Doveva essere un centro oncologico d’eccellenza, da creare in una Regione dove da sempre i pazienti sono costretti a migrare per ricevere cure adeguate. Solo che a dieci anni dall’ipotetico inizio dei lavori di quel polo ospedaliero specializzato nella cura dei tumorinon c’è traccia.

Palermo
08:30 del 28/10/2016
Scritto da Luca

LA LEGGE ANTI-CORRUZIONE GIACE IN PARLAMENTO – Il federalismo all’italiana sta producendo sprechi inenarrabili. Moltiplica e clona su scala locale i guasti “centrali”. Intanto il Parlamento non riesce ancora a sfornare la legge anti-corruzione, caldamente invocata dal presidente Giorgio Napolitano.  

L’INTERVENTO DEL GOVERNO – La disciplina delle spese dei gruppi consiliari è un ottimo esempio di maionese impazzita. Ognuno fa da sé. Vale il principio dell’autonomia. Ma c’è un filo rosso che unisce molti dei regolamenti adottati dai consigli: partiti e consiglieri, non sono tenuti a giustificare le spese sostenute con scontrini o fatture. Nel migliore dei casi basta un’autocertificazione. E quando gli obblighi di legge ci sono, mancano i controlli. Il governo Monti sta valutando un intervento per frenare le spese delle Regioni:  riduzione dei costi e controlli. Già nel consiglio dei ministri di venerdì verranno decisi i primi provvedimenti sui costi standard del federalismo fiscale. E anche il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani porterà oggi nella Conferenza delle Regioni quella che definisce un’urgenza: «Riduzione dei costi, trasparenza, terzietà dei controlli».  

Doveva essere un centro oncologico d’eccellenza, da creare in una Regione dove da sempre i pazienti sono costretti a migrare per ricevere cure adeguate. Solo che a dieci anni dall’ipotetico inizio dei lavori di quel polo ospedaliero specializzato nella cura dei tumorinon c’è traccia. E si sono persi per strada pure i quasi 40 milioni – in gran parte di provenienza europea – investiti per la sua costruzione. Succede a Messina, in Sicilia, dove ogni anno la mobilità passiva (e cioè i pazienti che vanno a curarsi altrove) costa alle casse regionali fino a 160 milioni di euro. È per questo motivo che l’accordo di programma quadro sottoscritto tra la Regione Siciliana e i ministeri della Salute e dell’Economia il 23 dicembre del 2003 prevedeva la costruzione di un centro oncologico d’eccellenza all’interno dell’ospedale Papardo della città sullo Stretto. Costo dell’investimento? Un milione e mezzo l’avrebbe messo la Regione, 10 milioni lo Stato e 27 milioni arrivavano invece da risorse comunitarie. Totale: più di 39 milioni di euro, quasi completamente erogati. A certificarlo è il portale Opencoesione, il sito che monitora l’utilizzo dei fondi europei: il 97 percento dei pagamenti – e quindi 37 milioni e 200 mila euro – risulta infatti già completato al 30 aprile del 2016.

Peccato, però, che a Messina non abbiano visto nemmeno l’ombra del polo oncologico d’eccellenza che doveva iniziare ad essere costruito nel 2006. Il motivo? Il piano di riordino sanitario dell’ex assessore alla Salute Massimo Russo, che nel 2009 prevedeva l’accorpamento dell’ospedale Papardo – quello dove doveva sorgere il centro oncologico – con un’altra struttura sanitaria messinese, il Piemonte, accantonando di fatto il progetto del centro oncologico. “In questo modo le risorse dovevano essere dirottate alla ristrutturazione di alcuni locali dell’ospedale Papardo per accogliere i servizi e le unità operative del Piemonte: solo che nel frattempo quei soldi risultavano già spesi e contabilizzati per la costruzione del polo oncologico, come dimostra proprio il portale Opencoesione”, dice Pippo Pracanica, presidente siciliano di Cittadinanzattiva, che ha prodotto un dettagliato dossier sulla vicenda. A sollevare la questione della mancata realizzazione del polo oncologico, tra l’altro, era stato lo stesso direttore generale dell’ospedale Papardo, il dottor Michele Vullo. “Dopo l’insediamento abbiamo trovato dispositivi medici e arredi ammassati senza essere stati mai inventariati e utilizzati con evidente danno erariale. Sono stati spesi 38 milioni di euro e né il primo obiettivo, polo oncologico, né il secondo, accorpamento dei servizi e delle unità operative, è stato perseguito da tutti i soggetti, istituzionali e non, deputati a farlo”, scriveva il manager all’assessorato alla salute nel luglio del 2015.


