Tanto vale dirlo subito: “The Big Bang Theory” – situation comedy americana ideata da Chuck Lorre e Bill Prady e prodotta dalla Warner Bros – è una bomba e c’è da andarne completamente matti.

Milano
06:00 del 14/04/2016
Scritto da Gerardo

Tanto vale dirlo subito: “The Big Bang Theory” – situation comedy americana ideata da Chuck Lorre e Bill Prady e prodotta dalla Warner Bros – è una bomba e c’è da andarne completamente matti.

Partita negli Usa il 24 settembre del 2007 sul canale CBS, “The Big Bang Theory” racconta di quattro ragazzi scienziati iper intelligenti che vivono a Pasadena e lavorano tutti al California Institute of Technology. Leonard, Sheldon, Raj e Howard – autentici nerd – vengono sconvolti dall’arrivo, sul loro stesso pianerottolo, di Penny, una bellissima e frivola ragazza bionda.

“The Big Bang Theory” è un imperdibile mix di originalità e divertimento. Stupendi i cinque caratteri di Leonard, Sheldon, Raj, Howard e Penny (così come sensazionali sono gli attori che li incarnano). Da premio (e difatti la serie ne ha già vinti parecchi) le idee, le situazioni e soprattutto i dialoghi che, a getto continuo e inarrestabile, deliziano letteralmente lo spettatore.


Non vogliamo aggiungere altro ma due avvertimenti sono assolutamente d’obbligo. Il primo: non azzardatevi a perdere “The Big Bang Theory”. Il secondo: non azzardatevi a non seguirlo in lingua originale. Tale meraviglia è intraducibile senza intaccarne la…perfezione.

Una cosa che ho scoperto parlando con amici e stimati colleghi blogger è che molti appassionati di “cose geek” (definizione orrenda, lo so) non sopportano la sitcom della Warner Bros The Big Bang Theory. La critica che muovono a questo telefilm, già arrivato alla sesta stagione di programmazione, è sostanzialmente una: esso trasmette un’immagine eccessivamente alienata del tipico geek/nerd, contribuendo alla ghettizzazione della categoria. Se là fuori oramai ci credono tutti simili a Sheldon Cooper, dice un amico dalla finissima intelligenza, la colpa è soltanto di questa dannosissima sitcom. Pur comprendendo il suo punto di vista rimango della mia idea. Per me TBBT è un prodotto divertente, sostanzialmente delicato e garbato, che non rema contro chi è appassionato di certe cose (fumetti, fantascienza, fantasy, videogames etc). Vediamo il perché la penso così.

I personaggi non sono offensivi

Mi gioco subito la motivazione principale che mi divide dal parere di molti esimi colleghi. Per me i quattro protagonisti maschili di TBBT non sono offensivi per la categoria dei geek. Certo, molti loro comportamenti sono caricaturali e grotteschi. Tuttavia, se si ha la pazienza di seguire la sitcom con una certa continuità, trapela il loro carattere molto umano e positivo. I quattro sono infatti dei “buoni”, su questo non ci piove. Buoni strambi, certo, ma non dei reietti della società, dei potenziali serial killer o dei poveracci da prendere a scoppole dietro le orecchie.

Il cervello è una bella cosa

TBBT è un serial comico, in cui però filtra l’idea che avere un cervello funzionante è preferibile all’essere dei muscolosi e affascinanti scimmioni appassionati di football e di birra. Ok, l’estrema divisione tra ragazzi intelligenti e ragazzi sportivi è un cliché vecchio di almeno quattro decenni, tuttavia sono rare le occasioni in cui chi ha cervello porta a casa le totali simpatie del pubblico senza ridicolizzarsi troppo. In TBBT succede.

… E non è poi nemmeno così caricaturale

Che poi a me di conoscere dei geek/nerd come Sheldon Cooper è successo davvero. Anzi, Sheldon è perfino più umano di alcuni tizi simili a lui incontrati nel mondo reale. Si trattava quasi sempre di ragazzi intelligentissimi, monoManiacali su alcune passioni (giochi di ruolo, manga, film di fantascienza), con delle fisse assurde su dettagli insignificanti della vita quotidiana (l’orario delle telefonate, il lato del marciapiedi da percorrere, il pranzo da ordinare etc). Così come ho anche incontrato dei simil-Wolowitz, tizi vestiti in maniera improbabile, succubi della madre o della fidanzata, ma al contempo convinti di essere degli sciupafemmine. Insomma, per farla breve: i quattro nerd di TBBT non mi sembrano poi così estremi.

Non è colpa di TBBT se gli spettatori sono scemi


Se poi là fuori c’è chi è davvero convinto che tutti gli appassionati di GDR, di fantascienza, di fumetti, di computer (etc) sono estremi e strambi come Sheldon Cooper… beh, la colpa di tale imbecillità non è imputabile ad altri se non alla stupidità di taluni spettatori. E’ lo stesso problema di chi si immagina i poliziotti come quelli di Distretto di Polizia, i medici come quelli di ER, gli argentini come quelli delle telenovelas trasmesse da Rete 4. E’ come imputare la violenza di un tizio ai fumetti del Punitore che leggeva da ragazzo. Se la gente è scema non è colpa di quel che vede in TV, né di quel che legge. E’ scema di suo.

Le citazioni sono spettacolari

Chuck Lorre e Bill Prady, gli ideatori di TBBT, hanno riempito la sitcom di citazioni azzeccate, pertinenti e molto divertenti. Tutti i fumetti, i film, i videogiochi che vengono nominati nelle varie puntate del telefilm sono trattati con la dovuta competenza. Il che denota un certo rispetto per lo spettatore più attento. Chi è del tutto estraneo alle passioni geek coglierà sì e no il 10% di queste citazioni, ciò non di meno la produzione non si è mai risparmiata nel lavorare di fino su tutte le microtrame che coinvolgono i protagonisti di TBBT. Microtrame che, almeno nelle prime tre stagioni, ruotano proprio attorno alle specifiche passioni di tanti veri appassionati.

Questo è quanto. Lungi da me sostenere che siamo davanti a un capolavoro. Innanzitutto le ultime due stagioni di TBBT sono calate parecchio a livello di qualità. I personaggi femminili introdotti dalla quarta stagione in poi non mi sono mai piaciuti granché, a differenza della mitica (e a mio parere eccezionalmente brava) Kaley Cuoco. La parte comico-sentimentale di Sheldon/Amy e di Wolowitz/Bernadette è sviluppata grossolonamente e non fa ridere. TBBT sta diventando un po’ ripetitivo e noiosetto. Io, per dire, lo fermerei qui. Ma le prime tre stagioni, ecco, mi hanno divertito molto.


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Categorie: Cinema


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