Il discorso è abbastanza chiaro, non si può dare ai comuni l'autonomia di gestire il bando per i nidi pubblici come meglio credono (il più delle volte, in maniera demenziale) e poi non dare nemmeno la possibilità di dedurre dalla base imponibile almeno una parte considerevole di quanto speso (o detrarre una percentuale decente e senza limiti, fate voi).

Cagliari
08:30 del 10/04/2017
Scritto da Luca

Il discorso è abbastanza chiaro, non si può dare ai comuni l'autonomia di gestire il bando per i nidi pubblici come meglio credono (il più delle volte, in maniera demenziale) e poi non dare nemmeno la possibilità di dedurre dalla base imponibile almeno una parte considerevole di quanto speso (o detrarre una percentuale decente e senza limiti, fate voi).

Non mi puoi fare il fertility day, eppoi dirmi che se vengono due gemelli, conviene che il genitore che guadagna meno si licenzi, perché tra retta del nido e giorni d'assenza quando uno dei due è malato, si finisce per prendere meno di quanto si spende...

E’ la politica infatti che sceglie cosa e quanto far detrarre ai cittadini. “E nella maggior parte dei casi per i contribuenti le agevolazioni concesse alle famiglie sono una miseria rispetto al resto dell’Unione. Le politiche degli ultimi tre governi non hanno fatto altro che penalizzare le famiglie invece di incentivarle in un Paese che sta drammaticamente invecchiando“, denuncia Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef.


Qualche esempio? Da quest’anno nelle linee guida 2017 fanno capolino agevolazioni per gite e mense scolastiche, corsi di lingua e di teatro, oltre a spese per la frequenza scolastica. Ma, su base annua, le cifre sono così esigue da far sorridere amaramente una famiglia italiana media. “La detrazione (19%, ndr) per le spese di frequenza sopra indicate è calcolata su un importo massimo di euro 564 per l’anno 2016 per alunno o studente”, spiega il documento dell’Agenzia. In pratica il beneficio annuo per il contribuente è di 107,16 euro per ogni figlio. Una somma che non copre neanche la mensa in una scuola pubblica. Figurarsi una gita scolastica, un corso d’inglese e di teatro che, per essere detraibili, devono peraltro essere preventivamente approvati dal consiglio scolastico. La situazione non è diversa per gli asili nido: la detraibilità è sempre al 19% su un importo massimo pari a 632 euro, cioè 120,08 euro annui corrispondenti a poco più di una decina di pacchi di pannolini per neonati.

Questa è la dimostrazione di una politica economica-sociale spostata tutta su impresa e attività privata a discapito dei lavoratori e famiglie. Perché non si documentano anche quali detrazioni e contributi si ricevono se si iscrive un figlio alle scuole paritarie?


Articolo letto: 461 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Paolo

10/04/2017 17:10:12
La natura dirompente delle Criptovalute tra le quali il bitcoin, innesca una serie di interrogativi sul versante tributario per l'impreditore che intende usare nella propria impresa .
9

Liviana

10/04/2017 10:24:23
VERGOGNA! Queste sono notizie che dovrebbero far riflettere " E, NON POCO " da quelli che votano questi ELEMENTI del P.U. PARTITO UNIFICATO, dovrebbero comprendere da chi siamo governati da anni. Ma queste notizie purtroppo non sono date dai media e TV, così la maggioranza del popolo è all'oscuro, salvo dare FALSE notizie MANIPOLATE.
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