Valetudo, la divinità della salute personale. Nella mitologia classica è stato uno degli dei minori nel pantheon romano, nell'astronomia moderna è il nome scelto dagli astronomi americani della Carnegie Institution for Science per una delle ultime 12 lune scoperte nell'orbita di Giove.

Macerata
14:00 del 24/07/2018
Scritto da Gerardo

Valetudo, la divinità della salute personale. Nella mitologia classica è stato uno degli dei minori nel pantheon romano, nell'astronomia moderna è il nome scelto dagli astronomi americani della Carnegie Institution for Science per una delle ultime 12 lune scoperte nell'orbita di Giove. Ora il più grande pianeta del sistema solare può contare su una corte di 79 satelliti.

La scoperta mentre tutti guardavano Plutone

Le ricerche sono state coordinate da Scott Sheppard che ha guidato i ricercatori della Carnegie Institution for Science assieme a quelli dell'Università delle Hawaii e dell'Università dell'Arizona settentrionale. Il primo telescopio a notare queste lune è stato il telescopio Victor M. Blanco, una struttura che si trova in Cile ad oltre duemila metri di quota. L'obiettivo della ricerca inizialmente era un altro, Sheppard infatti ha commentato che le lune di Giove sono state scoperte «mentre cercavamo nuovi oggetti oltre l'orbita di Plutone». Secondo queste osservazioni 9 delle 12 lune appena individuate avrebbero un'orbita della durata di circa un anno e in direzione opposta alla rotazione di Giove.


Altre due invece hanno un'orbita più vicina al pianeta e nella stessa direzione della sua rotazione. Valetudo è quella più stana. Ha delle dimensioni molto piccole, con un diametro inferiore a un chilometro, e un'orbita simile a quella delle nove lune più esterne ma con una direzione opposta. Questo «traffico cosmico» potrebbe causare collisioni fra i satelliti esistenti, portando così alla nascita di nuove lune. 

Il vulcano trovato da un team italiano

In pochi giorni Giove ha dato molto da parlare nella comunità accademica. Solo il 16 luglio è uscita la notizia che un team di ricercatori italiani aveva individuato una nuovo vulcano su Io, uno dei satelliti più noti del pianeta gigante. Si stima che qui ci siano circa 400 vulcani in attività di cui solo 150 sarebbero già stati osservati. Il 16 dicembre 2017 i ricercatori dell'Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica, sono riusciti a ottenere i dati a infrarossi di uno dei vulcani che fino a oggi sono sfuggiti agli occhi degli astronomi. La scoperta è avvenuta grazie alla sonda Juno, una missione della Nasa lanciata nell'agosto 2011 e arrivata vicino a Giove nel luglio 2016. Uno degli strumenti di osservazione montati a bordo di Juno è il Jiram (Jovian infrared auroral mapper), ed è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica con il finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana. Proprio grazie a questo strumento è stato possibile trovare il nuovo vulcano di Io, una struttura geologica nuova per questo satellite, come spiega il vice responsabile di Jiram Alessandro Mura: «Potrebbe trattarsi di una struttura simile a una grande caldera, sconosciuta su Io prima d'ora. Produce emissioni di zolfo che possono innalzarsi fino a 500 chilometri». Io è noto fra gli studiosi per essere l'oggetto più attivo dal punto di vista vulcanico nel nostro sistema solare, una particolarità dovuta anche alla forte attrazione gravitazionale che è esercitata su di lui dal pianeta Giove e dai due satelliti Europa e Ganimede.

Da: QUi


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Categorie: , Scienze, Tecnologia


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