Riforma Rai, l段dea di Renzi: tv pubblica guidata da un supermanager! I partiti che oggi lottizzano e si spartiscono fino all置ltima poltrona i posti disponibili in Rai? Tutti fuori. O meglio, tutti fuori tranne uno: quello del premier

Roma
09:10 del 10/03/2015
Scritto da Gerardo

I partiti che oggi lottizzano e si spartiscono fino all置ltima poltrona i posti disponibili in Rai? Tutti fuori. O meglio, tutti fuori tranne uno: quello del premier. Il piano messo a punto dal governo per riformare la tv pubblica sembra portare in questa direzione. Matteo Renzi, scrive La Repubblica, immagina una Rai guidata da 砥n vero amministratore delegato, con poteri ampi, come in qualunque azienda privata. Una soluzione che, nella lettura che ne d il quotidiano romano, porterebbe a 途ottamare l誕ttuale gestione mista Cda-direttore generale, nel tentativo di allontanare i partiti dall誕mministrazione diretta dell誕zienda. Tutto molto bello, ma la soluzione pensata da Palazzo Chigi solleva il dubbio che la medicina possa essere pi pericolosa del male: il supermanager verrebbe nominato dal governo, che in questo modo prenderebbe il controllo della tv pubblica. Eppure non passato troppo tempo dal 19 maggio dello scorso anno, quando in un段ntervista a Piazzapulita Renzi sentenziava: 的 partiti hanno gi messo troppo bocca sulla Rai. Io invece non metter mai il mio partito nelle condizioni di prendere decisioni sulla Rai.

Dopo il riordino dei tg contenuto nel piano Gubitosi, Palazzo Chigi al lavoro per riformare la governance in direzione di una maggiore razionalit aziendale. In base al piano in discussione, il supermanager ipotizzato dall弾secutivo risponder in prima persona dei risultati conseguiti: 鏑段mportante il virgolettato attribuito dal quotidiano romano a Renzi affidare a un amministratore la responsabilit di guidare l誕zienda senza continuamente mediare con il Cda sulle scelte operative. Se non porta risultati viene cacciato via, ma deve poter decidere come fanno tutti i manager. Una rivoluzione, per l誕zienda televisiva di Stato: il premier immagina per il colosso televisivo pubblico, primo produttore culturale del Paese, una gestione aziendale, quindi razionale e quindi produttiva, lontana dalle logiche spartitorie che hanno dettato la sua gestione nei decenni passati. Fin qui tutto bene, anzi benissimo. Il problema nasce nel momento in cui si va a vedere chi dovrebbe nominare il supermanager: secondo il quotidiano di via Cristoforo Colombo, a sceglierlo dovr essere il governo. Stop alla lottizzazione, quindi: in pratica, se andr in porto la riforma immaginata da Renzi, il partito che vincer le elezioni si prender la Rai, nominando un amministratore delegato che avr il ruolo di plenipotenziario, braccio armato dell弾secutivo nella gestione della tv pubblica.

Chi controller il supermanager? A Palazzo Chigi se ne discute ancora e le idee non sono ancora molto chiare. Se il Movimento 5 Stelle chiede di rinunciare alla Commissione di Vigilanza, il premier di parere opposto: sarebbe inutile, suggerisce La Repubblica, cancellare la Vigilanza se poi le linee di indirizzo del servizio pubblico vengono affidate a un organismo parlamentare, quindi lottizzabile. Anzi, in base al disegno del governo, alla commissione sar anche tolto il potere, conferitole dalla legge Gasparri, di indicare i nomi dei 9 componenti del Consiglio di amministrazione.


Chi li nominer, quindi? Anche su questo punto Renzi non ha ancora deciso. Ma qui le cose si complicano. Le possibilit in campo sono due: potrebbe nascere un 鼎onsiglio di sorveglianza i cui membri sarebbero nominati da governo e Agcom, che a sua volta sceglierebbe i componenti del Cda (ridotto da 9 a 5 membri, come chiede il M5S); oppure la scelta dei membri del consiglio di amministrazione potrebbe essere affidata al Parlamento, con la rosa dei nomi che verrebbe indicata da 都oggetti esterni come l但gcom, la Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio dei rettori, la Corte Costituzionale. Ma la possibilit non convince Renzi perch cadrebbe la distinzione tra gestione (affidata al cda) e controllo (che dovrebbe essere esercitato dalle Camere).

