L'Islanda ha fatto fallire le banche perché a rimetterci erano altre banche estere. L'esempio da tenere in considerazione e il caso lehman , il cui fallimento ha determinato una catastrofe finanziaria.

Roma
05:20 del 10/12/2016
Scritto da Luca

L'Islanda ha fatto fallire le banche perché a rimetterci erano altre banche estere. L'esempio da tenere in considerazione e il caso lehman , il cui fallimento ha determinato una catastrofe finanziaria. Lasciar fallire MPS creerebbe un cataclisma su tutto il sistema bancario italiano e getterebbe sul lastrico non solo chi ha investito in obbligazioni, ma gli stessi correntisti . Purtroppo con il fallimento di una banca non pagano solo gli azionisti, e nemmeno gli amministratori, ma i dipendenti e i correntisti.

LA BCE BOCCIA JPMORGAN – RIFIUTATA PROROGA DI 20 GIORNI AL MONTEPASCHI PER L’AUMENTO DI CAPITALE – TITOLO CROLLA IN BORSA – LA VICENDA BANCARIA IRROMPE NELLA CRISI DI GOVERNO – RENZI POTRA’ FARE IL DECRETO, VISTO CHE E’ PREMIER SOLO PER “GLI AFFARI CORRENTI”?

Potrà un governo in carica per il “disbrigo degli affari correnti” varare un decreto salva banche (il quarto); o meglio, salva Montepaschi? E, soprattutto, Mattarella lo potrà firmare?

La decisione della Bce cade come un macigno sulle consultazioni. E mette in luce tutte le pecche di un’operazione fortissimamente voluta dal Ducetto di Rignano a favore di JpMorgan (rappresentata in Italia dall’ex ministro Vittorio Grilli) e Mediobanca, e che Draghi ha ora definitivamente bocciato.

Il titolo Mps, più volte sospeso in Borsa, una volta riammesso segnava -13%.


La Bce ha respinto la richiesta di Mps di concedere più tempo per l’aumento di capitale. La notizia, attesa con il fiato sospeso da Piazza Affari, viene diffusa da fonti finanziarie alle agenzie di stampa. Dall’Eurotower la posizione ufficiale è di “no comment”, come sempre accade nei confronti delle banche vigilate. Stamane, al ministero dell’Economia, c’è stato un incontro tra il ministro Pier Carlo Padoan, l’ad del Monte dei Paschi, Marco Morelli, e il presidente, Alessandro Falciai. Nel pomeriggio, a Milano, è atteso invece un consiglio di amministrazione per fare il punto della situazione. Il titolo precipita intanto a Piazza Affari, trascinando in ribasso l’intero indice delle banche.

L’istituto senese aveva chiesto 20 giorni in più – rispetto alla scadenza del 31 dicembre – per l’operazione, visto il mutato contesto per l’esito del referendum. Sperava così di riuscire nell’impresa ardua di chiudere la ripatrimonializzazione da 5 miliardi contando interamente sulle forze di mercato. Una strada difficile, dopo che la crisi di governo pare avere allontanato quello zoccolo duro di investitori che avrebbe permesso al management senese di raccogliere una buona base di capitale, in aggiunta al miliardo già arrivato dalla conversione dei bond subordinati.

A questo punto, il diniego di prorogare al 20 gennaio il termine per l’aumento di capitale rende impossibile la ricapitalizzazione sul mercato, secondo quanto previsto dal piano messo a punto dagli advisor Jp Morgan e Mediobanca. Per mettere in sicurezza Mps e aiutarlo a raccogliere capitali servirà dunque l’intervento dello Stato, con il Tesoro al lavoro per un decreto legge che potrebbe vedere la luce nel fine settimana. Ma al salvataggio del Monte dovranno con ogni probabilità contribuire anche i titolari delle obbligazioni subordinate emesse dalla banca.


Articolo letto: 283 volte
Categorie: , Denunce, Economia


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Risposte - Commenti

Corrado

10/12/2016 07:59:37
Per il presidente della Repubblica a quanto pare la sorte dei cittadini che muoiono di miseria e' meno importante di quella delle banche. Non ha mai speso una parola per migliorare l'esistenza dei cittadini che non hanno nessun reddito, per dare un reddito di cittadinanza che permetta la sopravvivenza a chi non ha nulla. Questo non e' il mio Presidente!
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