La legge n. 172/17 del 4 dicembre 2017 ha messo fine alla fatturazione delle offerte di telefonia fissa e mobile ogni 4 settimane, ogni 30 giorni o ogni settimane. 

Bari
13:00 del 29/01/2018
Scritto da Luca

La legge n. 172/17 del 4 dicembre 2017 ha messo fine alla fatturazione delle offerte di telefonia fissa e mobile ogni 4 settimane, ogni 30 giorni o ogni settimane. A partire dal 5 aprile 2018 ogni offerta dovrà rinnovarsi con cadenza mensile e gli operatori stanno comunicando in questi giorni ai loro abbonati come cambierà la fatturazione, come cambieranno le condizioni contrattuali e soprattutto come fare nel caso in cui un consumatore non dovesse accettare le condizioni proposte dall’operatore.

Una ipotesi questa tutt’altro da scartare: in tutti i casi (quasi, Wind Tre sta prendendo tempo per decidere) ci sarà un aumento dell’8.6% in fattura e gli utenti potranno esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione da parte dell’operatore delle modalità di ritorno alla fatturazione mensile.

Purtroppo non tutti gli operatori si comporteranno allo stesso modo, e anche per il recesso non è facile capire come cambiare operatore mantenendo il proprio numero e avere la certezza di non pagare alcuna penale. Proprio per questo motivo abbiamo deciso, operatore per operatore, di vedere nel dettaglio i tre punti caldi: cosa cambia con la fatturazione mensile, come esercitare il recesso senza pagare penali e cosa succede alle eventuali rate residue dei dispositivi

La prima delle verifiche in atto riguarda la modalità con cui le compagnie di telecomunicazioni hanno avvisato i clienti in merito alle modifiche contrattuali e al rincaro dei prezzi con un’unica comunicazione mentre, da regolamento, avrebbero dovuto inviarne due distinte.

La disdetta del contratto in negozio, descritta dalla legge 124 del 2017, sarebbe stata poco enfatizzata dagli operatori telefonici, negando così ai clienti un diritto sancito.

Anche i termini per chiudere un contratto sarebbero migliorabili. Secondo l’Agcom gli operatori avrebbero dovuto dare almeno 30 giorni di tempo ai clienti per recedere dai contratti e dalle offerte attive mentre, a una prima lettura delle condizioni, il recesso sarebbe possibile solo al momento in cui la nuova politica di fatturazione diventerà effettiva.


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Categorie: , Internet, Tecnologia


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