“Siamo di fronte ad una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini”, avvertiva sempre Vullo nella sua missiva, inviando segnalazioni alla procura peloritana e alla Corte dei conti. La vicenda nel frattempo finisce all’Assemblea regionale siciliana, con Valentina Zafarana del Movimento 5 Stelle che deposita un’interrogazione all’assessorato alla Salute. La richiesta principale della deputata grillina: “Accertare che i fondi finalizzati alla realizzazione del centro oncologico siano stati utilizzati esclusivamente per tali finalità”. Come rispondono dall’assessorato? Confermando che “con le nuove previsioni della rete ospedaliera regionale il finanziamento del polo oncologico non rivestiva più carattere d’attualità e si è ritenuto di concretizzare l’investimento nei lavori di ristrutturazione degli spazi esistenti del presidio”. Ma perché allora nel portale Opencoesione si continua a considerare quei 39 milioni di euro come fondi utilizzati per la costruzione di un polo oncologico che, come detto, non ha mai visto la luce? “La dizione dell’intervento- scrivono dall’assessorato – ancorché si realizzassero le opere descritte, è rimasta immutata per questioni inerenti semplificazioni sulla procedura”. Tradotto: per semplificare gli iter burocratici si è continuato a considerare quel somme di denaro– in gran parte provenienti da Bruxelles – come fondi utilizzati per il polo oncologico: e poco importa se ciò non corrisponda al vero. Una situazione confermata, tra l’altro, anche alla Commissione europea, che rispondendo a un’interrogazione di Michela Giuffrida, europarlamentare del Pd, scrive: “Stando alle informazioni trasmesse dall’autorità di gestione l’intervento previsto inizialmente concerneva in effetti la realizzazione di un polo oncologico d’eccellenza presso l’ospedale Papardo di Messina. In seguito alle nuove norme in materia di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, le attività di oncologia sono state concentrate nel policlinico universitario ed è stata posta in atto una nuova struttura in cui confluiscono gli ospedali Papardo e Piemonte di Messina. Il finanziamento di 38,5 milioni di euro è stato quindi destinato alla ristrutturazione di spazi e di edifici della nuova struttura Papardo-Piemonte, pur mantenendo la denominazione iniziale (polo oncologico). La modifica in questione è stata oggetto di verifiche e di autorizzazioni da parte delle autorità competenti”. Come dire: il dirottamento quelle somme dalla creazione di un centro oncologico d’eccellenza alla ristrutturazione della struttura Papardo – Piemonte, seppur autorizzato da Bruxelles, corrisponde ad una precisa scelta politica dell’assessorato alla salute siciliano.

“Questa situazione sta provocando effetti quantomeno dannosi non solo sotto il profilo sanitario, ma anche economico – finanziario, dato che la mobilità sanitaria comporta un aggravio di costi a carico del paziente stesso e dell’erario regionale, su cui annualmente grava un costo di migrazione passiva stimato tra 150 e 160 milioni di euro”, dice il presidente di Cittadinanzattiva, che adesso chiama in causa il ministero. “Abbiamo inviato un dettagliato report sulla vicenda al ministro Beatrice Lorenzin: attendiamo una risposta a breve, vogliamo sapere che fine hanno fatto quei 39 milioni. In caso contrario siamo pronti a denunciare il ministero per omissioni in atti d’ufficio”.

Una situazione confermata, tra l’altro, anche alla commissione europa, che rispondendo a un’interrogazione di Michela Giuffrida, europarlamentare del Pd, scrive: “Stando alle informazioni trasmesse dall’autorità di gestione l’intervento previsto inizialmente concerneva in effetti la realizzazione di un polo oncologico d’eccellenza presso l’ospedale Papardo di Messina. In seguito alle nuove norme in materia di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, le attività di oncologia sono state concentrate nel policlinico universitario ed è stata posta in atto una nuova struttura in cui confluiscono gli ospedali Papardo e Piemonte di Messina. Il finanziamento di 38,5 milioni di euro è stato quindi destinato alla ristrutturazione di spazi e di edifici della nuova struttura Papardo-Piemonte, pur mantenendo la denominazione iniziale (polo oncologico). La modifica in questione è stata oggetto di verifiche e di autorizzazioni da parte delle autorità competenti”. Come dire: il dirottamento quelle somme dalla creazione di un centro oncologico d’eccellenza alla ristrutturazione della struttura Papardo – Piemonte, seppur autorizzato da Bruxelles, corrisponde ad una precisa scelta politica dell’assessorato alla salute siciliano.


Articolo letto: 474 volte
Categorie: Cronaca, Denunce, Salute


Domanda Rank Italia
Dai un tuo parere sul polo oncologico MAI NATO in Sicilia, MA PAGATO DA NOI!
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Romolo

28/10/2016 10:32:41
Come al solito i soldi spariscono senza sapere come.Questa volta spero che i ministri facciaono luca su questa vicenda considerando che giustamente i malati di tumori della sicilia non possono arrivare al nord per curarsi è un diritto che loro possano curarsi e stare con i loro cari!!! Vergognatevi.
5

Giovanna

28/10/2016 09:57:14
la sicilia ha prodotto i migliori politici italiani e ha sempre votato gente vicina ad andreottie berlusconi. siccome è a statuto speciale lo stato non dovrebbe mandare un euro. ma siccome i politici collusi e corrotti in sicilia hanno trovato il loro regno arrivano sempre soldi pubblici, per opere inesistenti o ponti che crollano senza terremoti.certamente alfano non la pensa come me
5

Angela

28/10/2016 09:49:58
Abbiamo il DOVERE MORALE di liberarci dei personaggi di quart'ordine che sgovernano questo sciagurato paese.

Iniziamo con un bel NO al referendum
6

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook