Sanguinoso attacco al museo del Bardo di Tunisi: chi ripaghera’ le vittime? In totale, secondo quanto dichiarato dal primo ministro, sarebbero morti cinque giapponesi, due francesi, due colombiani, un polacco, un australiano e uno spagnolo, quattro italiani, e uno di cui ancora non si conosce la nazionalità.

Roma
08:53 del 19/03/2015
Scritto da Gerardo

TUNISI - Diciassette turisti morti e una quarantina feriti. E' questo il bilancio, "definitivo" - assicura il premier tunisino Habib Essid - del sanguinoso attacco al museo del Bardo di Tunisi per mano di una cellula jihadista, molto probabilmente collegata all'Is (i cui militanti esultano su twitter). Fra le vittime, anche quattro turisti italiani (più di una decina invece sono rimasti feriti in modo più o meno grave). In totale, secondo quanto dichiarato dal primo ministro, sarebbero morti cinque giapponesi, due francesi, due colombiani, un polacco, un australiano e uno spagnolo, quattro italiani, e uno di cui ancora non si conosce la nazionalità.

Un attacco al Paese dove la stagione delle primavere arabe aveva dato i frutti migliori. Cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento, che forse era il loro obiettivo originario, dal quale sarebbero stati respinti. C'è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio - drammatiche le immagini di ragazzi e bambini seduti a terra nel museo twittate dagli stessi ostaggi - e poi si è consumata la strage. Dopo un paio d'ore un blitz dei corpi speciali tunisini ha messo fine al rapimento di massa: morti anche due terroristi, entrambi di nazionalità tunisina, un agente e un autista di bus. I turisti erano centinaia e sono fuggiti scortati dalle forze dell'ordine: in città ogni mercoledì arrivano due navi da crociera. Quella della Costa a bordo aveva migliaia di persone. Quando è ripartita da Tunisi, a notte fonda, i passeggeri che non erano tornati a bordo erano 13.

Il primo ministro tunisino ha affermato che il commando era composto da cinque persone e che "due sono state uccise". Si tratta di Jabeur Khachnaoui, originario della città di Kasserine, e Yassine Laâbidi, di Ibn Khaldoun. Jabeur Khachnaoui era scomparso da tre mesi e aveva chiamato i suoi genitori con una scheda irachena. Il governo tunisino ha poi riferito che tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. In serata due sospetti sono stati arrestati.


Secondo il presidente tunisino Béji Caïd Essebs, "la Tunisia farà di tutto per impedire nuovi attacchi". Essebsi ha sottolineato che la sfida lanciata dal terrorismo in Tunisia è la stessa per tutta le regione nordafricana e ha evocato la caduta nel caos della vicina Libia, protagonista lo Stato Islamico: "Anche in Tunisia ci aspettavamo un'azione (terroristica) di grado elevato". Una sfida che consiste anche nell'arginare il colossale e fin qui incontrollabile traffico di armi che interessa tutta la fascia maghrebina, dal Marocco all'Algeria alla stessa Tunisia.

Poche ore prima dell'attacco, il ministero dell'Interno tunisino aveva Annunciato di aver sgominato una cellula jihadista nella periferia nord di Tunisi nell'ambito delle attività di prevenzione di eventuali attentati. Si tratta di sette persone, alcune delle quali note alle forze dell'ordine per aver partecipato a combattimenti in Siria. Il gruppo era in contatto con terroristi tunisini ancora attivi in Siria e aveva anche il compito di reclutare giovani da mandare nelle zone di guerra.

Ma ancor più importante era stata la notizia diffusa nei giorni scorsi, riguardante la morte del jihadista tunisino Ahmed Rouissi, esponente di spicco di Ansar al Sharia, considerato la mente degli omicidi del 2013 dei leader dell'opposizione Chokri Belaid e Mohammed Brahmi. Rouissi, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sarebbe rimasto ucciso sabato a 70 chilometri da Sirte, durante gli scontri con la Brigata 166, milizia fedele al governo insediato a Tripoli. Se si esclude un fallito attacco suicida a Sousse nel 2013, era dal 2002, quando un attentato alla sinagoga di Djerba provocò 19 morti, che i terroristi non sparavano 'nel mucchio' in Tunisia. Anche nei momenti di massima tensione erano stati colpiti quasi esclusivamente politici, poliziotti, militari.

Sui tragici fatti di Tunisi è intervenuto il Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella che ha assicurato che "l'Italia non si farà intimorire" e ha parlato di "inaudita violenza". "Ho appreso con sgomento dell'attacco terroristico avvenuto a Tunisi", ha scritto in una nota, "che ha causato numerose vittime e molti feriti e nel quale sono rimasti tragicamente coinvolti alcuni connazionali. Esprimo la più netta e ferma condanna per un gesto vile e odioso, commesso ai danni di persone inermi". "La mia solidarietà, in queste ore dolorose - prosegue il capo dello Stato - va alle vittime e alle loro famiglie. Un pensiero particolare desidero rivolgere a tutti gli italiani rimasti coinvolti nei tragici fatti. Siamo vicini al popolo tunisino e alle sue istituzioni politiche che in questi anni hanno dimostrato di voler vivere in un paese tollerante, aperto al dialogo e alla democrazia".

In aula alla Camera, il premier Matteo Renzi ha parlato di " un attentato la cui matrice è facilmente riconducibile a un determinato topo di minacce ha provocato la morte di alcune persone e il ferimento di altri, in un luogo simbolico, un museo, un luogo di cultura di un Paese islamico moderato, a poca distanza da un altro luogo simbolico, un Parlamento. Prima di tutto il pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, ai feriti".


Articolo letto: 791 volte
Categorie: Cronaca


Domanda Rank Italia
Cosa ne pensi della strage di Tunisi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Giovanni

19/03/2015 17:25:35
Che combinazione,guarda caso,quando i governi delle suddite Nazioni ammucchiate nella Burocratica Guerrafondaia UE si trovano in difficoltà per l'emergere del marciume della Malapolitica,puntualmente avvengono attentati,stragi o alti eventi catastrofici in soccorso ai fedeli discepoli presi con il sacco del bottino.
4

Nicola

19/03/2015 11:01:00
Con la Globalizzazione non ci sono più speranze per i popoli,quindi è meglio una vera guerra subito che non sopportare l'arroganza quotidiana dei politici,i quali si Pavoneggiano nel recitare la loro parte nei teatrini per sostenere i governi imposti.
5

Elisa

19/03/2015 10:19:37
Questa strage onora i fautori di chi ha propagandato e sostenuto le guerre mascherate in Missioni di Pace.Se i nostri cari politici,discepoli prediletti del vero Dio non avessero fatto la guerra contro la Serbia-Iraq-Libia-Ecc,adesso non dovremo assistere alla cancrena del terrorismo,fortificatosi con il Figliol prodigo Isis,generato dalle Missioni di pace,però,guarda caso il sangue innocente versato è come la Manna che sostiene le grandi ammucchiate
5

Ricerche correlate

Terrorismo - Tunisi - Cronaca - Renzi - Omicidio - Isis -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook