Nature, nota rivista scientifica, ha accusato di frode e di inattendibilità scientifica il ricercatore Italiano Vannoni, creatore del metodo Stamina che potrebbe ottenere fondi dal ministero per 3 mln di euro.

Roma
10:54 del 03/07/2013
Scritto da Carmine

In questo periodo si è parlato molto delle ricerche condotte sulle staminali e delle grandi opportunità che offrirebbero in ambito medico. Tra i ricercatori spicca l'italiano Davide Vannoni, medico e presidente del metodo Stamina, una tecnica che prevede l’estrazione di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro Manipolazione in vitro, e poi l’infusione negli stessi pazienti, al fine di curare malattie mortali.

Il metodo Stamina di Vannoni ha avuto una certa risonanza mediatica in Italia, al punto che sotto pressione pubblica, alimentata dalla speranza dei pazienti di trovare una cura per malattie altrimenti inguaribili, Vannoni ha chiesto al ministero della Salute una sperimentazione clinica del metodo Stamina, con un finanziamento di 3 milioni di euro.

La sperimentazione clinica italiana supportata a dal governo sarebbe dovuta iniziare l'1 luglio, ma è in ritardo perché Vannoni ha rimandato per tre volte l’impegno di rivelare il suo metodo al comitato di nomina governativa che preparerà il trial.

Il mistero del metodo Vannoni però si infittisce ulteriormente da quando la nota rivista scientifica 'Nature' ha pubblicato un articolo su internet in cui si scaglia apertamente contro il metodo Stamina, accusandolo di Frode scientifica.

L'articolo online, intitolato 'il trial italiano sulle cellule staminali basato su dati fallaci' evidenzia come le immagini utilizzare da Vannoni per documentare il suo lavoro (e che poi sono state inserite nel brevetto presentato nel 2010), in realtà siano state 'duplicate da precedenti e non correlati studi'. Nello specifico, sarebbe delle microfotografie già utilizzate da un team di ricerca russo pubblicato nel 2003.

Nature spiega perché il metodo Stamina non sia attendibile: 'La terapia prevede l’estrazione di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro, e poi l’infusione negli stessi pazienti. Vannoni ha ripetutamente evitato di rivelare i dettagli del suo metodo al di là di quelli disponibili nella sua domanda di brevetto, che ha indicato come completata. Nature ha scoperto in maniera indipendente che una microfotografia chiave presente in questa domanda di brevetto, raffigurante due cellule nervose che sembrano apparentemente diffeRenziate dalle cellule stromali del midollo osseo, non è originale'.

Infatti non è un caso se l'anno precedente l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha dato esito negativo ‘pre-finale’ al brevetto di Vannoni, nonostante sia possibile ripresentare il dossier, cosa che Vannoni non ha fatto. Nel rifiuto si nota che nell’applicazione non erano inclusi dettagli sufficienti sulla metodologia: la differenziazione delle cellule del midollo osseo in cellule nervose 'è improbabile che si verifichi durante il tempo di incubazione molto breve descritto', così come 'la comparsa di cellule simil-nervose nella coltura rischia di riflettere cambiamenti citotossici'.

Elena Cattaneo, ricercatrice di staminali a Milano, ha riferito: 'Le cellule del midollo osseo possono differenziarsi solo in cellule dell’osso, della pelle e della cartilagine. L’idea che possano trasformarsi in altri tipi di cellule è alla base del potenziale terapeutico rivendicato nel brevetto di Vannoni. Ma nessuno ha mai dimostrato in maniera convincente che le cellule del midollo osseo possano differenziarsi in cellule nervose'.

Vannoni difende il suo metodo Stamina affermando che la natura dell'articolo sia Politica e che non svelerebbe nessun segreto: 'Noi abbiamo sempre lavorato e condiviso materiale con i russi e con gli ucraini, che ci hanno aiutato a perfezionare la metodica. Non c’è niente di trafugato e ho già detto in varie occasioni che il nucleo della metodica deriva dagli studi di due scienziati russi. Questo traspare anche dalla documentazione che ho consegnato in Parlamento e infatti io non ho mai detto di essere l’unico scopritore del metodo Stamina.'

Adesso la palla passa alla commissione del comitato scientifico della sperimentazione sul metodo Stamina, che ancora deve approvare l'erogazione dei fondi. Bruno Dalla Piccola, che farà parte del comitato, ha riconosciuto che l'articolo ha suscitato una certa impressione e potrebbe avere peso, di conseguenza, secondo l’esperto, non si potrà fare finta di niente. A questo punto non resta che attendere le indicazioni del ministero, e scoprire se la sperimentazione partirà, poiché il protocollo deve ancora essere consegnato e urge fare chiarezza sulla questione.

In questo periodo si è parlato molto delle ricerche condotte sulle staminali e delle grandi opportunità che offrirebbero in ambito medico. Tra i ricercatori spicca l'italiano Davide Vannoni, medico e presidente del metodo Stamina, una tecnica che prevede l’estrazione di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro, e poi l’infusione negli stessi pazienti, al fine di curare malattie mortali.

