Matteo Renzi ha aumentato la cifra massima di uso dei soldi contanti: da mille a tremila euro. Qualcuno ha contestato questa scelta e Giampiero Mughini non ci sta

Verona
11:30 del 16/10/2015
Scritto da Samuele

Matteo Renzi ha aumentato la cifra massima di uso dei soldi contanti: da mille a tremila euro. Qualcuno ha contestato questa scelta e Giampiero Mughini non ci sta. In uno dei suoi interventi su Dagospia, il giornalista critica, ad esempio, il professor Vincenzo Visco (ex ministro di un governo Prodi), Milena Gabanelli e Pier Luigi Bersani. "Hanno detto tutti cose sacrosante. Che più contanti metti in giro e più favorisci la piccola evasione fiscale, che pure conta al 20 per cento dell’evasione totale (...)".

Tutto vero, secondo Mughini, però... "Nella gran parte dei Paesi europei quel vincolo all’uso del contante non c’è, perché quei Paesi europei nulla hanno in comune con il nostro specialissimo e devastatissimo Paese. Un Paese sovrano quanto all’evasione di ogni tassa e di ogni obbligo possibile e immaginabile. Tutti che evadono il possibile, e ovvio che l’essere di sinistra o di destra non c’entra nulla".

Secondo Visco l’uso del contante dovrebbe essere ridotto a 500 euro. "L’ex ministro Visco è un uomo salace", ribatte Mughini, "e io lo apprezzo come tale. Mi piacerebbe infinitamente averlo di fronte, solo che io gratis ai talk-show non vado mai. Non penso affatto che sia un Virtuoso di mestiere. Penso che sia un partitante della politica e dice le cose che giovano ed elettrizzano la sua parte politica. Quando era ministro, il suo governo retrocedette dall’impegno di ridisegnare le aspettative pensionistiche (e relative spese dello Stato) e questo perché i loro elettori erano innanzitutto pensionati della Cgil e volevano i soldi della pensione il più presto possibile, e anche se erano ancora dei giovanotti di 58-60 anni". Conclude Mughini: "Se la sua sciagurata idea di limitare l’uso dei contanti a 500 euro a botta diventasse legge, io sarei nei guai sul come pagare la mia colf filippina. (...) Alla mia colf do 530 euro netti al mese per un terzo di ore di lavoro mensili, e dunque la pago il doppio di una ricercatrice universitaria". E se non fosse chiaro, Mughini aggiunge: "Il problema di quanto e come esiste, epperò non ci dovete rompere i coglioni"

Infine, la confessione: evado il Fisco. "Io evaderò sempre, caro professore", svela Giampiero Mughini. "La volta che viene da me un idraulico, lavora dieci minuti o forse meno, mi chiede 100 euro + Iva ed è ovvio che io gliene darò 80 cash senza donare l’Iva allo Stato e ai quattro cialtroni che ne vivono. Lo farò sempre, caro professore. Sempre. Come del resto sono sicuro che faccia lei, lei che non è affatto un cialtrone e che io stimo. A distanza. Dalla Luna dove abito e vivo e pago tutto quello che c’è da pagare".


Articolo letto: 1444 volte
Categorie: Cronaca, Sociale


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Risposte - Commenti

Alberto

16/10/2015 11:34:06
Il discorso di Mughini é esagerato, però è giusto io faccio l imprenditore se pago tutto chiudo, si evade per sopravvivere. Vi propongo una ipotesi cosa fareste se gli scaglioni Irpef avessero gli scaglioni al 35 % massimo e franchigia a 0% a 12000 euro , io personalmente pagherei le tasse e questo sistema esiste nei Paesi Sudamericani lo so per certo perché ho amici, e li pagano le tasse volentieri. Io vorrei solo un fisco giusto cazzo non sto chiedendo la luna.
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