SPESSO QUANDO RIENTRIAMO DA UN VIAGGIO PROVIAMO LA SENSAZIONE CHE LA STRADA DI RITORNO SIA PIÙ BREVE.TALE SENSAZIONE SI CHIAMA “RETURN TRIP EFFECT”. ECCO PERCHÈ ACCADE.

Palermo
08:45 del 04/05/2017
Scritto da Sasha

SPESSO QUANDO RIENTRIAMO DA UN VIAGGIO PROVIAMO LA SENSAZIONE CHE LA STRADA DI RITORNO SIA PIÙ BREVE.TALE SENSAZIONE SI CHIAMA “RETURN TRIP EFFECT”. ECCO PERCHÈ ACCADE.

“All’ andata non si arrivava mai, al ritorno siamo arrivati subito“, è questa per grandi linee la frase che pronunciamo dopo il rientro da un viaggio, manifestando la sensazione che il tragitto di ritorno sia sembrato più breve di quello dell’ andata, pur avendo percorso la stessa strada e quindi gli stessi chilometri.

Molti credono che ciò accade perchè avendo già percorso lo stesso tragitto durante il viaggio di andata, esso è più familiare per il nostro cervello, e quindi al ritorno si ha la sensazione di arrivare prima, ma non è affatto così.

La sensazione di arrivare prima in un posto quando siamo sul tragitto di ritorno è, secondo gli studiosi, una sorta di illusione del nostro cervello, causata da un fenomeno chiamato “return trip effect”, ovvero “effetto da viaggio di ritorno“.


Il return trip effect non dipende dal tragitto stesso, ma dalle aspettative che offre tale tragitto, ed è un vero e proprio scherzo da parte della nostra mente.

Il motivo per cui esso si verifica dipende totalmente dalle nostre aspettative. Ad esempio  quando dobbiamo andare in un posto, sia quando proviamo euforia ed abbiamo talmente voglia di arrivarci, sia quando proviamo ansia e temiamo il momento dell’ arrivo, tendiamo a sottostimare la distanza e, per questo, la nostra percezione del tempo è dilatata, e si ha la sensazione di non arrivare mai.

Ciò dimostra come le nostre attese siano capaci di modificare la percezione del tempo che ogni persona potrebbe avere, come il potere della mente può arrivare a modificare e manipolare anche un lasso temporale che in realtà è immodificabile.

Durante il viaggio di ritorno invece, privi di alcuna aspettativa, il nostro cervello registra un lasso temporale di arrivo che rispecchia maggiormente la realtà del percorso.

Il return trip effect non si verifica invece per i pendolari, ossia coloro che percorrono abitualmente lo stesso tragitto ad esempio per motivi di lavoro. In questo caso, sia all’andata che al ritorno, il nostro cervello, grazie al fattore della ripetizione, ci fornisce una reale percezione del tempo stimato per raggiungere il luogo desiderato.

Da: Jeda


Articolo letto: 504 volte
Categorie: , Curiosità, Editoria, Motori


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Risposte - Commenti

Paolo

04/05/2017 10:35:46
Si prova una curiosità quando si rientra da un viaggio che si fa in macchina in treno ecc . Perchè le cose belle durano poco e il ritorno e più veloce ecco. Perchè il ritorno è più breve .
7

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