Negli anni '20 inizia a concretizzarsi l'idea di diffondere contenuti sonori alle masse: nasce la radio come mezzo di comunicazione di massa.

Torino
17:00 del 27/12/2016
Scritto da Carmine

Diffusione della radio come mass medium

 

Negli anni '20 inizia a concretizzarsi l'idea di diffondere contenuti sonori alle masse: nasce la radio come mezzo di comunicazione di massa. Il termine tecnico per una tale diffusione è broadcasting, che indica una comunicazione unidirezionale da uno verso molti. Nascono quindi diverse emittenti radiofoniche che si dividono principalmente in radio generaliste e radio tematiche: le prime trattano argomenti di varia natura, le altre sono incentrate prevalentemente in una direzione, ad esempio politica, musicale, di attualità, ecc. La radio ha un ruolo altamente innovativo nella vita delle persone: le notizie di cronaca vengono ora annunciate in diretta, in qualsiasi momento, ed è possibile ascoltare facilmente le canzoni e anche le pubblicità e la propaganda politica prendono piede. In Italia durante la Prima Guerra Mondiale era stato usato il radiotelegrafo per scopi militari, e una legge ne proibiva l'uso ai civili. Durante il fascismo fu il ministro delle poste Ciano a intuire la grande potenzialità della radio e a favorire con alcuni decreti legislativi la nascita della prima emittente italiana, l'Unione Radiofonica Italiana. Nel 1925 un decreto regio stabiliva il monopolio assoluto dello Stato sulle comunicazioni senza fili, e tutte le radio emittenti preesistenti confluirono nell'URI, che cambierà poi nome in EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) e successivamente in RAI (Radio Audizioni Italia).

Se da un lato è possibile dire che i governi totalitari siano riusciti a sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione possiamo anche dire che, però, non riuscirono a comprenderne pienamente l'immenso potenziale che, invece, si poté scoprire con lo scoppio del secondo conflitto mondiale.  La radio, infatti, veniva vista come l'arma totale in grado, se usata nel modo più efficace, di valere più di molti corpi d'annata.  E in effetti la radio venne usata sia sul "fronte interno" che sul "fronte esterno".

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Se la prima guerra mondiale aveva messo in luce la rilevanza strategica della radiotelefonia nelle operazioni militari, la seconda dimostrò l'eccezionale importanza della radio diffusione e in modo particolare di quella in più lunghe a onde corte su lunghe distanze: per rompere il monopolio informativo nei paesi occupati dall'avversario, mobilitare l'opinione amica, sostenere le truppe in prima linea e garantire la compattezza dell'opinione pubblica sul fronte interno. 1 bollettini di guerra divennero uno degli appuntamenti radiofonici più seguiti e ogni governo ne fece uso in modo sementale.  La Germania hitleriana risultò sicuramente la più attrezzata grazie alla regia di Goebbels. 

Negli anni precedenti aveva infatti orchestrato una politica di diffusione di apparecchi radiofonici a buon mercato per cui alla dichiarazione di guerra se ne contavano in Germania nove milioni e mezzo, il numero più alto in tutta l'Europa occidentale contro i soli cinque milioni della Gran Bretagna.  Una campagna di successo che fa dire a Goebbels che “grazie alla radio, il regime ha eliminato ogni sentimento di rivolta”.  Sul fronte esterno la stazione radio a onde corte di Berlino era la più sviluppata del mondo in quel periodo e trasmetteva, un vero record per quegli anni, in 53 lingue e man mano che le conquiste militari annichilivano l'Europa, Goebbels amplificava la potenza del suo apparato utilizzando i trasmettitori dei paesi invasi.  Gli alleati non furono da meno e la radio si dimostrò un'arma determinante per la vittoria finale.  A fronte dell'aggressività dell'apparato nazista anche la BBC inglese si attrezzò in tempi velocissimi e se nel 1939 trasmetteva solo in sei lingue all'inizio del 1940 trasmetteva in 16 lingue con 51 diversi bollettini d'informazione adattati alle caratteristiche dei diversi uditori.  In Italia la voce di “Radio Londra” oltre a controbilanciare la propaganda e la censura nazifascista ebbe un ruolo strategico diretto coordinando le operazioni della Resistenza.

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[ Nascita delle radio emittenti più importanti in ordine cronologico:

1920, nasce la KKA, prima radio generalista privata negli USA.

1921, a Parigi viene montata sulla Torre Eiffel l'antenna radio che diffondeva le prime trasmissioni.

1922, in Gran Bretagna nasce la BBC; a Chicago viene istituita la prima radio tematica musicale.

1924, in Italia nasce l'URI. ]

La radio oggi

Al giorno d'oggi, nonostante la "competizione" con la televisione, la radio è ancora uno dei mezzi di comunicazione più importanti e più seguiti. Nel nuovo millennio la radio italiana ha ritrovato un successo straordinario con ascolti altissimi. Un sondaggio del 2004 rileva che il 45% degli italiani preferiscono la radio alla televisione, probabilmente perchè la radio conserva sempre un ruolo educativo ma anche di divertente intrattenimento, in opposizione alla "TV spazzatura". La radio, soprattutto quella musicale, è in grado di condizionare i gusti del pubblico molto più del previsto con le proprie programmazioni. Anche la radio generalista ritorna ai trionfi del passato.
Il successo della radio dopo il 2000 è dovuto pure all'evoluzione di Internet (web 2.0) che diventa quasi una parte indissolubile di questo mezzo.


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Categorie: , Guide, Sociale, Tecnologia


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