Arriva il reddito minimo d’inclusione per i soggetti bisognosi: si tratta di una misura di contrasto alla povertà chiamata Sia, Sostegno per l’inclusione attiva, che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate

Palermo
06:40 del 05/08/2016
Scritto da Gregorio

Arriva il reddito minimo d’inclusione per i soggetti bisognosi: si tratta di una misura di contrasto alla povertà chiamata Sia, Sostegno per l’inclusione attiva, che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate. L’attivazione della misura, operativa dal prossimo 2 settembre, è stata appena annunciata dall’Inps [1].

Per aver diritto al sussidio, che sarà erogato con una carta prepagata, come la Social Card, nel nucleo familiare devono essere presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata. Inoltre, per avere il sussidio si deve obbligatoriamente aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dal proprio Comune, assieme ai servizi per l’impiego, ai servizi sanitari, alle scuole e ad alcuni enti privati e no profit.

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Il Sia, infatti, non è un’elemosina, ma ha la finalità di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.

SIA: CHI NE HA DIRITTO

Hanno diritto al Sia:

– i cittadini italiani o comunitari;

– i familiari di un cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

– i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Gli interessati devono inoltre possedere i seguenti requisiti:

– residenza in Italia da almeno due anni (al momento della presentazione della domanda);

– assenza, nel nucleo familiare, di componenti in possesso di:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la richiesta;
  • autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc  o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 3 anni precedenti la richiesta;

– presenza, nel nucleo familiare, di almeno un componente minorenne, di un disabile e di almeno un suo genitore, o di una donna in stato di gravidanza accertata;

– ISEE (l’indicatore della situazione economica) del nucleo familiare inferiore o uguale a 3.000 euro;

– presenza di trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale a qualunque titolo, concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, non superiori a 600 euro mensili;

– assenza di componenti del nucleo familiare titolari di NaspiAsdiSocial Card disoccupati (carta acquisti sperimentale), o di altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.

SIA: PUNTEGGIO

Il diritto al Sia dipende, oltreché dai requisiti elencati, anche da unindicatore riferito alle condizioni del nucleo familiare al momento della presentazione della domanda, il cui valore deve essere superiore o uguale a 45.


L’indicatore si chiama valutazione multidimensionale del bisogno ed è determinato dai carichi familiari, che danno diritto a un massimo di 65 punti, dalla condizione economica, del valore massimo di 25 punti (al valore massimo di 25 punti si sottrae il valore dell’ISEE, diviso per 120 e dalla condizione lavorativa, che vale al massimo 10 punti, secondo il numero dei componenti in età in stato di disoccupazione.

SIA: A QUANTO AMMONTA

Il Sia, che viene erogato ogni 2 mesi tramite carta prepagata, ammonta a:

– 80 euro, se il nucleo familiare ha un solo membro;

– 160 euro, se ci sono 2 membri;

– 240 euro, se i membri sono 3;

– 320 euro, se i membri sono 4;

– 400 euro, se i membri sono 5 e più.

SIA: COME FARE DOMANDA

Per richiedere il Sia è innanzitutto fondamentale essere in possesso di una Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) in corso di validità: si tratta della dichiarazione da cui è determinato l’indice Isee, cioè l’indicatore che “misura” la ricchezza di una famiglia.

La domanda può essere presentata, a partire dal 2 settembre 2016, direttamente al proprio Comune di appartenenza. Il Comune deve poi inoltrare la domanda all’Inps, perché l’istituto verifichi la sussistenza delle condizioni previste per l’erogazione del sussidio (ISEE, presenza di eventuali altre prestazioni di natura assistenziale, situazione lavorativa etc.).

Il gestore del servizio (probabilmente Poste Italiane, come per l’attualecarta acquisti) provvede poi a distribuire e gestire le carte prepagate, provvedendo all’accredito periodico degli importi dovuti.

SIA: IL PROGETTO PERSONALIZZATO DI PRESA IN CARICO

Come accennato, le famiglie beneficiarie del Sia dovranno aderire a unprogetto personalizzato predisposto dai servizi sociali del Comune di residenza, volto al superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

I progetti saranno realizzati tramite i servizi sociali e in sinergia con i centri per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con i soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà: i programmi saranno finalizzati principalmente alla ricerca attiva di lavoro, per mezzo di interventi come i tirocini, le borse-lavoro o formazione e potranno prevedere anche percorsi attivi nella cura dei figli (scuola, salute, ecc.).


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Categorie: Economia, Guide


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