Con l’esplosione di popolarità dei giochi indipendenti, è sempre più facile riuscire a trovare giochi che non solo strizzino l’occhio a capolavori del passato ma che riescano ad innovare il genere allo stesso momento.

Roma
11:00 del 10/12/2016
Scritto da Luca

Con l’esplosione di popolarità dei giochi indipendenti, è sempre più facile riuscire a trovare giochi che non solo strizzino l’occhio a capolavori del passato ma che riescano ad innovare il genere allo stesso momento. Il team spagnolo, lunghissimo da pronunciare, Super Awesome Hyper Dimensional Mega Team, composto da alcuni membri che hanno avuto modo di lavorare a titoli come Plants vs Zombies e Worms 3D, dopo alcuni successi nel mercato mobile si propone di arrivare anche su PC e console (Xbox One), con lo sparatutto 2D Rise & Shine che abbiamo avuto modo di provare in anteprima.

Rise and shine, Mr. Freeman... scusate, gioco sbagliato


Interpreteremo Rise, un giovane ragazzo che abita su Gamearth, il mondo dei classici personaggi di videogiochi; all'improvviso il nostro pianeta viene attaccato dai bruti invasori di Nexgen, ed il guerriero leggendario, prima di morire, ci affiderà Shine, un’arma senziente ed in grado di parlare che sarà la nostra unica difesa contro gli assalitori. La trama si svilupperà proseguendo nel gioco, attraverso cutscene in stile fumettistico: gli sviluppatori promettono che non passerà in secondo piano, e che ci saranno momenti drammatici, d’azione ed un finale che ci lascerà senza parole; da quello che abbiamo avuto modo di vedere di persona, ci sono anche diversi momenti divertenti e l’originalità non sembra affatto mancare. Anche graficamente è una gioia per gli occhi: i colori sono sgargianti ed accesi, gli sfondi sono disegnati a mano e stilisticamente non ha nulla da invidiare ai concorrenti più gettonati, assomigliando ad un vero e proprio cartone animato.

Prima di sparare, pensa

Fate attenzione a non farvi ingannare dallo stile grafico però: solamente in apparenza può sembrare grazioso ed adatto a tutti, ma ben presto ci ritroveremo a decapitare nemici più grossi di noi, mirando alla testa, oppure farli esplodere con le loro stesse granate in una pioggia di sangue, o anche finire noi stessi uccisi. E non pensate che sia una possibilità remota: in questo gioco morirete più e più volte, ma non ci saranno vite da difendere ed i respawn sono infiniti; un aspetto che è anche integrato nella trama del gioco, la nostra arma ci permetterà di resuscitare un numero infinito di volte. 


Non aspettatevi, dunque, un gioco da affrontare in sessioni rilassanti, perchè vi basterà una semplice distrazione per esplodere, facendo restare del nostro protagonista solo la testa. Il gameplay procede inizialmente come i classici sparatutto 2D: dovremo avanzare, mirare per i colpi e sparare; potremo inoltre ricaricare una volta esauriti i colpi nella cartuccia (le munizioni sono comunque infinite, quindi non c’è da preoccuparsi) e coprirci per ripararci dai proiettili nemici. Oltre ai colpi tradizionali, potremo sbloccare altri tipi di proiettili e dei moduli per modificarne il funzionamento: nella versione provata da noi erano disponibili i proiettili elettrici, ideali contro nemici robotici, ed il modulo per radiocomandare il proiettile, indispensabile per superare alcuni puzzle.

Variare è bello

Ad occhio sembra che l’obiettivo degli sviluppatori sia quello di far annoiare il meno possibile i propri giocatori e di evitare che possa venire pronunciata la parola “ripetitivo”: oltre all'azione standard sono presenti infatti, come già detto, alcuni puzzle da superare, diverse situazioni che sembrano tratte da uno dei più classici “bullet hell” in cui saremo circondati di proiettili e capiremo come uscirne solo dopo diversi tentativi, ed anche alcuni boss superabili dimostrando appieno di aver capito tutte le meccaniche di gioco, moduli e proiettili compresi. Il livello di sfida è elevato fin da subito, ma non in maniera frustrante: il gioco intende punirti quel tanto che basta per farti capire l’errore e volerti far ritentare subito. Per quanto riguarda il sistema di controllo, abbiamo provato sia con un controller Xbox che con mouse e tastiera: data la particolare meccanica del gioco, che richiede una mira precisa sopratutto in alcuni puzzle e boss, il controller alza ulteriormente il livello di sfida, mentre mouse e tastiera risultano molto più precisi e soddisfacenti, grazie anche alla presenza del cursore (che si trasformerà in mirino) che faciliterà tantissimo le battaglie più difficili. Una mancanza, inevitabile, che avviene nel controller Xbox e di cui i giocatori dovranno ovviamente tenere conto: le sfide sono comunque superabili, ma sarà necessaria molta più pazienza e determinazione.

Da: spaziogames


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Categorie: , Videogames


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