ISIS? CIOÈ USA-SION-SAUD. ERDOGAN COME REAGIRÀ ORA? LUI CERTAMENTE CONOSCE PERFETTAMENTE CHI SI CELA DIETRO IL FANTOMATICO ISIS

Bari
11:59 del 02/01/2017
Scritto da Alberto

ISIS? CIOÈ USA-SION-SAUD. ERDOGAN COME REAGIRÀ ORA? LUI CERTAMENTE CONOSCE PERFETTAMENTE CHI SI CELA DIETRO IL FANTOMATICO ISIS

POTRÀ ESSERE UZBEKO O KIRGHISO, MA LA RELIGIONE È SEMPRE QUELLA. MA GUAI AD EVIDENZIARLO AI FALSAMENTE DEMOCRATICI, TI DAREBBERO SUBITO DEL RAZZISTA, MENTRE I TERRORISTI, BRAVA GENTE PER LORO, LI PORTANO A CASA, NOSTRA PURTROPPO, NON LA LORO, E A NOSTRO CARICO

C’è l’ombra nera dello Stato Islamico dietro la strage di Istanbul. L’Isis, infatti, ha rivendicato l’attentato che nella notte di capodanno è costato la vita a 39 persone presenti all’interno della discoteca Reina Club “Continuando le benedette operazioni che lo Stato islamico sta conducendo contro il protettore della croce, la Turchia, un eroico soldato del califfato ha colpito una delle più famose discoteche in cui i cristiani celebrano la loro festività apostata”, si legge nella dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Amaq, legata proprio al Califfato.  “Il governo apostata della Turchia – continua la rivendicazione – sappia che il sangue dei musulmani che viene sparso dai bombardamenti dei suoi aerei si trasformerà in fiamme nella sua casa”. Oltre che in arabo, per la prima volta il comunicato di rivendicazione è stato diffuso anche in lingua turca.


A ricondurre la strage di capodanno allo Stato Islamico erano già stati i quotidiani turchi Hurriyet e Karar. I due giornali, tra l’altro, citano fonti anonime che indicano una possibile origine dell’attentatore: potrebbe provenire da una nazione asiatica centrale, forse dall’Uzbekistan o Kyrgyzstan. Secondo gli investigatori il killer si è comportato in modo “professionale, addestrato e a sangue freddo”, dimostrando di aver in precedenza fatto sopralluoghi sul posto per raccogliere informazioni. I quotidiani turchi raccontano anche che Ankara il 30 dicembre ha ricevuto informazioni dagli Stati Uniti, sul rischio di un attacco da parte dello Stato islamico durante la notte di Capodanno a Istanbul o Ankara. Tuttavia, le informazioni non avrebbero specificato il presunto luogo dell’attentato.

A ventiquattr'ore dall'attacco quasi tutte le vittime sono state identificate. Resta da risolvere il dubbio di una vittima la cui nazionalità non è ancora certa, ma degli altri, ormai, qualcosa si sa.

Si sa che sotto i colpi esplosi dai caricatori dell'attentatore sono morti undici cittadini turchi, uno con doppia nazionalità belga. Si sa che gli altri erano sette sauditi, tre libanesi e tre iracheni, due tunisini, due indiani, due marocchini e due giordani, poi un cittadino dal Kuwait, uno dal Canada, come uno da Israele, Siria e Russia.


Un ventaglio di passaporti che racconta molto di Istanbul, disertata da mesi dal turismo occidentale di massa. E ad aggiungere ulteriori dettagli ci pensano le storie delle vittime, filtrate nella giornata di ieri dalla stampa turca.

A rimanere un mistero è che fine abbia fatto il killer, fuggito dopo l'attacco e dopo avere lasciato la sua arma sul luogo della strage.

La caccia all'uomo prosegue, mentre il ministero dell'Interno sostiene che ci siano alcuni indizi che dovrebbero permettere di arrivare alla verità e a catturarlo. L'Isis ha rivendicato intanto questa mattina l'attentato, in un comunicato in parla di un'azione contro una "festa cristiana" e contro la Turchia "protettrice della croce".

Nel mirino il luogo dove "i cristiani celebrano la loro festa apostata", si legge nel comunicato. Un'opinione - quella dell'apostasia dei festeggiamenti per il nuovo anno -, che è solo dell'Islam più radicale e non ha mai impedito ai turchi, nonostante polemiche e dibattiti, di festeggiare il Capodanno.

Il responsabile sarebbe dell'Asia Centrale: uzbeko, oppure kirghiso, secondo la stampa locale. Ciò che pare ormai certo è che non sia Ramazan İşan, l'uomo identificato ieri da foto che circolavano dopo l'attacco: "Mi sono riconosciuto online - ha raccontato alla stampa locale - e mi sono subito presentato alla polizia".


Articolo letto: 493 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Esteri


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Risposte - Commenti

Ottavio

02/01/2017 12:15:41
Vista la facilità con cui i terroristi hanno evitato tutti i controlli, si ipotizza che uno degli attentatori fosse un poliziotto.
Anche l'assassino dell'ambasciatore russo era un poliziotto.
Come dimostrano i tristi episodi della "uno bianca", i poliziotti infedeli sono pericolosissimi e quindi io sarei immensamente felice se in futuro, in Italia, l'essere laici, diventasse un requisito fondamentale per poter diventare un poliziotto
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