Il metodo Stamina di Vannoni ha avuto una certa risonanza mediatica in Italia, al punto che sotto pressione pubblica, alimentata dalla speranza dei pazienti di trovare una cura per malattie altrimenti inguaribili, Vannoni ha chiesto al ministero della Salute una sperimentazione clinica del metodo Stamina, con un finanziamento di 3 milioni di euro.

La sperimentazione clinica italiana supportata a dal governo sarebbe dovuta iniziare l'1 luglio, ma è in ritardo perché Vannoni ha rimandato per tre volte l’impegno di rivelare il suo metodo al comitato di nomina governativa che preparerà il trial.

Il mistero del metodo Vannoni però si infittisce ulteriormente da quando la nota rivista scientifica 'Nature' ha pubblicato un articolo su internet in cui si scaglia apertamente contro il metodo Stamina, accusandolo di Frode scientifica.

L'articolo online, intitolato 'il trial italiano sulle cellule staminali basato su dati fallaci' evidenzia come le immagini utilizzare da Vannoni per documentare il suo lavoro (e che poi sono state inserite nel brevetto presentato nel 2010), in realtà siano state 'duplicate da precedenti e non correlati studi'. Nello specifico, sarebbe delle microfotografie già utilizzate da un team di ricerca russo pubblicato nel 2003.

Nature spiega perché il metodo Stamina non sia attendibile: 'La terapia prevede l’estrazione di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro, e poi l’infusione negli stessi pazienti. Vannoni ha ripetutamente evitato di rivelare i dettagli del suo metodo al di là di quelli disponibili nella sua domanda di brevetto, che ha indicato come completata. Nature ha scoperto in maniera indipendente che una microfotografia chiave presente in questa domanda di brevetto, raffigurante due cellule nervose che sembrano apparentemente differenziate dalle cellule stromali del midollo osseo, non è originale'.

Infatti non è un caso se l'anno precedente l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha dato esito negativo ‘pre-finale’ al brevetto di Vannoni, nonostante sia possibile ripresentare il dossier, cosa che Vannoni non ha fatto. Nel rifiuto si nota che nell’applicazione non erano inclusi dettagli sufficienti sulla metodologia: la differenziazione delle cellule del midollo osseo in cellule nervose 'è improbabile che si verifichi durante il tempo di incubazione molto breve descritto', così come 'la comparsa di cellule simil-nervose nella coltura rischia di riflettere cambiamenti citotossici'.

Elena Cattaneo, ricercatrice di staminali a Milano, ha riferito: 'Le cellule del midollo osseo possono differenziarsi solo in cellule dell’osso, della pelle e della cartilagine. L’idea che possano trasformarsi in altri tipi di cellule è alla base del potenziale terapeutico rivendicato nel brevetto di Vannoni. Ma nessuno ha mai dimostrato in maniera convincente che le cellule del midollo osseo possano differenziarsi in cellule nervose'.

Vannoni difende il suo metodo Stamina affermando che la natura dell'articolo sia politica e che non svelerebbe nessun segreto: 'Noi abbiamo sempre lavorato e condiviso materiale con i russi e con gli ucraini, che ci hanno aiutato a perfezionare la metodica. Non c’è niente di trafugato e ho già detto in varie occasioni che il nucleo della metodica deriva dagli studi di due scienziati russi. Questo traspare anche dalla documentazione che ho consegnato in Parlamento e infatti io non ho mai detto di essere l’unico scopritore del metodo Stamina.'

Adesso la palla passa alla commissione del comitato scientifico della sperimentazione sul metodo Stamina, che ancora deve approvare l'erogazione dei fondi. Bruno Dalla Piccola, che farà parte del comitato, ha riconosciuto che l'articolo ha suscitato una certa impressione e potrebbe avere peso, di conseguenza, secondo l’esperto, non si potrà fare finta di niente. A questo punto non resta che attendere le indicazioni del ministero, e scoprire se la sperimentazione partirà, poiché il protocollo deve ancora essere consegnato e urge fare chiarezza sulla questione.


Articolo letto: 1391 volte
Categorie: Medicina, Salute, Scienze


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Risposte - Commenti

07/07/2013 21:22:08
La trovo una cosa veramente orrenda ! Rimango sempre più allibita dal modo di agire delle persone ! Fare false illusioni e speranze a gente che davvero sta male e fa di tutto pur di non mollare ! Guardate .. Smuoviamo un po' lo stato !! ! ! !
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Albertone

03/07/2013 15:58:56
Se davvero dietro alle stamine ci sia stato qualcosa di irregolare, di illecito, di moralmente errato, lo Stato ha il dovere di perseguire penalmente oltre che civilmente gli autori di tutto questo. Perché sulla salute della gente, soprattutto di chi è malato e dei famigliari che sperano in una guarigione, non si può scherzare o lucrare. Figurarsi imbrogliare.
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