A distanza di cinque mesi dal tragico incidente, non arrivano buone notizie dall'ospedale di Grenoble: un lungo silenzio e un'attesa angosciosa che si sta trasformando in un tunnel buio nel quale non si vede l'uscita

Modena
08:18 del 05/06/2014
Scritto da Albertone

C'è un lungo ed assordante silenzio che avvolge Michael Schumacher. Da quel lontano 30 dicembre, dall'ospedale di Grenoble non arrivano praticamente più aggiornamenti. Il campione della Ferrari, l'ex mostro sacro della Formula 1, uno dei piloti che rimarrà in modo indelebile nella storia del circus dei Motori, è immobile su un letto d'ospedale ormai da oltre cinque mesi.

Non si muove, fatica a respirare, è tenuto in vita dalle macchine. Attorno a lui, almeno inizialmente, si è stretto il mondo intero. Sportivi, appassionati, tifosi. Tutti a fare il tifo per Schumi, ad augurarsi che quella drammatica caduta sugli sci non avesse conseguenze gravi. Così non è stato. La prognosi, a dir la verità, rimane sconosciuta a tutti tranne che ai famigliari. La moglie, che mai ha abbandonato Michael, sta anche predisponendo una villa in GerMania che possa accoglierlo, dove prestargli tutte le cure necessarie nella terra natìa.

Ma, per il momento, un trasferimento dall'ospedale è impossibile e impensabile. L'ennesima brutta notizia è arrivata in settimana. Una dichiarazione schietta, di quelle che fanno male. Vera o falsa? Allarmismo o verità? Come sempre il binomio è complicato da scindere e da risolvere. Gary Hartstein, anestesista statunitense ed ex delegato medico per la F1 della Fia, ha gelato tutti. Parole che hanno fatto il giro del mondo riaccendendo i riflettori su una storia che porta con sè un dramma tutto interiore.

"Temo - ha detto - e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di Salute di Michael Schumacher" la sentenza del dottore che per anni è stato al seguito del Circus. A parlare, in sostanza, non è una persona qualunque. Hartstein sa tutto dei piloti e sa bene come può svilupparsi il processo di rianimazione. Purtroppo il caso di Schumi pare fin troppo semplice per sbagliarsi. Dal 30 dicembre scorso, da quella maledetta caduta sugli sci, il campione tedesco è ricoverato nell’ospedale di Grenoble: da allora si sono rincorse voci, notizie spesso smentite, di un parziale risveglio, di lievi miglioramenti del pilota.

In realtà, le sue condizioni sono rimaste sempre molto critiche. Mai un vero segnale di risveglio. Quali danni abbia subito il corpo è ancora impossibile da decifrare. Pensare di rivederlo sorridente come prima, è lontano dalla realtà. Certo, resta la speranza. Sono in tanti a sperare, dalla moglie Corinna, alle migliaia di tifosi che da subito si sono stretti intorno a Schumi, sette volte iridato, uno dei piloti che hanno fatto la storia della formula 1. Ma il passare dei mesi, secondo Hartstein, e il mancato risveglio non possono far guardare avanti pensando al miracolo.

D'accordo la speranza, ma la realtà è cruda. Terribile. "Non ho alcuna informazione diretta - precisa però il medico che ha scelto di esporsi direttamente dal suo blog - ma ritengo che, se ci fossero buone notizie, saremmo stati informati. Non avrebbe senso non dare ai fan buone notizie, se ci fossero". Ragionamento che non fa una piega. La famiglia è chiusa nel silenzio e i medici mantengono il più stretto riserbo. Schumi, cinque mesi dopo, è ancora lì che lotta per non morire.


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Categorie: Cronaca, Formula 1, Motori


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