La potremmo chiamare "la rivincita dei vecchietti". Uno scontro generazionale combattuto a colpi di tecnologia con un risultato non sempre scontato. Smartphone contro anti-smartphone: il presente contro il passato; una partita che, se non finisce in parità, poco ci manca

Trento
13:00 del 24/02/2017
Scritto da Luca

ROMA - La potremmo chiamare "la rivincita dei vecchietti". Uno scontro generazionale combattuto a colpi di tecnologia con un risultato non sempre scontato. Smartphone contro anti-smartphone: il presente contro il passato; una partita che, se non finisce in parità, poco ci manca. Il mondo dell'innovazione non è nuovo a momenti di revival in cui, in preda alla nostalgia, si propongono vecchi prodotti rivisitati. Il più delle volte, però, si tratta di operazioni commerciali che poco dopo fanno ripiombare nel dimenticatoio oggetti che, inevitabilmente, denunciano la loro età, dimostrando che il tempo passa per tutto, anche per le novità più clamorose. Ciò è accaduto per computer, console per videogiochi, televisori, riproduttori musicali. Ma se la stessa cosa capita nel settore che nell'ultimo decennio ha osservato la spinta tecnologica più potente allora è forse il caso d'interrogarsi. Sembra che il mondo dei telefoni cellulari si appresti a vivere una nuova rivoluzione. O, meglio, una controrivoluzione. 

La scommessa di Nokia: ritorna il mitico 3310. Tutto è nato da un'indiscrezione delle scorse settimane: Nokia – l'azienda che forse ha segnato di più la storia delle comunicazioni in mobilità – è pronta a tornare sul mercato per riconquistare il suo trono. Per farlo pare voglia puntare proprio su un ritorno alle origini, riesumando una vera icona dei primi anni duemila: il mitico Nokia 3310, un telefonino che non ha segnato solo il passaggio dal vecchio al nuovo millennio ma ha rappresentato l'apertura del mercato dei cellulari anche agli utenti meno abbienti; la tecnologia si faceva quasi popolare: appena uscito, con circa 400mila lire (poco più di 200 euro) si portava a casa – per l'epoca - un concentrato di innovazione.

A partire dalle prestazioni: la batteria durava 260 ore in stand-by, garantendo 4 ore e mezza di conversazione; era capace di captare le reti 2G; aveva un design essenziale ma moderno e un sistema operativo che non si bloccava mai. E poi la scocca ultraresistente (non a caso fu soprannominato 'l'indistruttibile'): anche se cadeva da due metri d’altezza bastava ricomporlo e tornava a funzionare come se nulla fosse successo. Tutte cose che, pur avendo a disposizione reti e dispositivi più veloci, i possessori di qualsiasi smartphone di ultima generazione non hanno mai avuto il piacere di conoscere, qualcuno rischia di essere lasciato a piedi persino nella stessa giornata. Figuriamoci, poi, se il telefono cade: potrebbe voler dire addio a display che si rompono con una facilità imbarazzante. Grazie a quelle caratteristiche, invece, il Nokia 3310 – tra il 2000 (anno del suo debutto) e il 2005 (anno della pensione) – entrò nelle tasche di oltre 126 milioni di persone; per capire le proporzioni del fenomeno basti pensare che gli ultimi modelli di iPhone arrivano a fatica a 100 milioni di pezzi venduti, i nuovi Samsung non superano 80 milioni di unità.

