SALVATAGGIO ALITALIA - La novità è che Atlantia, la società che fa capo al gruppo Benetton e gestisce autostrade e aeroporti (tra i quali quello di Fiumicino, il Leonardo da Vinci) ha dato mandato all’amministratore delegato Giovanni Castellucci “di approfondire la sostenibilità del piano industriale, inclusa la compagine azionaria e il team manageriale”. 

Roma
09:00 del 15/07/2019
Scritto da Luca

SALVATAGGIO ALITALIA - La novità è che Atlantia, la società che fa capo al gruppo Benetton e gestisce autostrade e aeroporti (tra i quali quello di Fiumicino, il Leonardo da Vinci) ha dato mandato all’amministratore delegato Giovanni Castellucci “di approfondire la sostenibilità del piano industriale, inclusa la compagine azionaria e il team manageriale”. In base alle ultime indiscrezioni, Atlantia entrerebbe con il 30-40%, insieme alle Ferrovie dello Stato e al ministero dell’Economia, più la compagnia americana Delta la quale ha fatto sapere che non vuole altri soci (insomma niente Lotito, Toto, Efromovich & C.).

SALVATAGGIO ALITALIA -Se è così, si pone subito la questione chiave: chi sarà l’azionista di riferimento? Chi comanda in altri termini e chi ha l’ultima parola sulle scelte operative e sulle strategie? Fs e governo avrebbero insieme il 50% e forse qualcosa di più, quindi in teoria potrebbero nominare la maggior parte dei consiglieri. Sarebbero loro in tal caso a dire l’ultima parola su che tipo di compagnia aerea sarà Alitalia, quali rotte privilegiare, che fare degli scali italiani e internazionali, quanti piloti, quanti assistenti di volo e via di questo passo.

SALVATAGGIO ALITALIA -Le Ferrovie si occupano di trasporti, ma i treni sono molto diversi dagli aerei. Quanto al Mef (Ministero dell’economia e delle finanze) sta lì per badare che i contribuenti non ci rimettano altri miliardi di euro dopo i nove già bruciati. Chi ne sa davvero di voli e aeromobili è l’americana Delta, la quale, però, starebbe dentro solo come socio di minoranza, anche se non c’è dubbio che avrebbe una influenza sul traffico, soprattutto quello a lunga distanza. Tuttavia, dare Alitalia a Delta (ammesso che la voglia prendere così com’è) viola la vulgata nazionalista della Lega e la demagogia populista del Movimento 5 Stelle, nemici giurati degli stranieri, soprattutto di tedeschi (leggi Lufthansa) e francesi (Air France). È vero che tempo fa era stata tirata in ballo l’Aeroflot che potrebbe non dispiacere a Matteo Salvini, ma in ogni caso “prima gli italiani”.

Gli unici italiani, a parte gli emissari del governo, sono i Benetton. Ebbene sì, proprio loro, i proprietari di Atlantia che gestiva il ponte Morandi, la stessa società per azioni alla quale i grillini vogliono togliere le concessioni autostradali


Gli unici italiani, a parte gli emissari del governo, sono i Benetton. Ebbene sì, proprio loro, i proprietari di Atlantia che gestiva il ponte Morandi, la stessa società per azioni alla quale i grillini vogliono togliere le concessioni autostradali. Per inciso, non si sa ancora se tutte (come ha fatto intendere il ministro Toninelli lisciando il pelo ai puri e duri) o solo quelle che riguardano Genova e la Liguria (come sembra orientato il pluri-ministro Di Maio).

A raccontarlo fuori d’Italia nessuno ci crederebbe. Ma come, prima vogliono metterla a terra, con Di Maio che proclama “Atlantia è decotta e non può essere coinvolta in Alitalia” il 27 giugno (non un anno fa) e a borse aperte, violando le regole e provocando una perdita non indifferente; poi bussano alla sua porta affinché tolga d’impaccio lo stesso ministro che si è incaponito non solo di salvare, ma di rilanciare Alitalia come compagnia di bandiera. Prima i Benetton sono nemici pubblici, poi diventano i nuovi capitani coraggiosi che innalzano il tricolore.

Qualche novità potrebbe arrivare domani dal consiglio di amministrazione di Atlantia che potrebbe formalizzare il suo interesse ad essere della partita. Secondo indiscrezioni, l’azienda che fa capo alla famiglia Benetton starebbe infatti preparando una proposta dettagliata in cui non è escluso possa rientrare anche il gruppo Toto. Ma il clima resta molto teso come dimostra il fatto che il vicepremier Luigi Di Maio ha recentemente ricordato che una eventuale offerta di Atlantia per Alitalia non può portare a “scambi sul tavolo delle concessioni autostradali”, messe in discussione dall’esecutivo dopo la tragedia del Ponte Morandi a Genova.

Intanto, a Roma proseguono i contatti con tutti i potenziali investitori alla ricerca di una soluzione. In particolare, in queste ore, il ministro Danilo Toninelli dovrebbe incontrare l’imprenditore colombiano German Efromovich, primo socio (con il 79%) della compagnia colombiana Avianca, che si è detto pronto ad acquistare fra il 30 e il 40% della nuova Alitalia. Scomparsa dai radar Lufthansa che in compenso vede tutelati i suoi interessi attraverso l’uomo d’affari colombiano: Avianca, al pari dei tedeschi, è infatti parte del circuito Star Alliance, rivale di Sky Team. Infine non ha mollato il colpo Claudio Lotito, proprietario della Lazio Calcio. Ma il suo ingresso in scena non è visto di buon occhio dai sindacati, preoccupati dalla solidità finanziaria del suo gruppo.

Sullo sfondo resta un piano industriale “in evoluzione”, lacrime e sangue per i dipendenti e senza prospettive di sviluppo per la compagnia. E soprattutto il rischio che, chiuso il tema della nuova compagine azionaria, sia necessaria una nuova ricapitalizzazione.


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Categorie: , Denunce, Politica


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