Fra pochi giorni scade il termine massimo per l'acconto, entro la metà di dicembre sarà la volta del saldo. Ma è così facile compilare il modulo online?

Roma
07:58 del 11/10/2014
Scritto da Albertone

Ancora pochi giorni per versare l'acconto della Tasi. Di cosa? Sì, esatto: Tassa sui servizi indivisibili, più semplicemente Tasi. Una delle ultime novità del Governo che ha cestinato la vecchia Imu ed ha estratto dal cilindro l'ennesima sorpresa. Nulla di male se non fosse che ormai nessuno capisce più nulla. Al contrario, tutto dovrebbe essere più semplice se non fosse che a peggiorare la situazione ci si mette la necessità di compilare il modulo on line e le variabili impazzite dettate dalle esenzioni. Ci sono migliaia e migliaia di casi, col risultato che in tanti si stanno rifugiando dai commercialisti e molti altri hanno compilato il modulo in modo errato. In molti stanno cercando informazioni o effettuando le prove di calcolo per versare correttamente il dovuto.

Anche perchè a dover pagare non sono solo i proprietari di casa. E qui sta la prima rivoluzione. Per la prima volta il soggetto passivo del tributo non è individuato solo nel proprietario di casa, ma qualora sussista un contratto di locazione anche l'affittuario dovrà farsene carico parzialmente. Da dove si riparte? Dalla base imponibile che già era stata utilizzata per l'Imu. I numeri da inserire sono gli stessi. E chi non li ha fra le Mani? La pratica è più semplice del previsto. Per calcolare la base imponibile della Tasi basterà reperire le rendite catastali dell'immobile (spesso abbreviate come RC) e delle relative pertinenze, sommarle e poi valorizzarle per il 5%. Successivamente bisognerà moltiplicare il risultato ottenuto per 160; a questo punto è possibile applicare le aliquote deliberate dal singolo comune e sottrarre le eventuali detrazioni (qualora risultino presenti).

Tutto chiaro? Naturalmente non è così semplice come può sembrare. Ma, seguendo un ordine cronologico, ecco come fare per superare questo ennesimo scoglio Tasi. Innanzitutto recatevi in Comune e fatevi consegnare i dati relativi alla vostra abitazione. Quindi collegatevi sul sito internet comunale e inserite i dati nelle caselle di riferimento. Infine, stampate il modello con cui dovrete effettuare il pagamento. E, un giorno dopo, provate a ripetere l'operazione... rigorosamente a mano, spiegando i passaggi sopra elencati. La variabile che mischia la carte è naturalmente l'aliquota che ogni Comune applica sulla Tassa.

Tra i più noti si ricordano certamente Milano e Roma ma anche Napoli, Genova, Torino e Firenze dove sarà applicata l'aliquota massima sulle abitazioni, ovvero il 2.5 per mille al quale dovrà essere sommato lo 0.8 per mille previsto dalla legge. E per chiunque si trovasse in difficoltà? C’è una notizia buona e un’altra… che lo è decisamente di meno. In alcuni Comuni italiani i Modelli F24 per il pagamento sono arrivati a casa direttamente nella casella postale. Non sarà stata una gran notizia, ma almeno non è stata necessaria la trafila di numeri per giungere al pagamento dovuto. Invece, e questo dice molto dell’Italia, se vi recate in Comune per chiedere aiuto venite reindirizzati altrove.


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Categorie: Cronaca, Finanza


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