La questione più grave è che dopo aver meritevolmente provato ad attuare una misura efficace di spending review, grazie ai soliti furbetti, annidiati a diversi livelli, parrebbe anche altissimi, hanno subito trovato il modo, anzichè razionalizzare la spesa, ottimizzare le tangenti e le ruberie.

Firenze
10:36 del 13/03/2017
Scritto da Alberto

La questione più grave è che dopo aver meritevolmente provato ad attuare una misura efficace di spending review, grazie ai soliti furbetti, annidiati a diversi livelli, parrebbe anche altissimi, hanno subito trovato il modo, anzichè razionalizzare la spesa, ottimizzare le tangenti e le ruberie.
Di più, pare, se sarà dimostrato, che i furbetti avessero pure coperture ad altissimo livello.
Sconfortante, si potranno mai in questo paese ridurre le tasse grazie ai possibili sbandierati risparmi di spesa?
Con questa classe politica la solfa è sempre la stessa: si arricchiscono in pochi, sempre loro a danno dei più.
Che squallore!

Siamo in presenza dell'appropriazione da parte della magistratura del potere dello Stato, costruendo inchieste demonizzatrici (delle quali sono lastricate le nostre strade) per rovesciare efficacissime strutture politiche a discapito di tutti noi. Ormai è chiaro che un D'alema, un Bersani, un Emiliano, sono in attesa che si alzi un Woodkoch per colpire il loro avversario. Attendono il cecchino sui tetti. E, a questo, il giornalista di turno deve opporsi.


La linea anti-giustizialista (perché «la giustizia è cosa ben diversa dal giustizialismo») è quella che Renzi ha sempre ribadito, non chiedendo mai gogne o dimissioni per chi è stato coinvolto in inchieste e vicende giudiziarie, difendendo De Luca o Stefano Graziano, la Raggi o Verdini. Con alcune eccezioni che i critici gli rimproverano come incoerenze, come il caso Cancellieri o le dimissioni di Maurizio Lupi, mai pubblicamente chieste ma privatamente auspicate e subito accettate, cedendo al polverone, poi svanito nel nulla, sul ministro.

Dunque non è una conversione garantista dell'ultim'ora, quella di Renzi. Ma certo il caso che tocca direttamente il renzismo, fin nei suoi legami familiari, alimenta un'ondata antigiustizialista dentro un partito che fino a pochi anni fa non conosceva questi sentimenti. 


Articolo letto: 360 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Ottavio

13/03/2017 10:50:20
Dunque, esistono due realtà in questo paese: una è la nostra, quella di chi deve sbancare il lunario, di chi deve arrivare a fine mese tra mille diffficoltà, tartassati sfruttati e mai pagati, l'altra è la "loro" realtà, fatta di queste cose, cioè del malaffare aggravato e continuato.
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