Valutare la criminalità di certi comportamenti spetta alla magistratura. Valutarne l'indegnità spetta soltanto a noi. E se alla magistratura occorrono tre gradi di giudizio, a noi basta meno di un minuto.

Cagliari
10:00 del 04/03/2017
Scritto da Gerardo

Valutare la criminalità di certi comportamenti spetta alla magistratura. Valutarne l'indegnità spetta soltanto a noi. E se alla magistratura occorrono tre gradi di giudizio, a noi basta meno di un minuto.

Strano tempismo: «Forse c’è chi aveva fiutato, o sapeva tramite vecchi amici, che dopo il No referendario l’aria che tirava non era delle migliori e ha preso la balla al balzo». A pesare è anche «lo stesso scandalo delle decine di migliaia di nuove tessere in Campania», che aggiunge ombre al «rapporto morboso tra il Pd renziano e ambiti di potere quantomeno oscuri di quei territori». Osserva “Infoaut”: «È interessante notare che l’attacco al sistema Renzi avviene nello stesso momento in cui la giunta Raggi su Roma ha ceduto – perchè di questo si tratta, al di là di come i 5 Stelle stanno abbellendo la vicenda – sulla questione stadio, dopo la messa da parte di Berdini che suonava già come una avances ai palazzinari e agli speculatori locali».


Dopo il “no” alle Olimpiadi, e mesi di clamore su ogni minuzia della giunta Raggi, «ora la sindaca romana è praticamente sparita dalla scena, mentre lo scandalo Consip emerge con un timing preciso. Che nel gotha dei poteri economici si stia Il ministro Lotti con Tiziano Renziiniziando ad apprezzare la prospettiva pentastellata, non fosse altro per manifesta inesistenza di alternative credibili?». Ormai le sorprese sono all’ordine del giorno, «e l’attacco giudiziario non sembra essere casuale».

Di fronte alla peggiore delle ipotesi dell’accusa (corruzione e nepotismo, con il padre di Renzi che farebbe il “lavoro sporco” per il figlio, pressando il vertice della Consip, l’ente che dispensa i lucrosi appalti pubblici) «la retorica renziana della meritocrazia e della rottamazione si scioglie come neve al sole», conclude “Infoaut”, che traccia un parallelo tra quello che chiama “il sistema Renzi”, le polemiche sul ministro Giuliano Poletti e i torbidi retroscena di Mafia Capitale alle spalle della giunta Marino. Lo stesso Renzi, «pur di assicurarsi la stabilità», non ha esitato a scendere a patti con Denis Verdini, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino. «Anche questa sentenza arriva a suo modo con un timing preciso, e sembra squalificare dal gioco uno dei potenziali neo-alleati, quantomeno a livello di spostamento di voti e prebende varie, del Pd a guida assoluta renziana». Traduzione: «Un sistema di potere sembra andare in pezzi, quali altri emergeranno?».


Articolo letto: 321 volte
Categorie: , Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Paolo

05/03/2017 16:43:55
Si certamente voi come partito state messi bene cosa deve far più Renzi con tutte le bugie che a raccontato a tutti gli italiani .Forza grillo che sei vicino al traguardo .
6

Baldo

04/03/2017 11:25:58
Ci risiamo, come per le recenti faccende romane, come per la passata vicenda delle trivelle o la gogna per il segretario del PD campano poi scagionato, è partita lancia in resta la campagna di colpevolizzazione preventiva di media e commentatori. Non c'è niente da fare, in Italia il principio sacrosanto di presunzione d'innocenza non passa neanche a fronte di esperienze che ne hanno dimostrato l'assoluta fondatezza.
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