Il primo Battlefront era arrivato sul mercato un po' di fretta, probabilmente "costretto" ad esordire in un preciso periodo dell'anno dall'uscita dell'attesissimo Episodio VII.

Bari
10:00 del 22/08/2017
Scritto da Gregorio

 

Il primo Battlefront era arrivato sul mercato un po' di fretta, probabilmente "costretto" ad esordire in un preciso periodo dell'anno dall'uscita dell'attesissimo Episodio VII. Si è rivelato, proprio per questo motivo, uno shooter solido, perlomeno nel gunplay e nel colpo d'occhio, ma con qualche problema strutturale e contenutistico: dalla difficoltà nel bilanciare tutti gli elementi di gioco, all'assenza di una modalità single player richiesta a gran voce sostanzialmente da molti utenti. 
Gettate in ogni caso delle fondamenta ludiche e tecniche più che stabili, con Battlefront 2DICE ha potuto lavorare per rimuovere selettivamente queste mancanze, affiancata per altro da altri due team, ovvero Criterion ed il neonato Motive Studios, capitanato dalla ben nota Jade Raymond. 
Grazie agli sforzi congiunti di questo tris, il sequel si presenterà sul meracto - a partire dal prossimo 17 Novembre, più imponente che mai, e con una campagna decisa a conquistare tutti i fan di Guerre Stellari.
Proprio quella dell'avventura Single Player è la novità che per prima balza all'occhio, forse anche per la strada decisamente coraggiosa che i team di sviluppo hanno deciso di calcare. Quando fu annunciata la presenza di questo Story Mode, in molti pensarono che ci saremmo trovati di fronte a qualcosa di simile alle War Stories di Battlefield 1: una serie di missioni ambientate nei vari teatri di guerra della lotta fra Impero e Alleanza Ribelle.


Prima di tutto, è fondamentale sottolineare quanto la potenza bruta del motore di gioco Frostbyte regali un'immagine a schermo in grado di sposare pienamente le aspettative di un pubblico viziato da un capitolo precedente graficamente esplosivo. I laser invadono lo schermo, esattamente nella stessa maniera in cui le navi più o meno piccole costellano il fondale nero del profondo universo, sfrecciando a destra e a manca per la mappa di gioco. Una mappa molto vasta che lascia ai giocatori la possibilità di esibirsi in voli acrobatici degni dei film da cui traggono ispirazione. In particolare Fondor era costituita dalla presenza di uno Star Destroyer imperiale da abbattere, con la battaglia che imperversava proprio nelle sue adiacenze. Le fasi di questo scontro, come oramai è consuetudine per molte modalità dell'universo di Battlefront e, similmente a quelle che in precedenza avevano caratterizzato l'antenato, sono tre e donano un ritmo particolare al combattimento. Prendendo le parti dei ribelli, nella prima è necessario sconfiggere le due Light Cruisers imperiali, nella seconda bisogna invece colpire i generatori degli scudi fino alla loro distruzione, nella terza invece abbattere i giunti e poi attaccare il reattore. Prendendo invece quelle degli imperiali bisogna semplicemente impedire le suddette, sconfiggendo non soltanto le navi nemiche, ma anche tutte quelle vengono segnalate come obiettivo, dominate dalle Corvette ribelli: controllate dalla IA, estremamente coriacee e molto fastidiose se lasciate libere di colpire nel bel mezzo della mappa.



Un universo da rispettare
Per la scelta del veicolo personale invece abbiamo trovato rispettivamente X-Wing, A-Wing, Y-Wing e Tie Fighter, Tie Strikers, Tie-Bomber, tutti appartenenti alla trilogia originale e che ricoprono il ruolo di caccia a tutto tondo, caccia leggero, e caccia pesante. A ciascuno di essi sono associate, oltre alle classiche manovre e pattern di attacco con i laser, tre diverse abilità con cooldown, in modo da cambiare totalmente l'approccio al match. Poi si aggiungono alcune carte, tra cui è possibile sceglierne due, che forniscono perks passivi al mezzo, migliorando per esempio i tempi di raffreddamento dei laser. Ci sarà poi la possibilità di utilizzare in altre mappe i veicoli appartenenti ai diversi periodi storici della saga di Star Wars, come quello repubblicano dei capitoli I-II-III.
Una volta ottenuto un buon punteggio durante la partita, viene concessa al giocatore la possibilità di accedere a veicoli unici, legati a doppio filo a personalità note dell'universo di Star Wars, su tutti il Millenium Falcon di Yan Solo e la Slave I di Boba Fett. Questi non sono legati alla mappa e perciò possono generare anacronie durante gli scontri, che i puristi faranno fatica ad accettare.
Pad alla mano il gioco si è rivelato immediato, con un'astrazione dei comandi tale da rendere l'azione più immersiva possibile, senza che il giocatore debba scervellarsi di fronte a combinazioni complesse di tasti, e tale da permettere un controllo impeccabile del mezzo anche con la interessantissima visuale in prima persona.

 


Articolo letto: 67 volte
Categorie: , Videogames


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook