Curva Nord contro Curva Sud, tipico del pallone di casa nostra: i due candidati alla presidenza della Figc rischiano di annullarsi a vicenda favorendo a quel punto il commissariamento

Roma
12:09 del 04/08/2014
Scritto da Albertone

E come nelle partite più belle del calcio italiano, in tipico stile da Belpaese, il finale è quello di una "guerra" fra Curva Sud e Curva Nord. Naturalmente noi non sappiamo resistere quando si tratta di schierarsi da una parte piuttosto che dall'altra, così anche la lotta per la presidenza della Federazione italiana giuoco calcio si è trasformata in una bagarre da stadio. Carlo Tavecchio contro Demetrio Albertini. O, come già l'hanno ribattezzato metà dei nostri connazionali, Tav-Vecchio contro il metronomo. Insomma, doveva essere una partita scontata, con un unico candidato. Chi? Naturalmente Tavecchio, da anni alla guida della serie D, ovvero di quei calciatori che non dovrebbero svolgere questa attività in Maniera professionale, e che invece godono spesso di rimborsi spese da Mille e una notte. Giri di soldi su cui Tavecchio farebbe bene a spalancare gli occhi. Partite che, da marzo in poi, possono terminare con qualunque risultato. Il motivo? Bisognerebbe chiederlo sempre a Tavecchio, a patto che lui accetti di dare una risposta.

Così, dopo il flop degli Azzurri al Mondiale del Brasile, il rinnovamento della Figc starebbe in una persona che del mondo professionistico non sa nulla e che tratta i giocatori di colore come delle marionette a cui appioppare battute varie. Vedi quelle relative alle banane. Ma può una persona che deve rappresentare il calcio italiano nel mondo anche solo pensare una simile sciocchezza? La risposta è no. Pazienza. Così, qualcuno ha dimostrato di essere più intelligente di lui. Tavecchio alla guida del nostro pallone non si può nè vedere e nè sentire. Si sono sfilate man mano metà delle società di calcio della nostra serie A. La Juventus nei suoi confronti è sempre stata più che scettica, medesimo atteggiamento per Fiorentina e Sampdoria che hanno preso le distanze. Fra le ultime anche Empoli e Cesena. Fedelissimo a Tavecchio, in serie A, rimane Adriano Galliani, ad del Milan che evidentemente stravede per questo personaggio sempre molto discusso. Cos'avrà mai di così originale? Forse il suo modo di fare.

Altra pasta, ovviamente, per Demetrio Albertini, uno di quei giocatori che quando era in campo non smetteva mai di collegare le gambe al cervello. Merce rara, ovviamente. Fedelissimo nel Milan degli anni Novanta, secondo nel Mondiale a stelle e strisce del 1994, già figura di spicco e di rappresentanza del nostro calcio. Le carte a suo favore? Il fatto di essere visto come un calciatore e non come l'ennesimo ciarlatano a caccia di poltrone e il fatto di aver già dimostrato di non dover pagare tributi a nessuno. Gli unici scettici nei suoi confronti sono i rappresentanti della Lega nazionale dilettanti, ovvero le persone che con Tavecchio hanno lavorato per anni. Le altre leghe si sono lentamente sfilate da Tavecchio, così come le associazioni che rappresentano calciatori ed allenatori. Sarà pure Curva Sud contro Curva Nord, ma la sensazione è che qualcosa si stia muovendo...


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Categorie: Calcio, Cronaca


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