Renzi, evidentemente, ha cambiato idea. 擢uori i partiti dalla Rai, mai pi nomine politiche, tuonava il premier il 19 maggio 2014 a Piazzapulita - non ho mai incontrato il presidente della Rai n il direttore generale, perch in passato i partiti hanno gi messo troppo bocca sulla Rai. Io invece non metter mai il mio partito nelle condizioni di prendere decisioni sulla Rai. Solo due giorni prima, parlando ai militanti del Partito Democratico durante il pranzo popolare a Sassuolo in sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Claudio Pistoni, il premier scandiva: 鏑a Rai nostra, di tutti i cittadini, non dei partiti e noi del Pd ne siamo fuori.

Un campanello d誕llarme lo aveva fatto suonare Milena Gabanelli. Il 26 febbraio la conduttrice di Report aveva illustrato sul Corriere della Sera la sua idea di riforma della Rai, ipotizzando per il servizio pubblico radiotelevisivo un governo dei 杜igliori sul modello della Bbc (di cui aveva parlato lo stesso Renzi a giugno, ipotizzando la sostituzione della Commissione di Vigilanza con una Fondazione rappresentativa dei cittadini che pagano il canone), dove 鍍utti coloro che hanno cariche operative hanno avuto una importante esperienza televisiva di successo, e quindi sanno di cosa parlano quando devono valutare la nomina del Direttore Generale.


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Categorie: Politica


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Risposte - Commenti

Giovanni

10/03/2015 13:31:10
Renzi dovrebbe dire cosa ha prodotto da quando al governo. In questa settimana in Abruzzo 2 incidenti molto gravi: a Pescara in un istituto alberghiero si staccato un metro quadrato di intonaco da una parete e ha ferito seriamente 3 alunni (ricordo anni fa a Torino un giovane studente per un incidente simile purtroppo morto); sempre in Abruzzo in una scuola primaria si letteralmente sfiorata una tragedia con l'esplosione di una caldaia e solo un miracolo ha evitato danni al personale della scuola e ai bambini. Questo il governo dei fannulloni, siete degli scansa fatiche. Dovete iniziare a lavorare per il paese perch quello che accade nelle nostre scuole, negli ospedali, negli uffici pubblici, per le strade il frutto della vostra incapacit, della vostra inettitudine. Il Jobs act fatevelo per voi che prendete solo i soldi gravando sulle tasche dei cittadini che con il loro lavoro devono mantenere le proprie famiglie e il vostro altissimo tenore di vita.
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Emilio

10/03/2015 11:23:06
Ormai non si parla pi di lottizzazione ma di appropriazione vera e propria. Se a mettere mano in RAI dev'essere il governo di turno, tanto vale mantenere l'attuale sistema che seppur clientelare garantisce una suddivisione delle nomine delle varie cariche nella tv di Stato. Insomma, tenendo fede ad un mantra tutto italiano, ci accontentiamo del
meno peggio.Renzi talmente avanti da aver superato anche il manuale Cencelli: da un po' per tutti a " tutto mio!".
6

Nicola

10/03/2015 10:52:58
Niente paura. Ci penseranno le truppe cammellate di Farsa Italia (che tanto si sono gi prodigate nella stesura del testo delle suddette riforme) a correre in soccorso del pupazzo. Alla faccia delle minacce e degli anatemi di facciata dell'anfitrione di Arcore. Non dimentichiamoci, poi, che l'imminente riapertura delle ostilit giudiziarie sul caso Orgettine consiglier l'imputato a sollecitare l'intervento del soccorso rosso. Inevitabile, a questo punto, l'ennesimo "do ut des" che gi aveva caratterizzato le trattative del patto del Lazzarone.
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