Il maschio fin da piccolo è spinto a competere con gli altri maschi per conquistare la sua posizione gerarchica nel gruppo. Questa dinamica fomenta l’aggressività e riduce la tolleranza alle critiche.

Milano
06:00 del 09/08/2017
Scritto da Samuele

Le donne sono degli esseri complessi, e più passano gli anni più lo diventano.

In una società in cui la donna deve dimostrare costantemente di sapersela cavare da sola, così come espressamente richiesto dalla rivoluzione femminile (durata quasi due secoli e che ha avuto come caposaldo la necessità dell’emancipazione femminile, eroneamente tradotta con la concezione della donna forte che non ha bisogno dell’uomo), è difficile per questo essere così delicato sentirsi libero di ammettere le proprie debolezze.

5 COSE CHE LE DONNE NON CAPISCONO DEGLI UOMINI

L’approvazione sociale

Il maschio fin da piccolo è spinto a competere con gli altri maschi per conquistare la sua posizione gerarchica nel gruppo. Questa dinamica fomenta l’aggressività e riduce la tolleranza alle critiche. Per questo, molte discussioni tra uomo e donna finsicono per diventare un braccio di ferro dove anziché voler affermare le proprie ragioni si vuole affermare il proprio ruolo nella coppia.

La difficile convivenza con i propri sentimenti

Per quanto la sensibilità maschile sia sdoganata, i bambini maschi tendono a nascondere le proprie emozioni. Per un bambino piangere è sinonimo di debolezza e quindi non si fa. Una volta adulti, anche se potrebbero esprimere liberamente quello che provano, tendono a celarlo incosapevolmente a causa della loro educazione. Per una donna è molto difficile tirar fuori i veri sentimenti di un uomo.

Il silenzio

I bambini maschi sono spesso coinvolti in attività ludiche che non implicano grandi sforzi di dialogo, ad esempio dei giochi fisici come il calcio. Ma non bisogna credere che una partita di calcio preveda assenza di comunicazione. Durante il match si comunica con il corpo, con le azioni di gioco e con i risultati dei propri sforzi. Durante il gioco allenano principalmente la comunicazione non verbale. Le bambine invece fanno prevalentemente giochi dove comunicano verbalmente. Una volta adulti, il silenzio delle donne è spesso usato come segnale per dire che c’è qualcosa che non va, quello degli uomini per dire che sono stanchi o che si stanno godendo la prossimità dei corpi. Le donne tendono a interpretare negativamente il silenzio maschile ma sbagliano, perché il silenzio nell’uomo ha quasi sempre un’accezione positiva.

La sofferenza resta dentro

L’uomo non manifesta la sofferenza quasi mai a parole. Il suo tentativo di reprimerla spesso sfocia in comportamenti compesatori attuati incosapevolmente. Ad esempio un uomo irritabile che se la prende per delle facezie non è detto che stia manifestando aggressività, spesso è solo il sintomo incoerente di un dolore interiore. Le donne in questo sono simili perché si tratta di un’attitudine umana prima che di genere, tuttavia quando osservano questo comportamento negli uomini spesso non lo comprendono.

L’impazienza

Una caratteristica prevalentemente maschile è l’intolleranza verso i tempi morti. Gli uomini sentono la pressione del tempo e per questo preferiscono affrontare i problemi riducendoli ai loro minimi termini. Se parlate a un uomo di un problema che vi affligge la sua attenzione sarà inversamente proporzionale al numero di particolari che inserite nel racconto.


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Categorie: , Bufale


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