La nuova dittatura comunista-catto-islamica, i cui adepti sono puro distillato di cretineria e si riconoscono per essere brutti nell'aspetto e soprattutto nell'anima, impone lo stupro come meccanismo di affermazione.

Torino
05:00 del 19/05/2017
Scritto da Gerardo

La nuova dittatura comunista-catto-islamica, i cui adepti sono puro distillato di cretineria e si riconoscono per essere brutti nell'aspetto e soprattutto nell'anima, impone lo stupro come meccanismo di affermazione. L'avanguardia delle bestie accolte in nome di un malinteso senso di solidarietà, che altri non è che un veloce mezzo per lavarsi la coscienza, stupra fisicamente costituendo la sponda sulla quale poggia lo stupro morale e culturale. Lo Stato è il primo colpevole ed è il primo responsabile. Le persone per bene, oggi, odiano lo Stato. La feccia lo ama. Situazione paradossale.

È l'ennesima umiliazione che, dopo la rapina e la brutale violenza sessuale sotto casa, Roberta dovrà subire. La giustizia italiana ha, infatti, stabilito che la donna non ha diritto ad alcun risarcimento.


Come racconta la Stampa, il tribunale di Torino glielo ha negato interpretando, in modo a dir poco discrezionale, una direttiva della Comunità Europea. "Per i giudici torinesi - si legge - la donna non avrebbe fatto tutto quello che era in suo potere per ottenere quel risarcimento direttamente dall’uomo che l'ha violentata".

Questo è volgare cinismo e menefreghismo tipico di gente rozza e ignorante, malgrado la strombazzata laurea in legge. E' una decisione contro natura, in cui la vita vera non viene presa in considerazione e le persone sono interpretate come codici a barre. La prima cosa che dovrà fare, una seria riforma della giustizia, sarà di spazzare via senza riguardi questa inetta e amorfa magistratura


Articolo letto: 182 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce


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Risposte - Commenti

Paolo

19/05/2017 18:47:28
Per chi commette questi reati nei confronti delle proprie mogli e fidanzate ci vorrebbe solo una lunga permanenza di carcere duro .
5

Corrado

19/05/2017 09:09:07
Non e' il tribunale di Torino è UN GIUDICE del tribunale di Torino che nega alla donna la possibilità di rivalersi sullo stato. Si tratta di persone, non di entità. Se sbagliano, se sono in malafede devono pagare i loro errori, come tutti. GIORNALISTI, PUBBLICATE I NOMI DEI GIUDICI!!!
5

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