Può capitare che i genitori arrivati ad una certa età del figlio, decidano di aiutarlo ad acquistare una propria autonomia regalandogli una casa.

Roma
18:30 del 04/07/2017
Scritto da Carmine

Può capitare che i genitori arrivati ad una certa età del figlio, decidano di aiutarlo ad acquistare una propria autonomia regalandogli una casa. Oppure, può capitare, che questi chieda un’aiuto economico ai propri genitori per l’acquisto di un immobile, che si limiti al pagamento di una parte del totale del prezzo. Queste due azioni apparentemente semplici e comuni, nascondono però in se un’insidia: le conseguenze giuridiche del pagamento.

Nel caso in cui l’appoggio economico dei genitori si limiti alla metà del prezzo i genitori, dopo essersi recati in banca a richiedere l’assegno circolare, che poi consegneranno al venditore, dovranno descrivere e far risultare in un atto tale operazione, in modo da evitare, che l’Agenzia dell’Entrate possa reputare il figlio un evasore fiscale: bisognerà quindi dichiarare nero su bianco che il figlio ha ricevuto una libera donazione di denaro dai genitori, utilizzata per acquistare l’immobile in questione. Tale atto, potrebbe anche servire al giovane, in caso non sia figlio unico, per mettere a tacere eventuali controversie con i fratelli. Quindi, in questo caso il pagamento dell’immobile verrà effettuato in parte con un assegno emesso dai genitori e l’altra parte con a nome del giovane; si parla quindi di donazione indiretta di una parte dell’immobile.

Successivamente poi, in caso di morte del genitore e della presenza di più figli ognuno di questi  dovrà dividere, quanto gli spetta per successione da quanto ha già ricevuto dal proprio genitore. Nel caso di donazione di un bene immobile, bisogna calcolare una somma pari al valore della casa al momento della morte dei genitori.

Diverso discorso vale nel caso i genitori paghino l’intero prezzo dell’immobile. Anche in questo caso infatti bisogna dichiarare, tramite un’atto, che il giovane ha ricevuto in donazione il denaro dai genitori  in modo non solo si eviteranno problemi con l’Agenzia delle entrate, ma anche in caso di “divisione dell’eredità” ma, in questo caso, i genitori doneranno al proprio figlio del denaro, che poi sarà utilizzato per il pagamento. In questo caso quindi, ad essere donato non è l’immobile ma i soldi. Quindi, alla morte dei genitori, sempre sottintendendo la presenza di altri figli, ad essere detratta dall’eredità totale sarà la somma di denaro più interessi maturati fino al giorno del decesso dei donatori.

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