Recentemente ho avuto modo di vedere il telefilm “The Sinner” e mi sono ritrovato a vedere il tipo di cattolicesimo che più disprezzo: la madre della protagonista, infatti, è una bigotta che vede il peccato dovunque e pensa che tutto si risolva pregando Dio.

Cosenza
07:20 del 21/06/2018
Scritto da Luigi

Recentemente ho avuto modo di vedere il telefilm “The Sinner” e mi sono ritrovato a vedere il tipo di cattolicesimo che più disprezzo: la madre della protagonista, infatti, è una bigotta che vede il peccato dovunque e pensa che tutto si risolva pregando Dio.

Se non succede è per colpa dei tuoi peccati o perché non hai pregato abbastanza. E’ un qualcosa che mi manda in bestia perché va contro tutto quello che mi è stato insegnato e che ho letto io stesso… Che rapporto ha con gli insegnamenti di Gesù? In quale passo del Vangelo c’è l’esortazione a comportarsi in questo modo? Oppure ci si limita a prendere le parti della Bibbia che più interessano, un pò dal Vecchio Testamento, un po’ dal Nuovo ed il gioco è fatto? Ma in questo caso sarebbe meglio non tirare fuori il crocifisso. Sicuramente ci sarà una radice storica che ignoro, ma non capisco perché, alla religione cattolica, venga inoltre accostato il senso di colpa: di cosa saremmo colpevoli?

Il peccato originale è stato pagato con il sangue di Gesù Crocifisso, mentre la sua morte “pesa” sugli ebrei; non è un caso se ho messo le virgolette: gli ebrei sono stati tacciati di essere gli assassinii Cristo, ma se andiamo a vedere la realtà dei fatti era necessario che ciò accadesse. Quindi la colpa è relativa. Vero è che nel corso dei secoli ci si è MOLTO discostati dal messaggio evangelico (famoso il “Dio lo vuole!” senza che nessuno si sia scomodato a domandargli se lo voleva veramente), ma allo stesso tempo vi sono persone che criticano non le deviazioni ma la religione tout court in quanto fondata su un Dio inesistente.

Salvo che di questa inesistenza non ci sono prove certe, come anche della sua esistenza: è una questione di fede e di come si vede il mondo. Può anche essere, seguendo la teoria cabalistica, che Dio abbia creato l’universo e che tutto sia permeato della sua essenza; qualcuno cerca di descrivere Dio partendo dall’ormai famigerato “a sua immagine e somiglianza”: come ho più volte avuto modo di dire, l’espressione non va presa alla lettera in quanto potrebbe significare che in noi c’è una scintilla divina che ci permette di dare forma al mondo e di compiere azioni terribili o grandiose (come in effetti abbiamo fatto e stiamo facendo); molti si chiedono: perché Dio permette le ingiustizie e le sofferenze? Qui entra in gioco il libero arbitrio: Dio ci ha dato la facoltà di scegliere, quindi la maggior parte di quello che accade è frutto di una nostra scelta. Questo è vero che si creda in Dio o meno: se esiste e ci è dato il libero arbitrio è colpa nostra, ma se non esiste allora viene meno (ancora di più) la scusante ed è comunque colpa nostra. Non si scappa. A questo proposito, consiglio di vedere il film “Le Crociate” (2005), in particolare due passaggi: 1) Il monologo dell’ospitaliere: “la santità sta nell’agire rettamente. La bontà, quello che Dio vuole, sta qui [indica la mente] e qui [indica il cuore].

In base a quello che deciderai di fare ogni giorno sarai un uomo buono… O no.” 2) Quando re Baldovino dice a Baliano: “Un re può muovere un uomo, ma l’anima rimane dell’uomo. Quando sarai davanti a Dio non potrai dire ‘mi è stato ordinato’ o ‘non si confaceva alla virtù in quel momento’… Non sarà sufficiente.” Mi sembra che siano sacrosante, che si sia credenti o meno, sia che Dio esista o no. Spesso sono portato a pensare: ha veramente tutta questa importanza dimostrare l’esistenza di Dio? I meccanismi che governano l’universo non cambiano: al massimo a cambiare è la nostra percezione. Ma se esistesse perché e con quale diritto dovrebbe dimostrare a noi la sua esistenza o rendere conto delle sue azioni? Domanda ancora più importante: saremmo in grado di COMPRENDERE? Dal Libro della sapienza: “Come il cielo dalla terra, così differiscono le mie vie dalle vostre vie, i miei pensieri dai vostri pensieri”. Ma non preoccupatevi, non siamo condannati all’ignoranza: “la scienza è il modo di conoscere Dio attraverso la sua creazione” (Max Planck). Mano a mano che andiamo avanti nello scoprire il mondo, i suoi segreti e i meccanismi che lo governano, più ci avvicineremo ala comprensione… Attenzione però. Nei summenzionati meccanismi e segreti è coinvolto anche il pensiero religioso. Bisogna sempre ricordare che scienza e religione sono due facce della stessa medaglia e che da sole portano ad una conoscenza incompleta. Del resto, come diceva Seth/Nicolas Cage in “City of Angels” (1998), alcune cose sono vere che tu ci creda o no.


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Categorie: , Cinema


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