Il settore dell’alta tecnologia laziale continua a crescere. Con il 6,8% dei lavoratori impiegati in un settore dell’ hi-tech nel 2015, il Lazio si conferma la regione più 2.0 d’Italia.

Roma
17:00 del 30/09/2016
Scritto da Luca

Il settore dell’alta tecnologia laziale continua a crescere. Con il 6,8% dei lavoratori impiegati in un settore dell’ hi-tech nel 2015, il Lazio si conferma la regione più 2.0 d’Italia. Sebbene la maggior parte delle sussidiarie estere dell’Ict più di consumo, come Facebook e Uber , siano a Milano, a Roma hanno sede comunque importanti realtà. In modo particolare quelle orientate al business. Nella regione ha aperto un centro deposito Amazon, e da oltre trenta anni la città ospita sedi di Microsoft e Ibm. Ma ci sono anche Oracle, e Tim dovrebbe aprire i suoi headquarters nella Capitale nei prossimi mesi. A fianco alle multinazionali però la regione ospita un vasto universo di start up.

Nel Lazio si trova oltre il 10% (cioè 630mila) delle industrie creative nazionali e vale l’8% del Pil contro circa il 6% della media nazionale. Le imprese delle filiere culturali e creative producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e avviano altri settori dell’economia producendo complessivamente 227 miliardi di euro.

I settori più importanti sono il cinema e l'audiovisivo; seguono design, moda, pubblicità, musica, architettura, grafica. Ma c'è anche l’industria dei videogame e dei giochi in generale. Secondo una ricerca di Bnp Paribas Cardif, nel 2016 il 9,9% delle start-up in Italia si trova nel regione: nel Paese sono registrate 6.235 imprese come start-up innovative, e 619 sono nel Lazio. È un dato in crescita, del +23,6% rispetto a fine 2015 (superiore alla media nazionale pari al 21,2%), e che posiziona la regione al 3° posto in Italia. Solo lo scorso autunno la Regione Lazio ha finanziato con un fondo di 1,5 milioni 53 progetti di startup creative. Tra questi, quelli che sfruttano la commistione tra le nuove possibilità offerte dal digitale al tradizionale know-how laziale: occhiali 3D per musei e e siti archeologici, app per l’arte, per il turismo. Ma anche per il real estate, servizi di facility management e progetti di smart building. Secondo l'Osservatorio Infojobs sul mercato del Lavoro, un lavoro «digitale» su quattro (il 23,6%) è nel Lazio.

Quest'anno i fondi per le startup saliranno a 100 milioni di euro che la Regione Lazio stanzierà nei prossimi cinque anni per le imprese innovative. Fondi europei della programmazione 2014-2020, circa 90 milioni di euro, a cui se ne aggiungono altri 10 dal bilancio regionale. Al fondo si affianca il rimborso dell’addizionale Irap versata nei primi due anni di vita. L’obiettivo dichiarato delle misure è stimolare la crescita di 500 nuove startup nei prossimi cinque anni, e permettere all’hub tecnologico capitolino di raggiungere Milano.

Ma non crescono solo app all’ombra del Colosseo. Oltre alla filiera Ict e newmedia, i settori dellaerospazio, della farmaceutica, dell’automotive e dell’agrifood sono molto avanzati. La Capitale è anche caratterizzata da un vivace tessuto di piccole imprese ad altissima specializzazione tecnologica, circa novanta delle quali - attive in informatica, elettronica, aerospazio, ambiente - hanno sede nel Tecnopolo Tiburtino. Importantissimo, nella Regione, è il Dta - il distretto tecnologico aerospaziale, che produce oltre 5 miliardi di euro di fatturato, e occupa 30 mila addetti in 250 aziende, numerosi parchi scientifici e incubatori. Una forza che ha permesso al Lazio di essere, nel primo trimestre del 2016, la prima regione in Italia per il valore delle esportazioni nel settore aerospaziale, con una stima Istat di 351 milioni di euro di esportazioni . Un risultato in grande crescita (+226%) sullo stesso periodo del 2015. L'export del settore aerospaziale ha rappresentato il 7,2% del totale delle esportazioni laziali (pari a 4,9 miliardi di euro) sempre nel primo trimestre del 2016, e il 24,5% dell'export nazionale di settore, dati che sono in netto e forte aumento rispetto agli anni precedenti. Nella fascia che va dalla provincia di Roma a quella di Latina, invece, si concentra l’hi-tech farmaceutico. Il settore, nato con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, si è rivelato un investimento duraturo. La fascia occupa grandi imprese di livello internazionale - da Janssen ad Angelini - e l’aerea pontina del Pharma è arrivata a pesare, nel 2015, per il 47% dell’export manifatturiero del Lazio, e per l'82% nella provincia di Latina. Il fatturato è stato di poco inferiore ai 10 milioni di euro, il 15% in più rispetto al 2014, risultato che pone il Lazio ai vertici delle classifiche regionali dell'export.


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Categorie: Tecnologia


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