La tecnologia strizza l'occhio agli anni '90 e 2000. Per verificare la veridicità di queste voci non manca tanto. L'appuntamento è al prossimo Mobile World Congress di Barcellona, una delle principali fiere di settore. Un cellulare – il 'nuovo' 3310 – che dovrebbe essere riattualizzato (per evidenti ragioni) dotandolo di antenna in grado di intercettare come minimo il 3G, di dual sim, con una batteria ancora più longeva (la sua durata potrebbe arrivare a 30 giorni in stand-by), con schermo a colori e fotocamera (ma non immaginatevi prodigi) e soprattutto con un prezzo che non teme concorrenza (si parla di circa 60 euro). Ma, parallelamente, Nokia ha deciso di riprendere in mano le redini della sua storia mettendo per un attimo da parte il marchio Microsoft (con cui sono usciti gli smartphone dell'ormai defunta casa finlandese) e affidando la produzione del segmento cosiddetto feature phone (i telefoni tradizionali) a un'azienda composta in gran parte dagli stessi sviluppatori della vecchia Nokia. Una strategia ben precisa, come dimostra l'uscita anche di un nuovo cellulare – chiamato Nokia 150 – ma ispirato al  passato: niente schermo touch, niente wi-fi né fotocamere potenti, pochissime funzionalità (al massimo una radio e una torcia), con un costo però inferiore ai 50 euro; specifiche simili a quelle del ‘fratello grande’ pronto a ritornare dal passato. Se tutto venisse confermato è come se al gran ballo delle debuttanti si presentasse una signora in su con gli anni e, cosa ancora più sorprendente, riuscisse ad attirare le attenzioni dei cadetti quasi quanto le diciottenni in sala. Una scena che potrebbe accadere proprio a Barcellona tra pochi giorni.
Smartphone e cellulari del passato: una convivenza possibile. Eppure non siamo di fronte a una novità assoluta. In realtà i cellulari del passato non sono mai morti. Qualcuno ha continuato ad avere una lunga vita anche a fari spenti. Un esempio su tutti: il Nokia 1100 – l’entry level dei cellulari per eccellenza – con ben 250 milioni di pezzi è ancora oggi il telefonino più venduto di sempre; quando uscì fuori produzione (nel 2007) si poteva trovare certamente di meglio sul mercato, eppure la gente continuava a sceglierlo. È tutta questione di punti di vista. In campo ci sono due filosofie, due stili di vita, esigenze differenti che convivono anche nello stesso utente. Estrema affidabilità contro multimedialità, semplicità contro innovazione ad ogni costo, poche prestazioni (garantite) contro tanti strumenti (ma dipendenti da sistemi operativi e hardware in costante aggiornamento).

In ballo ci sono nomi e marchi ormai scomparsi o quasi – Motorola, Ericsson, Nec e, appunto, Nokia – ma non è solo la pura ricerca del vintage a spingere verso prodotti datati o comunque figli di tecnologie considerate da tutti superate. Chi sceglie questa strada punta soprattutto al risultato. Sono sempre di più quelli che in una mano hanno uno smartphone e nell'altra un telefonino classico: con il primo navigano, mandano mail, fanno video, foto, s'informano, giocano, lavorano in mobilità; con il secondo, però, hanno la certezza di essere sempre raggiungibili per giorni interi (impossibile rimanere senza carica, a meno che non lo si faccia apposta). Fin quando i telefoni di ultima generazione non forniranno alte prestazioni, superando soprattutto i limiti delle batterie installate oggi, la sensazione è che ci sarà sempre spazio per il caro e vecchio cellulare. Una ricerca Ofcom, poi, ha sottolineato come i dispositivi “non-smart” abbiano bisogno di un segnale dieci volte più debole degli smartphone per poter effettuare chiamate; in molti casi sono più leggeri dei modelli di nuova concezione; sicuramente più maneggevoli.
È boom per i siti specializzati in telefonia vintage. Non sono solo sensazioni, tendenze, richieste del mercato; a confermare quanto detto sinora sono i numeri. Non sempre, peraltro, si tratta di nostalgici della preistoria della telefonia mobile ad essere attirati dalla tecnologia anni '90. Speso anche i giovanissimi, che non hanno la minima idea di cosa voglia dire avere un cellulare che non si collega a Internet, guardano con interesse a questa marcia indietro sulla strada dell'innovazione, se non altro per la curiosità di capire cosa c'era prima. Altrimenti non si spiega il successo che alcuni siti specializzati nella vendita di cellulari old style ottengono ancora oggi. Per capirlo basta guardare poco lontano dall'Italia, in Francia: qui il precursore di questa nuova moda si chiama Lekki, un sito che dal 2010 ha iniziato a vendere cellulari di prima generazione ricondizionati; un lavoro meticoloso di ricerca per rimettere in circolazione telefoni ormai dimenticati che, tra l'altro, ha consentito di attenuare l'impatto ambientale dovuto allo smaltimento dei prodotti informatici. Una scommessa che si è tradotta in una grande vittoria: migliaia di pezzi venduti ogni anno, dai modelli classici a quelli più ricercati. Oggi Lekki, dopo sei anni, ha deciso di chiudere momentaneamente i battenti per rifarsi il look; ma non è un addio, è solo un arrivederci. Può darsi che abbia captato l’arrivo di una nuova ondata nostalgica e stia affilando le armi. Nel frattempo la sua eredità è stata raccolta dal sito gemello Vintagemobile, con gli stessi identici risultati.

Da: QUI


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Categorie: , Tecnologia


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Risposte - Commenti

Paolo

24/02/2017 17:09:31
Ecco i super nokia che amavano tutti erano indistruttibili e prendevano dapertutto che ricordi dei vecchi tempi.
7

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