Il mondo dello sviluppo italiano è sempre stato travagliato, sballottato tra attimi di gloria e cupi baratri, veri e propri abissi come quello in cui ci siamo tuffati facendo di Gioventù Ribelle la bandiera tecnologica del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

Palermo
11:00 del 14/03/2017
Scritto da Gregorio

Il mondo dello sviluppo italiano è sempre stato travagliato, sballottato tra attimi di gloria e cupi baratri, veri e propri abissi come quello in cui ci siamo tuffati facendo di Gioventù Ribelle la bandiera tecnologica del 150º anniversario dell'Unità d'Italia. Per fortuna negli ultimi anni gli sviluppatori nostrani sono tornati a farsi notare più per i meriti che per i demeriti anche grazie al lavoro di realtà giovani ma in evoluzione come Mixed Bag, Dreampainters e Storm in a Teacup. Quest'anno poi le cose sono andate particolarmente bene, segno che l'Italia del videogioco è tornata a crescere nonostante l'enorme pantano culturale in cui siamo immersi fino al collo. The Town of Light, horror virtuale di ottima qualità ambientato in un manicomio in rovina di Volterra, ha passato la palla a Redout, racing futuristico acclamato universalmente, che ci ha condotto lungo le strade di Wheels of Aurelia, titolo meno apprezzato dal grande pubblico ma, nel pieno stile di Santa Ragione, di grande carattere. In mezzo a tutto questo siamo stati sorpresi da piccole perle come Little Briar Rose e da progetti interessanti come Voodoo e come The Land of Pain, inquietante avventura soprannaturale sviluppata con il CryEngine da Alessandro Guzzo.


Nello specifico parliamo della demo che è disponibile a questo indirizzo, pesa circa 4GB e mette subito in chiaro l'impostazione di un titolo che come molti suoi simili è in gran parte incentrato sull'esplorazione e sulla componente narrativa. Anche l'antefatto è un classico, con il protagonista che durante una scampagnata autunnale si ritrova smarrito tra i boschi, improvvisamente costretto ad affrontare misteri, orrori e fenomeni paranormali. Le minacce, come di consueto, sono disseminate lungo un complesso percorso investigativo che ci costringe a macinare parecchio terreno, in cerca di indizi e di oggetti con cui interagire in modo da poter ampliare i confini del mondo di gioco e sfuggire a un misterioso e pericoloso antagonista. Tutto questo lo possiamo già assaggiare nella demo, piuttosto interessante, che ci costringe a camminare parecchio e la cosa ci sorprende un po' visto che The Land of Pain è pubblicizzato come un titolo che non vuole assolutamente essere un walking simulator e nemmeno un titolo in cui si è solo costretti a scappare all'impazzata per una mappa anonima. Ma dobbiamo anche dire che l'eccesso di backtracking può essere scongiurato esplorando con attenzione e ricorrendo agli aiuti che fanno parte di un'interfaccia pensata per facilitare le cose il più possibile. Non a caso l'area all'interno della quale è possibile interagire con gli oggetti è molto ampia e per utilizzare qualcosa basta un solo click del tasto sinistro del mouse che viene seguito, quando l'azione va a buon fine, da qualche secondo di schermo nero che fa parte degli inevitabili compromessi di un titolo sviluppato da un sol uomo. Un titolo che comunque non ci fa mancare testi carichi di inquietudine, visioni stranianti, lampi di violenza e una lunga sequela di mostruosità in stile Lovecraft, un autore che per le avventure in prima persona di questo genere rappresenta una inesauribile fonte di ispirazione.


Sebbene nel gioco completo la mappa sarà enorme, con cimiteri, paludi, grotte ed edifici da esplorare, già dalla demo era apprezzabile la grandezza dell'area disponibile, tenuta insieme idealmente da alcune zone d'interesse tra cui fare la spola. In tal senso, affidarsi al CryEngine è stata un'ottima scelta e siamo certi che garantirà ottimi risultati, anche se va ammesso che al momento si nota lo stacco tra gli ambienti esterni più rifiniti e quelli interni, che risultano un po' più spartani. Ciononostante, la resa visiva attuale è già una cartina al tornasole di quello che sarà il lavoro finale, che si avvantaggerà della fotogrammetria per inserire all'interno del gioco edifici e oggetti reali. 

Molto buona è anche l'atmosfera, arricchita da suoni ambientali e musiche sempre calzanti, in grado di sottolineare i momenti in cui la tensione diventa palpabile. E non mancano nemmeno alcuni riferimenti - palesi e non - che gli amanti dello scrittore di Providence apprezzeranno senz'altro.

Naturalmente, dopo solo una ventina di minuti di demo è presto per esporsi e dare giudizi sommari, ma il modo in cui si concludeva la versione di prova e la maniera in cui veniva presentata la vicenda su schermo è riuscita senz'altro a incuriosire a e fungere quasi da prologo alla storia che verrà. Una storia carica di mistero, dove bisognerà venire a capo di una vicenda dai toni foschi e sfuggenti, imprevedibile almeno quanto il risultato finale di quest'opera coraggiosa, che vuole e sa come osare.


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Categorie: , Videogames


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