STELLE CADENTI D'AUTUNNO IN ARRIVO - Tra la notte internazionale per l’osservazione della Luna e sfilate di pianeti nel cielo autunnale del mese, astronomicamente parlando ottobre ha ancora in serbo appuntamenti speciali tutti gli appassionati.

Bologna
08:00 del 22/10/2019
Scritto da Samuele

STELLE CADENTI D'AUTUNNO IN ARRIVO - Tra la notte internazionale per l’osservazione della Luna e sfilate di pianeti nel cielo autunnale del mese, astronomicamente parlando ottobre ha ancora in serbo appuntamenti speciali tutti gli appassionati. Tornano infatti in questi giorni le Orionidi, lo sciame meteorico che avrà il proprio picco nella giornata del 22 ottobre.

In realtà, spiegano dall’Unione astrofili italiani (Uai), le Orionidi non presentano un unico picco, ma più picchi a causa della distribuzione variabile delle meteore, sparsi nelle giornate che vanno dal 18 al 23 ottobre. Giornate che, almeno sulla carta e senza considerare le condizioni meteo locali, saranno propizie per l’osservazione delle meteore, con la Luna all’ultimo quarto il 21 del mese.


STELLE CADENTI D'AUTUNNO IN ARRIVO - Come spiega l’UAI, le Orionidi sono originate da particelle perse dalla cometa Halley (che ci ha “fatto visita” l’ultima volta nel 1986) durante vecchi passaggi vicino al Sole e non hanno, in realtà, un unico massimo, ma una serie di variazioni della frequenza soprattutto tra il 18 e il 23 ottobre. Con un po’ di fortuna, potremmo vedere tra le 10 e le 30 meteore all’ora. La fascia oraria migliore sarà dalla mezzanotte fino alle 3.30 circa.

Il loro nome deriva dal radiante, ovvero dal punto dove sembrano originarsi, localizzato nella costellazione di Orione, facile da individuare sull’orizzonte a Est per la caratteristica ‘Cintura’, ovvero l’insieme di tre stelle, praticamente allineate su una stessa retta, al centro della costellazione (la stella principale è Sirio, identificata nella mappa che mostra il cielo del 23 ottobre all’1 circa).

Ma attenzione: le Orionidi, avverte EarthSky, sono meteore estremamente veloci, viaggiando nell’atmosfera a 66 chilometri al secondo (più di 237 mila chilometri orari) e anche piuttosto deboli. Comunque una  buona parte di loro lascia scie persistenti (tracce di gas ionizzati) che durano per alcuni secondi dopo che la stessa meteora è in realtà sparita (ma i desideri valgono lo stesso!). Inoltre, a volte, possono essere eccezionalmente luminose e spezzarsi in frammenti ancora visibili.


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Categorie: , Curiosità, Scienze


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