, considerato anche che, alla fine della seconda stagione, le nostre decisioni potevano cambiare anche drasticamente il destino della giovane protagonista. Sceneggiatori e sviluppatori, invece, hanno pensato di raccontare quello che è successo a Clementine tramite alcuni flashback che, evidentemente, riprenderanno le decisioni prese in passato. Quella che i giocatori avranno davanti, in ogni caso, è oramai una giovane decisa, che pronuncia parolacce e dimostra una certa amarezza verso il mondo. Al di sotto di questo comprensibile strato di ostilità, però, pare nascondersi ancora un’anima gentile, e di questo è possibile rendersene conto quasi immediatamente. Anche per questo motivo, difatti, alcune scelte da compiere nella seconda parte dell’episodio ci sono apparse un po’ superflue, visto che è evidente quale possa essere stata la nostra scelta nel momento in cui ci è stato chiesto di fidarci della nostra giovane sterminatrice di non morti. In ogni caso, questa nuova Clementine ci ha colpito in positivo, e la sua caratterizzazione rappresenta forse il punto più alto di questo primo spezzone di episodio, a meno che non si escluda il colpo di scena finale che, pur essendo leggermente prevedibile, ci ha abbastanza soddisfatto.



Un’avventura alla Telltale
Possiamo dire che, nella prima parte di Ties that Bind, quello che è definibile come il "modello Telltale" viene ripreso in maniera totale. Quella proposta, perciò, è un’avventura in cui l’interattività trova la sua espressione massima nella scelta delle linee di dialogo e nelle decisioni da prendere al volo, così come nei (veramente semplici, se non stucchevoli) QTE. Insomma, da questo punto di vista non sembra ci siano cambiamenti: oramai i giocatori dovrebbero avere bene in mente di che tipo di gioco si sta parlando, con relativi pregi e difetti. Fa ben sperare invece una certa evoluzione grafica, che riguarda soprattutto la resa dei volti, i quali propongono meno imprecisioni nelle espressioni rispetto al passato; soddisfa anche il collegamento tra le varie scene, sebbene vi siano ancora da registrare degli stacchi di inquadratura decisamente troppo bruschi. Sempre molto soddisfacente il doppiaggio in inglese, mentre vale la pena sottolineare ancora una volta l’assenza di qualsivoglia localizzazione italiana. Un tema, questo, su cui si è già molto discusso, ma che vale sempre la pena riportare.
Per ultimo, qualche dettaglio su alcune feature di contorno che si sono segnalate positivamente. All’inizio della propria partita, in effetti, il gioco ci chiederà se ricominciare dalle scelte effettuate nei salvataggi di The Walking Dead 2, oppure se ricreare un background narrativo. Scegliendo questa seconda opzione, si potrà optare per una backstory completamente casuale, oppure rispondere ad una serie di domande relative agli eventi topici delle prime due stagioni. I giocatori più social, inoltre, possono contare nuovamente sulla feature Crowd Play, che consente ad eventuali spettatori di suggerire al giocatore le decisioni da prendere sul momento.


Articolo letto: 95 volte
Categorie: , Videogames


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook